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Gli anni della moda: 3 KGB 3
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MessaggioInviato: mercoledì 24 novembre 2010, 21:22 
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Era da un pò di tempo che volevo parlare di questi tre orologi, ne avevo fatto cenno già in qualche post precedente.
Ma prima di passare alla loro presentazione desidero spendere due parole sul senso di questo post.
Come sapete è da un pò di tempo che sto cercando di fare un pò di luce sulla diffusione e la moda degli orologi russi alla fine degli anni ottanta.
Apparentemente non è che ci sia molto da dire, sappiamo che è iniziata in Italia nel 1988, al culmine nel 1989, poi è rapidamente declinata In Italia per trasferirsi in Germania.

In realtà quegli anni sono stati determinanti per ciò che possiamo considerare "l'immaginario collettivo" che ancora oggi abbiamo, o molti hanno, quando si parla di orologeria sovietica.

L'idea che mi sto facendo seguendo le vicende di quegli anni è che allora, ma ancora oggi, quando si parla di orologi russi ( per non scrivere sempre sovietici...) in realtà ci si riferisce a quattro cose molto diverse tra loro e cioè:

1) gli orologi prodotti in Unione Sovietica e comunemente indossati. Sembra una banalità, ma non lo è poi così tanto se consideriamo che la loro penetrazione in Italia sembra risalire agli anni '70 tramite il canale dell'immigrazione ebraica di quegli anni e poi dopo, anni 80, dalla successive ondate migratorie dai paesi dell'est. Del resto ancora oggi sono ignorati o non conosciuti da buona parte dei "russofili".

2) la moda, e siamo al 1988. E' tutta una storia da scoprire, interessante sia per il fenomeno di per se che per le sue implicazioni, ma è in questi anni che trova le sue radici l'immaginario collettivo a cui accennavo sopra. La società che aveva i contatti con l'ente sovietico Vremex era la Visio di Verona che aveva almeno due distributori, Mirabilia e Time Trend. Tramite la Visio sono arrivati i Komandirskie (sdelano e zakaz) e i Raketa 0, il worldtime (chiamato Zar), i calendari perpetui, e altri Raketa come anche alcuni Poljot, svegliarini, i crono in cassa Sturmanskie. Sappiamo anche che sono stati disegnati anche orologi ad hoc per il mercato italiano (vedi i Komandirksie 3133 di Time Trend). Il tutto pubblicizzato molto spesso con i classici stereotipi che sopravvivono ancora oggi: che erano orologi militari, riservati addirittura agli alti ufficiali sin dagli anni '50,etc.
Venivano importati anche gli Slava (vedremo suo tempo) ma, tra le creazioni appositamente fatte per il mercato italiano, c'era anche una linea "Perestroika" al cui lancio presenziò niente-popò-di-meno che Katia Ricciarelli. Ma qui mi fermo, a tutto questo dedicherò un articolo se stante.

3) i pseudo-sovietici, cioè tutta quella serie di marchi che montavano movimenti russi e che o con una stella rossa o con una scritta etc. si davano un look "sovietico". Tutti legittimamente prodotti, tipico di un economia di mercato: quando c'è un prodotto che tira tutti ci si buttano sopra.

4) il giro di falsi. Di questi sappiamo praticamente nulla se non che c'erano e che erano prodotti in grandi quantità. Chi, cosa, dove? io non lo so, ma definire gli orologi che possono appartenere ai primi tre punti elencati può aiutare a identificare i falsi quando e se li incontriamo.

In realtà si potrebbe definire un quinto punto, quello che possiamo chiamare:

5) la zona grigia. Farei rientrare qui tutti quegli orologi che sono stati prodotti all'interno di un quadro contrattuale legittimo. A volte si tratterà di orologi perfettamente coerenti e a volte di orologi che contengono errori e incoerenze. Ma quello che li caratterizza è che erano prodotti da aziende locali (italiane e tedesche, anche di altri paesi?) su iniziativa autonoma o in collaborazione con i russi, anche se non lo sappiamo con certezza. Da indagare.
A questa tipologia possiamo riportare il crono Komandirskie della Time Trend, uno dei meglio riusciti quanto tra i meno "sovietici" di quegli anni. Questo crono mette assieme: un quadrante ispirato ai classici zakaz ( ma non presente in nessuno di essi), una cassa che i russi non hanno mai visto, un movimento, il 3133 marcato Boctok. Eppure tutte queste caratteristiche non sono considerate un errore. Anzi! motlissimi sono convinti che sia un autentico crono rpodotto in Unione Sovietica. A me paice moltissimo, ne possiedo un paio e li indosso regolarmente).
Diciamo che in un senso più generale in questa categoria possono rientrare tutti quei quadranti più o meno di fantasia prodotti sulla spinta di una moda che "impazzava" come poche altre e che a volte portò alla creazione di orologi prodotti e pensati molto in fretta. Errori e incoerenze, non si andava molto per il sottile. Battere il ferro finchè è caldo.
Ma, e questo è importante, gli orologi della zona grigia sono accomuntati, tutti, dal fatto di essere prodotti da aziende che non solo avevano un regolare rapporto commmerciale con i russi ma che anche li promuovevano nella stampa e nella pubblicità.

Direte, ma che c'entra questa lunga premessa con i tre orologi KGB in questione? semplice, uno di questi assomiglia moltissimo ad altri orologi che possiamo definire falsi o "strani". Però......

Ok, passiamo ai nostri KGB mostrando le foto e la documentazione che li accompagna.

Anzitutto gli orologi. Tutti dallo stesso astuccio e stesso tipo di documentazione. Diversi sono i cinturini. Prodotti in una serie di 1999 pezzi. Al momento dell'ordine, vedi il modulo di acqisto, si poteva richiedere l'incisione delle proprio inziali per un massimo di tre lettere. Commercializzati dalla Royal Trade di Hannover che, da quello che ho capito, aveva creato una collezione chiamata "Ars Mundi". Se non sbaglio la Royal Trade aveva creato anche dei simil-Koamndirskie, ma non ho foto da far vedere.

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Il nero, purtroppo questa volta non sono risuscito a fotografarlo bene, a mio avviso è uno dei Wostok più belli. Quello al centro,altrettanto bello, è il famoso KGB che riporta 17 rubini pur avendo un 2416b al suo interno. Il terzo invece monta una macchina Slava, S2427, ma è accompagnatto da un certificato che lo descrive come Boctok 2416b!!!! però sul quadrante riporta 27 rubini che sono quelli di un S2427 (o ricordo male?). Sul depliant che ne illustra le caratteristiche si parla semplicemente di Kaliber 24. Nei certificati la data è sempre del Marzo 1991. La Royal Trade li ha commercializzati, se ho capito bene, nel 1992.

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Nel terzo il datario è presente in due lingue: russa e inglese. Fatto comune a molti altri orologi prodotti i quegli anni.

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I movimenti:

S2427

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SU 2416b

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Il depliant:

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Certificati:

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Sempre per documentare al meglio riporto le foto di altri due KGB che, per quanto ne so, non sono stati prodotti dalla Royal Trade. Di quello con la corona a ore due ne esiste una versione con il logo KGB di colore celeste. Chissà, forse è uno di questi che ha ispirato il disegno del "kgb 17 rubini" o è vero il contrario?

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Infine da una pagina di Uhren Magazine Aprile 1992

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In alcune discussioni che si sono svolte qui e là ( pe es. http://forums.watchuseek.com/f10/raky-what-471203.html ) si tende ad assimilare il terzo orologio, quello con il movimento Slava, ad altri orologi come il Raky (che però ha un quadrante pieno di errori).
In effetti i due orologi hanno una grafica e componenti simili, stesso movimento. Ma io non so da chi sia stato prodotto il Racky, non so se sia anch'esso della Royal Trade.
Ma penso che la domanda più importante sia un altra.

I primi due, il nero e il 17 rubini, erano già presenti, nella stessa configurazione, nei cataloghi Wostok o sono stati prodotti ad hoc dalla (o per la) Royal Trade? se così fosse anche il terzo ha la stessa dignità dei primi due per esendo il meno "sovietico" di tutti.

In ogni caso anche qui è evidente l'operazione commerciale: guardate il facsimile, in parte nascosto dalla versione in tedesco, della letetra in cui il KGB autorizza la Wostok! vero falso? o semplicemnte marketing? siamo nel 1992.

Per quanto riguarda il Racky e orologi simili io penso, ma non ho alcun modo per poterlo dimostrare, che in quegli anni ci fosse chi produceva casse, lancette, indici, etc. e riforniva anche chi voleva produrre orologi russian-like. Autorizzati o falsi che fossero. Da dove poi provenisse questo materiale è un altra cosa da appurare.

In conlcusione, io considero questi tre KGB come un tutto unico, provenienti e commercializzati dalla stessa fonte. Orologi fatti ancora con un certo gusto e stile, molto distanti dalla valanga di KGB prodotta successivamente.

Orologi che appartengno ad una moda ormai lontana e che hanno contribuito a costruire la nostra idea di "orologio sovietico".
Ma, l'orologeria sovietica, lo sappiamo, era una cosa molto diversa.
Questa era solo moda. Una moda che ha saputo produrre orologi molto belli e che, in un certo senso, appartiene in quanto tale a pieno titolo all'orologeria sovietica, ma di una Unione Sovietica dove le nuove parole d'ordine erano mercato e profitto. Quanto cioè di meno sovietico ci potesse essere.


Ultima modifica di mchap il giovedì 25 novembre 2010, 2:20, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 24 novembre 2010, 22:20 
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Articolo moooolto interessante e bello da leggere! :grin:

:up:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 1:10 
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Articolo interessante e che conferma quelle che sono le mie impressioni e le mie convinzioni, poi ognuno ha le sue, ed è giusto che sia così.

Il primo orologio è definitivamente 100% Vostok, magari solo il quadrante sarà stato fatto appositamente, sempre a Chistopol comunque. I documenti sono quelli, ho lo stesso orologio, e curiosamente il mio è stato prodotto nello stesso mese e stesso anno, ovvero Marzo 1991. Anche gli altri documenti allegati sono identici, "Ars Mundi Collection" era un "retailer", come indicato nella foto? Boh. Comunque, nulla da dire sul primo. Nè su quello con corona alle 2, totalmente Vostok e con numero di rubini corretto, però il quadrante mi sembra già qualcosa di "specifico".

L' "automatico 17 rubini" mi sembra appartenere alla "zona grigia" citata da Antonio. Pur fra "factory franken" e strafalcioni produttivi, non mi risulta che a Chistopol si siano mai impappinati con il numero di rubini, specie con un automatico. Mi interessa soprattutto la relazione (cassa?) che potrebe unirlo con quest'altro "Vostok italiano", una riedizione del Kirowa Sputnik che potrebbe essere il "modello celebrativo di un importante evento della storia sovietica" a cui si accennava nell'articolo dell'epoca sui Vostok crono:

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A pensarci bene, tale cassa è stata sempre vista su modelli "export", diciamo. Quindi potrebbe non essere di produzione Vostok. ma su questo sono ancora incerto. Parliamo sempre di orologi con importazione ufficiale e documenti, packaging e quant'altro.

Notate bene: il primo orologio si chiama Buran, il secondo pure, e questo che ho postato anche. Occorrerebbe confrontarne la cassa con l'automatico KGB. Vedo ch poi tale orologio è stato corretto, niente più scritta 17 rubini, solo AUTOMATIC. Ma poi, il quadrante era fatto in Russia? A tratti mi sembra di no, a tratti invece sì. Mah.

Terzo orologio, il discusso KGB/Raky con movimento Slava. Fra KGB e Raky, a livello di componenti, non cambia nulla: stesse scritte a rilievo sul quadrante (assai somiglianti ai Raketa tanto discussi in passato), stesse lancette (qualcuno mi aveva detto che erano di derivazione Vostok, o Raketa, non ne sono sicuro, dovrei andarmi a trovare il post), stessa meccanica Slava 2427, stessa cassa. Il KGB è sempre chiamato "Buran", come lo "Sputnik italiano" di cui sopra (una denominazione che sembra essere un filo rosso che percorre tutti i modelli).

Sembra però cambiare il mercato, tedesco per il KGB con movimento Slava, italiano per il Raky, impudentemente battezzato come Raketa. Il fatto che lo strambo Raky sia pieno di errori lo accomuna ai fratelli KGB con movimento "17 jewels automatic", e non credo che sia un caso. Ho inoltre questa foto che sembra mostrare un "29 rubini" invece dei 27 (corretti) sui modelli di Antonio. Non so se sia una distorsione ottica, ho provato ad osservare la foto a diversi ingrandimenti e la forma sembra mostrare un 9 al posto del 7, poi potrei pure sbagliarmi, del resto il mio monitor di casa ha gli anni che ha.

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Comunque, sia come sia, è chiaro che chi produceva questi orologi non avesse ben chiara l'identità dei movimenti, quindi vai col generico "17 rubini" o con scritte molto "soviet pop".

Tutti questi orologi, inclusi i Vostok crono (ancora poco conosciuta la seconda serie) e il povero Raky :eek: sono chiaramente frutto di strategie di marketing che sembravano accomunare tedeschi e italiani: alcuni orologi li importo così come sono, ad altri ci appioppo un nuovo quadrante perchè i russi sono lenti e non cambiano modello ogni anno, e se mi gira becco una partita di movimenti Slava e faccio un "russo" made in Italy, in Germany, o in Switzerland (Vremija), o chissà dove.

I Vostok crono: ufficiali, documentati (solo la prima serie però), ma successivamente definiti da Irina Maier come UFO. Sembra che in Vostok nessuno se li ricordi. Da verificare in effetti cosa succedesse quando gli importatori iniziavano a "produrre in casa" con marchi altrui, se ci fosse un "silenzio assenso" o se si incrinassero le relazioni commerciali.

Altra puntualizzazione: trovo un pò patetico che l'importatore italiano facesse pubbliche distruzioni di "falsi" pur producendo orologi (Vostok crono in primis) che di sovietico avevano giusto il movimento...Poljot. Sarei stato curioso di chinarmi sul cumulo di orologi (naturalmente prima del passaggio del caterpillar) per vederne le marche.

Forse erano gli Odien postati tempo fa da Antonio? Forse gli Anthony Time che ho in una cuvette? Forse il bruttissimo Tovarisc che da tempo langue su Ebay a un prezzo assurdo? Forse i Soviet (marchio apposto anche su orologi 100% Vostok)? O i "Nazdorovnie" (nome assurdo, significa "alla salute") con logo fregato dall'Aeroflot e movimento Poljot? Può darsi.

Tuttavia, tutti questi orologi li vedo come semplici imitazioni che inseguivano la moda, quasi sempre indicavano "Russian movement" e non "Made in URSS", fra l'altro non venivano nemmeno venduti a prezzi modici e mi chiedo quanto avrà sborsato all'epoca l'importatore per fare il pubblico massacro di tali orologi :o secondo me, avranno giusto preso i veri fake, i Komandirskie cinesi con movimento "standard" 17 rubini e cassa in pessima lega: quelli costavano pochissimo, sì che si poteva fare una bella grigliata.

Poi, l' "avviso pubblico" diceva che "gli unici e veri orologi russi" erano: Poljot, Vostok, Raketa. E gli Slava?

Le pubblicità dell'epoca sono utilissime e vitali, ma non bisogna prenderle come oro colato.
Comunque, interessantissimo report che chiarisce ancora meglio questi concetti. Senza queste pubblicità se ne saprebbe ancora meno. Ma a volte è davvero difficile capire tutta questa produzione "mezza russa". Chi non faceva pubblicità? Come andavano definiti i suoi orologi?

E poi, diciamo la verità: il KGB con movimento Slava è davvero un bell'orologio. Senza un'origine chiara, chiaramente non russo, eppure va via sempre per cifre discrete. Sarà per questo che gli concediamo una via d'uscita, come per i Vostok crono? Io lo ammetto candidamente, e penso di non essere il solo. :-D Se Antonio non fosse così tirchio, gli avrei già chiesto il suo secondo KGB/Slava, ma so già che mi direbbe di volerli tenere tutti e due perchè uno ha il calendario in inglese e l'altro in russo... :-D


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 2:16 
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I certificati che ho sono tutti del marzo 1991.

Odien e Soviet non erano considerati falsi ma normali orologi sul mercato. Gli Odien erano un marchio depositato con cui venivano prodotti orologi con movimento russo ma quadranti normalissimi e la dicitura "russian movmt"
E i 6skov? o meglio i "6 Skov"? vedremo.

Insomma c'è una bella differenza tra quelli che avevano un proprio marchio e non riportavano la scritta made in ussr o sdelano b cccp e quelli che invece le utilizzano assieme al nome Raketa o altro, oltre che il marchio di qualità usato a sproposito, pacchiane scritte in cirillico.
Quali erano i falsi che circolavano è ancora da scoprire. L'idea che mi sono fatto è molto semplice: i falsi erano orologi uguali o quasi uguali ai Raketa etc. ne portavano il nome e ne usavano i marchi così come per i jeans, ma erano appunto falsi e probabilmente erano fatti, come veniva scritto su La Stampa, localmente.
In Italia siamo ed eravamo i primi nel giro di falsi di tutti i tipi :-D

Le riviste dell'epoca non solo riportano al pubblicità ma recensiscono anche gli Slava, di cui conosciamo anche il distributore.

Per fine settimana prossima, o un pò più in là, dovrei completare l'articolo che passa in rassegna tutto quanto è sato pubblicato dalle due riviste principali di quegli anni, articoli, articoletti, trafiletti e pubblicità.
Poi seguirà la stessa analisi fatta su Uhren Magazin.

Ma ancora prima arriverà un altro mega-post su la "Russian Space History". Non c'entra niente con tutta questa storia, ma è un altra fonte da cui sono state tratte molte informazioni che hanno circolato in tutti questi anni, ma che quasi nessuno sembra conoscerne l'origine e, cosa molto importante, sembra che siano state lasciate cadere o dimenticate alcune informazione lì riportate nero su bianco e da non trascurare. Piccole cose che hanno un significato notevole. Ma potrei sbagliarmi facilmente perchè l'argomento orologi e astronautica non è il mio forte. Vedremo nella discussione.

Più in generale, come questione di metodo, io cerco di tenere sempre separati i fatti dalle opinioni, soprattutto le mie, anche per evitare che nella ricerca ci si precluda delle strade possibili.

Per spiegarmi meglio prendo sempre il Racky come esempio (anche che se sono abbastanza convinto che è il meno sostenibile come esempio :-D), ma visto che l'abbiamo messo di mezzo...).
Se in base a quanto so attualmente mi convinco che il Racky è un orologio legittimo quanto il KGB in questione e metto da parte l'ipotesi che sia un falso allora vado a cercare la documentazione o altro che possa suffragare l'ipotesi fatta e tralascerò di cercare in quel tipo di documentazione che potrebbe comprovare il suo essere un falso.

Certo un ipotesi bisogna pur sempre farla e quella che io faccio è che se un orologio era prodotto "illegalmente" non ne troverò la minima traccia sulle riviste o nella documentazione ufficiale e sulle riviste. In caso contrario la mia ipotesi di falso cadrebbe subito. Questo non significa che se non c'è traccia sia allora falso. Significa che devo cercare altrove, altro tipo di documentazione.

Sono anche ben consapevole che non tutto inizia e finisce con le riviste, ma per ora è una delle fonti migliori che abbiano per quanto riguarda la moda e l'immaginario collettivo. Anzi, per quanto riguarda i falsi non sono le riviste e, forse, nemmeno i quotidiani le fonti più adatte. Ce ne sono altre.

Per il resto o esce fuori un depliant tipo questo dei KGB o siamo destinati a rimanere nell'incertezza.

Ora come ora sappiamo qualcosa di preciso su questi KGB . A proposito, Royal Trade e Ars Mundi sono la stessa cosa, hanno lo stesso indirizzo come si può leggere da quanto pubblicato.
Per il resto si vedrà quando e se riusciremo a documentare qualcosa di più.

Sarebbe utile risalire alle persone che allora lavoravano in queste aziende e gli orologiai che li vendevano.

Ma alla fine quello che a me interessa di più non è tanto o solo riuscire a sapere quelli che erano sovietici, prodotti in russia, o qui o là, o simil-russi o falsi,etc. quanto piuttosto comprendere quanto tutto ciò abbia contribuito al nostro immaginario collettivo.

Per es. quante discussioni sulle ghiere giuste, la lancetta dei secondi con il pallino o senza,..... e magari erano convinzioni maturate avendo presenti i Komandirskie sdelano e zakaz che allora venivano venduti in Italia e che costituiscono buona parte di quelli che si trovano ancora in giro.
Ma erano una selezione operata da Vremex-Visio per il mercato italiano, quelli che avevano, probabilmente, pensato che fossero i più adatti per vendere bene.

Interessante sarà vedere come Uhren Magazin affrontò in un modo che potrei definire completamente diverso tutta la quesione degli orologi russi.
Da noi si parlava solo di quelli commercializzati. In Germania invece..... ( ma la moda lì arrivo dopo).

Per concludere, non dimentichiamo che questi tre KGB e anche gli altri due sono veramente belli :-D :-D :-D


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 10:24 
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mchap ha scritto:
I certificati che ho sono tutti del marzo 1991.

Odien e Soviet non erano considerati falsi ma normali orologi sul mercato. Gli Odien erano un marchio depositato con cui venivano prodotti orologi con movimento russo ma quadranti normalissimi e la dicitura "russian movmt" E i 6skov? o meglio i "6 Skov"? vedremo.


Esattamente, anzi direi che, nonostante le denominazioni più disparate, tutti gli orologi che ho citato prima non erano dei falsi. Delle scopiazzature, certo, ma non dei falsi. Fra l'altro, i "6skov" hanno notevoli analogie con un orologio marca "Mockba" in mio possesso (stesso stile del fondello, movimento Poljot), magari oggi cercherò di fare una foto.

Cita:
Insomma c'è una bella differenza tra quelli che avevano un proprio marchio e non riportavano la scritta made in ussr o sdelano b cccp e quelli che invece le utilizzano assieme al nome Raketa o altro, oltre che il marchio di qualità usato a sproposito, pacchiane scritte in cirillico.


Come già detto, i Vostok crono venivano venduti come "orologi originali sovietici" e c'era anche la fatidica scritta made in URSS, ma l'orologio veniva prodotto -con quadrante, lancette e movimento Poljot- in una fabbrica del Nord Italia. Se non avessi incontrato quel signore che anche tu conosci, che in quella fabbrica ci ha lavorato per anni, a quest'ora starei a scervellarmi ancora sull'origine di quell'orologio bello ma ambiguo, che da tempo veniva definito "fake", senza troppi giri di parole, da molta gente, in primis da coloro che non l'avevano mai visto

Aggiungo anche che scritte made in URSS messe a casaccio e marchi di qualità sono state usati a casaccio più di una volta: nel caso sopra citato, e nel caso dei Raketa fino al 2008 (!). In entrambi i casi, da produttori/distributori "ufficiali", non dall' Ivan di turno nella sua cantinola, e alle mie obiezioni ho incontrato non pochi problemi. Insomma, chi produce o pubblicizza orologi tende sempre un pò a prendere per i fondelli, si va dal gonfiare la storia di un marchio al reclamizzare un orologio come fatto in URSS quando non lo era.

Cita:
Quali erano i falsi che circolavano è ancora da scoprire. L'idea che mi sono fatto è molto semplice: i falsi erano orologi uguali o quasi uguali ai Raketa etc. ne portavano il nome e ne usavano i marchi così come per i jeans, ma erano appunto falsi e probabilmente erano fatti, come veniva scritto su La Stampa, localmente.


Non ricordo l'articolo della Stampa, ma suppongo che fosse un avviso dell'importatore ufficiale, e magari venivano reclamizzate come "false" le suddette imitazioni. Come accaduto in tempi più recenti per Moscow Classic, ad esempio. Però se l'articolo parla proprio di "Raketa falsi" che riportano proprio il marchio Raketa, la questione cambia.

Il problema è: perchè questi orologi venivano sempre, dico sempre venduti insieme a Raketa totalmente originali? Il problema è che ho visto cose che voi umani....

Prendiamo l'esempio di Moscow Classic. Inizialmente identificato affrettatamente come marchio "UFO", poi è diventato un brand vero e proprio (non si sa mai come si evolvono le cose!), a un certo punto il marchio dichiara a sua volta di avere dei fakers in Germania. Dopo un pò di tempo, il presunto "faker" è visibile nella lista dei distributori ufficiali della Casa!

Il problema è che dovremmo stare negli uffici commerciali di queste aziende per capirci qualcosa...e ho l'impressione che queste dinamiche sono sempre accadute e accadono ancora.

Cita:
In Italia siamo ed eravamo i primi nel giro di falsi di tutti i tipi :-D



Altra considerazione: chi fa un falso mira alla massimizzazione del profitto. Nemmeno si spreca a cercare un movimento russo da incassare. Di falsi cinesi prodotti a una lira ne giravano a iosa: tutti quelli che avevano il marchio Komandirskie contraffatto. ben noti, con movimento cinese standard, i più venduti e diffusi (ho visto più di una persona tornare da Mosca con questi cosi che si rompevano alla prima rotazione di corona).

E poi, scavando ancora nella memoria, c'era un altro simil-Vostok cinese chiamato "Bremoka" (ne avevo uno! preso su una bancarella a 12 anni e rotto quasi subito, poco prima che arrivasse il primo, vero russo)...un altro, con cassa molto grande e ghiera fusi orari in cirillico in plastica nera, chiamato "Antarktika"...ho anche le foto da aste online.

Sarebbe bello farci un thread sopra tutte queste imitazioni.


Cita:
Le riviste dell'epoca non solo riportano al pubblicità ma recensiscono anche gli Slava, di cui conosciamo anche il distributore.


Sì, ma il distributore Vostok diceva chiaramente che i marchi "originali sovietici" erano Poljot, Raketa, Vostok. Automaticamente uno Slava distribuito da altri sarebbe stato un fake. Non è una mia considerazione, ma una logica conseguenza.


S
Cita:
e in base a quanto so attualmente mi convinco che il Racky è un orologio legittimo quanto il KGB in questione e metto da parte l'ipotesi che sia un falso allora vado a cercare la documentazione o altro che possa suffragare l'ipotesi fatta e tralascerò di cercare in quel tipo di documentazione che potrebbe comprovare il suo essere un falso.


Ma se la documentazione non c'è? Che si fa? Tieni conto che già del "tedesco" ne avranno fatti solo qualche centinaio (la serie intera di tre modelli era di 1999 pezzi, giusto?). In Italia, nemmeno si saranno sprecati a farne una foto, tanto c'erano già gli altri modelli in catalogo. Un pò di casse, un pò di movimenti e via.
Forse anche meno di qualche centinaio, visto che ne sono saltati fuori ben pochi, almeno rispetto al KGB.
Ma poi, fino a che punto è "legittimo" il KGB tedesco, fatto non in Russia ma venduto come russo? E poi, perchè tralasciare la documentazione che dichiarerebbe l' "aragosta" (il Raky) come falsa? Io penso che sia il solito prodotto semi-legittimo (per dirla in sintesi), ma non separo mai i fatti dalle opinioni, e se ci sono elementi per verificarne l'origine e la commercializzazione si può dire se sia falso o meno...tanto non mi piace :-D o meglio, avevo provato ad acquistarne uno guasto a poco prezzo, ma il venditore aveva rifiutato...più di venti euro non ce li metterei :-D

Cita:
Certo un ipotesi bisogna pur sempre farla e quella che io faccio è che se un orologio era prodotto "illegalmente" non ne troverò la minima traccia sulle riviste o nella documentazione ufficiale e sulle riviste. In caso contrario la mia ipotesi di falso cadrebbe subito. Questo non significa che se non c'è traccia sia allora falso. Significa che devo cercare altrove, altro tipo di documentazione.


Tu dici? Hai presente il primo Poljot Aviator? Bene, la documentazione c'è eccome: venne bollato come fake dalla Fortis, sul proprio sito ufficiale. E mi sembra di ricordare che ci fu anche una causa, persa dalla Poljot, che fu impossibilitata a vendere l'Aviator I sul suolo svizzero (capirai... :-D ).
Da notare che Fortis pubblicò sia la foto dell'Aviator con marchio Poljot, sia un fake da esso derivato con tanto di marchio Fortis su fondello e quadrante (prodotto non si sa da chi, ma tutto è possibile).

Ma poi, a ben pensarci, quanti Vostok con cassa "strana", e quanti altri russi rari e legittimi abbiamo visto, senza che ci fosse uno straccio di documentazione? Cioè, come metodo di valutazione mi sembra "all'americana": colpevole fino a prova contraria (o, viceversa, all' "italiana", innocente fino a prova contraria).

In questa materia è impossibile usare il rasoio per separare il vero dal falso. Ancora oggi mi chiedo se certi Vostok, i 1945 per esempio, fossero anch'essi prodotti per l'Italia. L'origine del mio Buran/Sputnik. Tante domande che necessitano ancora di risposte.

Cita:
Sono anche ben consapevole che non tutto inizia e finisce con le riviste, ma per ora è una delle fonti migliori che abbiano per quanto riguarda la moda e l'immaginario collettivo. Anzi, per quanto riguarda i falsi non sono le riviste e, forse, nemmeno i quotidiani le fonti più adatte.


Quoto. Ho una cartella di foto da vecchie aste online che spessissimo mi ha aiutato più dei libri dedicati. Per esempio, lo Slava Amphibia: prima di vederlo in asta, manco sapevo che esistesse...si può dire che l'abbia scoperto io...per puro caso. :o' A meno che qualcuno non lo conoscesse già (come naturale che sia) ma non ne abbia mai parlato.

Cita:
Sarebbe utile risalire alle persone che allora lavoravano in queste aziende e gli orologiai che li vendevano.


quoto in neretto perchè è basilare per capirci qualcosa.

Cita:
Ma alla fine quello che a me interessa di più non è tanto o solo riuscire a sapere quelli che erano sovietici, prodotti in russia, o qui o là, o simil-russi o falsi,etc. quanto piuttosto comprendere quanto tutto ciò abbia contribuito al nostro immaginario collettivo.
Per es. quante discussioni sulle ghiere giuste, la lancetta dei secondi con il pallino o senza,..... e magari erano convinzioni maturate avendo presenti i Komandirskie sdelano e zakaz che allora venivano venduti in Italia e che costituiscono buona parte di quelli che si trovano ancora in giro.


Guarda che secondo me quelli venduti in Italia da Vremex-Visio erano una piccolissima parte. Il grosso dei Komandirskie attualmente in circolazione proviene dai mercatini dei polacchi dell'epoca, dove chiunque poteva acquistare un russo originale giusto per soddisfare la propria curiosità a un decimo del prezzo richiesto nelle gioiellerie. E le discussioni su ghiere, pallini, ecc. sono sempre state fatte nella certezza che certezze assolute non ce ne sono.

Anzi, scusa se te lo dico (a meno di non sbagliarmi e di aver preso un "raky":-D ), però mi sembra di leggere spesso nelle tue righe una sorta di volontà di mettere in discussione tutto ciò che è stato detto in precedenza, da me o da altri, su Watchuseek...e tutto ciò mi ricorda purtroppo altro che non voglio ricordare.

Come si dice a Napoli, "nessuno nasce imparato", del resto quante decine di volte, agli inizi, mi hai contattato per mail per sapere se un orologio era ok o meno? Spero di non averti fatto acquistare un franken, ma penso di essere abbastanza sicuro di averci azzeccato sempre. Poi posso sempre sbagliarmi, ma ripeto il proverbio del primo paragrafo.

Io, pur ritenendo di aver sviluppato una conoscenza abbastanza approfondita in circa otto anni di assidua adesione all'argomento, non mi ritengo un esperto e non lo sarò mai. A costo di farmi diffamare dagli idioti di turno. Solo così potrò imparare cose nuove, alla fine in tasca non me ne verrà nulla come al solito, mentre altre tasche si gonfieranno ben bene (leggasi RR bianco e quel che ne è conseguito), pazienza.

Ritornando (per concludere) allo "stile modaiolo anni '80" che ha influenzato la nostra concezione di orologio russo, anch'essa fa parte della storia e continua in parte ad influenzare il tutto. Agli esordi del Poljot Forum (inizi anni 2000) gli unici Vostok "ammessi" erano i RR neri e qualche 3AKA3. Stop. I Komandirskie (U-boot, parà ecc. erano considerate pacchianate, per il resto si parlava solo di Poljot, soprattutto i più costosi. Per me l'U-boot blu classico e il Parà verde non erano affatto pacchiani, avevano gli elementi stlizzati della grafica sovietica che tanto è stata apprezzata nel mondo.
Alla fine, a forza di discussioni, li ho sdoganati io i Vostok, insieme a tutti gli altri russi "poveri", e il Poljot Forum è diventato Russian Watch forum

Che poi lo stile russo non sia solo quello, è assodato, e ci mancherebbe, il mondo è bello perchè è vario, e di una cosa sono sicuro: senza il "periodo modaiolo" di fine anni '80, magari criticabile ma senz'altro caratteristico, oggi si parlerebbe molto meno degli orologi russi, o quanto meno senza l' "identità" che li ha contraddistinti da allora, nel bene e nel male.

Bene, ho fatto probabilmente il post più lungo da mesi... :lol: [/quote]


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 15:17 
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Carissimi Antonio e Michele, mi inchino alla vostra competenza.

Tempo fa, trovai un "KGB" con i secondi piccoli a ore nove.. pensai subito che fosse il solito franken e non lo presi in considerazione :(
Non si finisce mai d'imparare 8-)

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Paolo


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 17:04 
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Mi spiace che Michele abbia fatto un cenno, seppur di sfuggita, ad una sensazione di polemica personale. E' bene chiarire subito per sgombrare il campo da equivoci.

Una prima cosa visto che è stata accennata. A Michele ho scritto in privato qualche volta, poche volte, come anche ad altri, per es. Nikarlo con cui ho un rapporto seppure sempre molto dìluito nel tempo ma certamente più frequente.
Penso che tutto questo sia molto normale.

Non capisco cosa possa avere generato in Michele questa sensazione di polemica personale. Tutto quello che ho scritto è comprensibile da tutti e chiunque può verificare.

La questione è un altra. E' da tempo che vado battendo il chiodo per "demitizzare" alcuni argomenti, per es. gli zakaz sempre e comunque orologi militari, i nos, etc.
Ebbene, io gli zakaz come anche orologi messi molto bene che potrei definire nos li vendo pure! allora? mi do la zappa sui piedi? vado contro i miei interessi?
O semplicemnte dico quello che penso e che vado man mano maturando?

Altro esempio, quando richiamo gli scritti di Johannes Altmeppen o di altri c'è forse intento polemico verso qualcuno?
Io stesso fino ad un anno fà conoscevo un solo articolo e poi un secondo dei quindici che Altmeppen ha scritto.
Non so chi quanti siano a conoscerli, ma non dovrei parlarne per offendere la suscettibilità di chi non so chi?

Certo, chi li conosceva e non li ha mai citati e divulgato la loro esistenza si può anche offenbdere e vergognarsi.

Immaginate che un giorno scopriamo che il forumista XY ha da dieci anni dei cataloghi Wostok e se li è tenuti sempre per se, il minimo che si possa spettare è di essere preso a morsi (metaforicamente) sulla capa. O dico a male?

Ancora. Se oggi si presentasse qui un nuovo forumista e scrive di qualcosa argomentando in modo sensato io, in accordo o disaccordo non importa, registro e mi faccio al mia idea, ma mai mi verrebbe in mente di ricordargli che è arrivato solo oggi.

Guardate che c'è tanta gente che avrebbe molto da dire e che partecipa poco ai forum.

Recentemente c'è stato un bel post sugli orologi a tema islamico (http://www.orologiando.org/phpBB2/viewt ... highlight=) nel quale l'autore ha mostrato un grande competenza sull'argomento anche perchè per mestiere ha le mani in pasta con quel mondo. Riesce addirittura a distinguere le varie moschee.
Io non mi sento minimamente sminuito perchè su quel tema non ho mai saputo dire altro che lo solite cose riportate dal Ceyp e Levenberg, anzi penso di aver contribuito nello spingere l'autore a fare quel post.

Poi magari allo stesso tempo mi potrebbe venire da dire che fino ad oggi non avevo letto nulla di così semplice chiaro ( e forse solo per mia ingoranza), ma se lo dicessi offenderei qualcuno?

Quindi mettiamo da parte queste polemiche che non hanno davvero ragione di essere.

Io sto cercando semplicemente di cercare una strada per inquadrare storicamente l'orologeria sovietica con tutti i suoi annessi e connesi, di cui la moda di fine anni '80 ne è uno.

Penso cioè che è possibile iniziare un tentativo di storicizzazione che, tra le altre cose, contribuisca ad una maggiore consapevolezza anche quandi si sceglie cosa comprare.
In altre parole, non pongo l'accento se uno zakaz era davvero un orologio militare, anzi! metto più che altro in risalto la varietà dei quadranti, la loro bellezza,etc.
Certo, provo un pò di fastidio quando mi trovo l'esaltazione del "militare" fine a se stesso e forse a volte calco la mano. Ma potrò avere anche io i miei difetti, o no?

Nel fare tutto questo non voglio sentirmi condizionato da nulla. La ricerca, dalla più banale come può essere questa a quella più seriosa e accademica, deve avere come obiettivo la conoscenza e niente altro.

Proprio per questo cerco la chiarezza a scapito dei possibili equilibrismi.

Uno esempio per tutti. Se dico che il Racky potrebbe essere più un falso o un illegittimo ( per illegale intendo questo) mi espongo alla possibile critica di chi eventualmente domani dimostrerà il contrario. E me ne dovrò risentire personalmente? ma neanche per sogno!
Oggi con quello che ho arrivao a elaborare una certa idea, che domani potrà sembrare addirittura ridicola. Sta nelle cose.

Poi c'è anche il gusto della polemica che contribuisce anche a tener viva una discussione.
Se mi trovo davanti un russofilo che afferma con assoluta certezza che Leonov nella sua EVA indossava uno Strela mi diverto a elencare tutte le ragioni per cui potrebbe non essere stato così.
Come per contro farei lo stesso con chi sostenesse come verità assoluta il contrario.
Non è un solo fatto di divertirsi, aiuta anche me stesso a ordinare meglio le idee.

Tornando al nostro argomento volevo solo chiarire un punto che forse non ho esposto bene.

Io penso che ci sono un sacco di orologi, quelli di cui si parla quasi sempre, che di sovietico non hanno una accidente.

La maggior parte dei certificati che accompagnano la strabiliante varietà dei quadranti Wostok hanno una data che và dal 1989 al 1994. Questa idea/sensazione/ipotesi è corroborata anche da quello che scrivono il Ceyp e Levenberg.
Io ne ho tantissimi di questi orologi, mi piacciono molto e ne cerco ancora alcuni. Anzi posso dire di più, buona parte di questi sono anche più belli di quelli prodotti fino ai primni anni ottanta.
Ma appartengono ad un epoca in cui si produceva pensando al mercato.

Anche qui però il discorso può essere fatto in più modi, tutti legittimi.
Ci si può limitaei al fattico che ci piacciono o meno, a che cosa rappresenta quel quadrante,.etc
Come anche cercare di capire cosa e come era cambiato nelle fabbriche, nella mentalità di chi li disegnava ( se qualcosa era cambiato).
Cercare di capire per es. cosa fosse esattemente la Vremex, in che cosa consistevano questi rapportic comemrciali con l'Italia e la Germania, o altri.

Per finire. Esiste un immaginario collettivo ma esiste anche un patrimonio di consocenze colletive, tutto questo non appartiene a nessuno. Per definizione. Personaggi come Klaus Seide ( che ancora non so valutare bene) o Johannes Altmeppen sono stati dei pionieri e forse non hanno mai frequentato un forum.

Ok. Avevo preparato un paio di foto di gruppo di altri KGB tra i più conosciuti alcuni dei quali si prestano ancora di più alle cose già dette.


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Edito perchè avevo dimenticato questo, ce l'avevo attaccato al polso :-D
Niente male eh?

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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 19:16 
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mchap ha scritto:
Edito perchè avevo dimenticato questo, ce l'avevo attaccato al polso :-D
Niente male eh?

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Bello questo! Il quadrante era blu e ha virato al viola o era così originale?

Ps Antonio e Michele se un "fraintendimento" vi porta a creare un post del genere.. ben venga!
A parte gli scherzi, siamo sicuramente in molti a dovervi ringraziare per condividere sia materiale che conoscenze. ::-maestro
Adesso basta complimenti.. non voglio passare per il Fede di turno :eek:

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Paolo


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E' proprio cos', un rosso-prugna o rosso- sangue o rosso-scuro, molto bello.
Mi è arrivato stamane, l'ho preso su ebay pochi giorni fà, non è venuto molto, la foto poteva far pensare che fosse stato colorrato appositamente.
Tra l'altro :smile: assieme a questo il venditore aveva anche un Racky!!!! gli ho scritto chiedendo info sul racky, dove l'aveva trovato, da quantia nni. vediamo cosa risponderà.
Il fatto che li avesse tutti e due...... :eek:

PS

Wojar, il Fede di truno no ma... la Ruby magari potresti anche farla :) dai, su, solo un pò di buona volontaà....


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 21:22 
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mchap ha scritto:
Una prima cosa visto che è stata accennata. A Michele ho scritto in privato qualche volta, poche volte


Beh, insomma... :-D vabbè, andiamo avanti...

Cita:
La questione è un altra. E' da tempo che vado battendo il chiodo per "demitizzare" alcuni argomenti, per es. gli zakaz sempre e comunque orologi militari, i nos, etc.
Ebbene, io gli zakaz come anche orologi messi molto bene che potrei definire nos li vendo pure! allora? mi do la zappa sui piedi? vado contro i miei interessi?
O semplicemnte dico quello che penso e che vado man mano maturando?


Figurati, una settimana fa ho venduto un bellissimo Komandirskie bianco "stellina" a 17 euro, non era 3AKA3 e sono stato paradossalmente contento perchè forse i prezzi finalmente torneranno a scendere e potrò prenderne altri. Anch'io ho sempre scritto che gli 3AKA3 sono giusto una "dimensione mentale" (non so come mi sia venuta, eh...) che risale a ben prima che io e te iniziassimo a scrivere. Per esempio quando la scrittina la appioppavano su certi Poljot MIG dei primi anni '90.

Da parte mia non c'è nessuna polemica e l'ultima cosa che voglio è fare polemiche. Con altre persone da te citate non ho alcun rapporto per motivi al confronto dei quali minime discussioni come questa sono veramente quisquilie.
E ammetto anche che da parte mia c'è comunque un approccio cambiato e più duro, per buoni motivi. Ma passiamo avanti.

Cita:
Altro esempio, quando richiamo gli scritti di Johannes Altmeppen o di altri c'è forse intento polemico verso qualcuno?
Io stesso fino ad un anno fà conoscevo un solo articolo e poi un secondo dei quindici che Altmeppen ha scritto.
Non so chi quanti siano a conoscerli, ma non dovrei parlarne per offendere la suscettibilità di chi non so chi?


Cado dalle nuvole. La vuoi sapere una cosa? Io l'Altmeppen non l'ho mai letto. Nè avuto! Lo dico sinceramente a costo di passare per caprone. Ho solo i primi due volumi di Levenberg, e non li ho quasi mai usati, da quando ho visto infilato in mezzo alle foto un Vostok svegliarino che acquistai, scoprendo invece che era un Poljot con quadrante Tank adesivo e lunetta Vostok adattata con una scanalatura fatta sulla cassa!

Io mi sono "formato" così: ho visto decine di migliaia di aste online, ho letto quello che altri prima di me avevano scritto, confrontato le opinioni di diversa gente, dove e come avevano trovato certi pezzi, ecc.
E anche così, scopro che gran parte di quel che ho scritto non discosta di una virgola da ciò che viene ripetuto oggi, per esempio che gli 3AKA3 non hanno mai fatto la differenza.

Cita:
Immaginate che un giorno scopriamo che il forumista XY ha da dieci anni dei cataloghi Wostok e se li è tenuti sempre per se, il minimo che si possa spettare è di essere preso a morsi (metaforicamente) sulla capa. O dico a male?


Dimmi chi è così lo prendo a morsi sulla capa pure io... :eek: Però, scusa un attimo, se uno ha dei cataloghi (o, meglio, ha trovato dei cataloghi) e non li pubblica, saranno anche cacchi suoi, no? Io per esempio non ho ancora capito come e dove un ottimo forumista (o forse stato distratto io) abbia trovato i codici casse dei Vostok. Sarà l'età che inizia a farsi sentire.

Cita:
Guardate che c'è tanta gente che avrebbe molto da dire e che partecipa poco ai forum.


Proprio come hai detto tu, appunto... però che facciamo, prendiamo a morsi sulla capa pure quelli?
Anzi, su Watch.ru (per fare un esempio) c'è un botto di gente che conosce probabilmente il passaggio per la tomba del Faraone, di questo sono perfettamente a conoscenza, altro che noi. Però non me ne faccio un cruccio: in fondo gli orologi mi piace collezionarli, in primis.

Cita:
Recentemente c'è stato un bel post sugli orologi a tema islamico (http://www.orologiando.org/phpBB2/viewt ... highlight=) nel quale l'autore ha mostrato un grande competenza sull'argomento anche perchè per mestiere ha le mani in pasta con quel mondo. Riesce addirittura a distinguere le varie moschee.
Io non mi sento minimamente sminuito perchè su quel tema non ho mai saputo dire altro che lo solite cose riportate dal Ceyp e Levenberg, anzi penso di aver contribuito nello spingere l'autore a fare quel post.


Guarda che non mi hai capito. Io non mi sento affatto sminuito da un articolo nuovo, ma dalle cose che in realtà erano già state dette altrove.
Cioè, se io scrivo su un muro "La luna ha dei crateri", e tempo dopo, quando la mia scritta è ormai sbiadita dal tempo, vedo scritto: "Basta con queste fandonie! La luna ha dei crateri", ecco, in quel caso mi sento..."sminuito".
Però ripeto, forse ho preso un raky, in tal caso me ne scuso. A me fa piacere vedere roba nuova di pacca, perchè così ne so di più anch'io e anche perchè mi ricorda i tempi di quando, con molto più entusiasmo, pubblicavo foto, raccolte a link di articoli, ecc.
In definitiva, se era una mia impressione sbagliata me ne scuso. E pongo l'accento sul fatto che la conoscenza non deve essere di nessuno.

Cita:
In altre parole, non pongo l'accento se uno zakaz era davvero un orologio militare, anzi! metto più che altro in risalto la varietà dei quadranti, la loro bellezza,etc.
Certo, provo un pò di fastidio quando mi trovo l'esaltazione del "militare" fine a se stesso e forse a volte calco la mano. Ma potrò avere anche io i miei difetti, o no?


Parliamo la stessa lingua, direi.

Cita:
La ricerca, dalla più banale come può essere questa a quella più seriosa e accademica, deve avere come obiettivo la conoscenza e niente altro.


Quoto.

Cita:
Proprio per questo cerco la chiarezza a scapito dei possibili equilibrismi.

Uno esempio per tutti. Se dico che il Racky potrebbe essere più un falso o un illegittimo ( per illegale intendo questo) mi espongo alla possibile critica di chi eventualmente domani dimostrerà il contrario. E me ne dovrò risentire personalmente? ma neanche per sogno!
Oggi con quello che ho arrivao a elaborare una certa idea, che domani potrà sembrare addirittura ridicola. Sta nelle cose.


Beh, con il Raky è troppo facile: non arriverà mai quel momento, perchè a dimostrarne la "legittimità" non c'è nemmeno uno straccio di foto su una rivista porno anni '80 :cool:

Responsabilità, io me ne sono prese più volte, quando sono andato più volte contro le dichiarazioni delle Case produttrici. Il che mi ha esposto a una serie di inconvenienti poco piacevoli. Di solito un moderatore accoglie le "voci ufficiali" con referenza. Io non l'ho mai fatto. E' il mio difetto: non fare le carezze a nessuno, e non farmi mai gli affari miei, se vedo qualcosa che non quadra. Non a caso sto sul c**o a diversa gente.

Penso sempre al mio Aeronavigator svegliarino. Lo acquisto, arriva X che dice che è un fake e che io difendo i fake, poi vedo il venditore di quello svegliarino nella lista della Casa madre...ma allora qual'è la verità?

I Raketa fra i primi 2000 e il 2007-2008: tutti marcati CCCP, pure con Che Guevara sul quadrante, e mi si viene a parlare di fake.

Mi chiedo come mai questi incroci di modelli e di distribuzioni, ed ecco che il sottoscritto viene sm... da più parti. Magari avessi fatto equilibrismi.

Cita:
Poi c'è anche il gusto della polemica che contribuisce anche a tener viva una discussione.
Se mi trovo davanti un russofilo che afferma con assoluta certezza che Leonov nella sua EVA indossava uno Strela mi diverto a elencare tutte le ragioni per cui potrebbe non essere stato così.


Citi chiaramente una discussione vecchia in cui il sottoscritto MAI ha affermato di avere la certezza assoluta riguardo allo Strela usato da Leonov, casomai ci fu un intervento molto brusco in cui una persona affermava con assoluta certezza il contrario.
Tempo fa provai a contattare la Poljot International (per la quale Leonov ha fatto di recente da testimonial per un modello celebrativo), per chiedere se c'era un modo per contattare Leonov o il suo staff (pretesa un pò elevata, lo ammetto). Mi risposero, piuttosto sbrigativamente, che il contratto con Leonov prevedeva solo la promozione dell'orologio e che egli non rilasciava dichiarazioni.
Da ciò, ognuno si può fare la propria idea sulla vicenda, ma non certo dire che il sottoscritto abbia "certezze incrollabili" (ma quando mai?) e che non cerchi di trovare altre risposte ai propri dubbi.


Cita:
Io penso che ci sono un sacco di orologi, quelli di cui si parla quasi sempre, che di sovietico non hanno una accidente.

La maggior parte dei certificati che accompagnano la strabiliante varietà dei quadranti Wostok hanno una data che và dal 1989 al 1994. Questa idea/sensazione/ipotesi è corroborata anche da quello che scrivono il Ceyp e Levenberg.
Io ne ho tantissimi di questi orologi, mi piacciono molto e ne cerco ancora alcuni. Anzi posso dire di più, buona parte di questi sono anche più belli di quelli prodotti fino ai primni anni ottanta.
Ma appartengono ad un epoca in cui si produceva pensando al mercato


Forse per nostalgia della mia giovinezza, anche per me sono quelli più belli, indipendentemente dall'equilibrio estetico che può piacere o non piacere. Il "mercato", in quegli anni, fece ottime cose. E mi piacciono anche quegli orologi che, appunto, di sovietico non hanno nulla, se non il movimento, che per me è già un sinonimo di distinzione rispetto all'ETAcrazia (o cinocrazia) vigente.
Ho un "frecce tricolori" con movimento Raketa: mi piace il contrasto pazzesco fra movimento marcato SU e il simbolo delle frecce tricolori.
Il mondo è bello perchè è vario, altrimenti staremmo solo a parlare delle solite cose.

Cita:
Per finire. Esiste un immaginario collettivo ma esiste anche un patrimonio di consocenze colletive, tutto questo non appartiene a nessuno. Per definizione. Personaggi come Klaus Seide ( che ancora non so valutare bene) o Johannes Altmeppen sono stati dei pionieri e forse non hanno mai frequentato un forum.


Nel mio piccolo, e forse con gli anni tendo a diventare megalomane, penso di essere stato un pioniere, perchè anni fa eravamo in due o tre a parlare di orologi russi in Italia. Davvero, forse sto diventando megalomane, ma se invece di stare a parlare di russi in mezzo a un mondo fatto di Rolex, avessi fatto qualcos'altro, forse oggi non ci sarebbe tutto l'interesse che c'è intorno agli orologi russi. Solo in questo mi ritengo di una qualche importanza.

Cita:
Ok. Avevo preparato un paio di foto di gruppo di altri KGB tra i più conosciuti alcuni dei quali si prestano ancora di più alle cose già dette.


Bellissimo il KGB rubino, e con questo direi che possiamo tornare a parlare di orologi. Dove l'hai scovato? :o [/quote]


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MessaggioInviato: giovedì 25 novembre 2010, 22:18 
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Di frecce tricolori ne ho uno con movimento Slava anche se le freccie si vedono poco :-D Me lo ha venduto un egiziano a PortaPortese. Mi trova sempre orologi, parliamo spesso lui ha fatto la guerra del '73 e io l'altra, lui ha visto polverizzare il suo capitano da una granata. La guerra l'ha fatta per davvero. Quando me lo mise sotto gli occhi mi disse questo è russo e io nooooo! guarda che quadrante, cassa, poi lo gira e aveva il fondello a vista.... Aho! sti egiziani, sarà perchè a lungo sono stati filosovietici, ce capiscono. Da loro si becca, raramente, ma si beccano anche cose buone.

Quando parlo di "mordere sulla capa" non è che pretendo qualcosa, però quando sei in una comunità devi, è un dovere, contribuire come puoi con quello che hai. Altrimenti sei un paraculo ( il tu qui è generale).
Da ognuno secondo le sue capacità ad ognuno secondo i suoi bisogni. In fin dei conti non mi sono mai molto allontanato da questa utopia.

Ma c'è un punto che è importante e che è legato all'età. Sei ancora giovane. Forse devi ancora realizzare, ma questo non è un dovere :D , che non si è mai pionieri. Viviamo il nostro tempo, tempo che ci da delle opportunità e ne cogliamo e viviamo alcune.
Se vuoi attacco la pippa che potrebbe fare chiunque avesse sedici anni nel '68 e venticinque nel '77. Ma in fin dei conti poi si capisce che siamo stati così, la mia generazione, solo perchè quegli anni erano così, noi ci siamo passati per caso e non abbiamo guardato da un altra parte. E a molti è costato più di quanto sia lecito immaginare. Le vite di molti sono rimaste segnate e condizionati.
Ed ecco che quando maturi vorresti che i tuoi figli non lascino condizionare così il loro futuro dalla lora età.
Ma sono i tuoi figli e lo capisci più che mai perchè pur facendo al loro vita rifanno le stesse cose cha hai fatto .te senza che nemmeno sappiano che tu alla loro età hai fatto le stesse cose che fanno loro :-D ( qui la capa mi gira senza che nessuno me labbia morsa!)

E' un pò come le scritte sui muri che dicevi. Bisogna anche avere la consapevolezza che non sempre è una copiatura, ma riflessioni di chi è arrivato per altre strade alle stesse conclusioni. Però nel contesto cui ti riferisci so bene che per la maggior parte dei casi hai ragione.

Il KGB rubino l'ho trovato su ebay l'altra settimana, 25 euro più spese, solo la mia offerta. In compenso lo steso venditore aveva un Racky che partiva da 50 e ed è arrivato a 60.
Insomma forte della mia opinione sul Racky quatto quatto mi sono appostato e....zac :-D


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MessaggioInviato: venerdì 26 novembre 2010, 0:36 
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Movimento a vista? Pure il mio. Questo qui:

Immagine

e qui, però, il movimento è Raketa:

Immagine

L'avevo trovato da un fornitore di orologeria, aveva il fondello a pezzi e innumerevoli frammenti di vetro erano andati nel movimento. Comprato per questo motivo a dieci euro, l'ho sottoposto al mio personale "trattamento centrifuga" per i casi disperati.

Ovvero: caricare la molla al massimo, levare il bilanciere e poi...togliere l'ancora e immergere il calibro in benzina. Se non crepa prima, il movimento inizia a girare come una turbina e scarica 38 ore di carica in un minuto. Risultato: operazione traumatica e assurda ma riuscita, movimento lindo e libero da ogni frammento di vetro (saranno stati sparati via o sminuzzati :-D ).

Va da sè che a molti orologiai "veri" verranno i brividi, ma ammetto candidamente di essere un macellaio e di divertirmi pure. Da non fare su calibri costosi, ovvio :cool:

Com'è fatto il tuo Frecce con movimento Slava?

Cita:
Quando parlo di "mordere sulla capa" non è che pretendo qualcosa, però quando sei in una comunità devi, è un dovere, contribuire come puoi con quello che hai. Altrimenti sei un paraculo ( il tu qui è generale).
Da ognuno secondo le sue capacità ad ognuno secondo i suoi bisogni. In fin dei conti non mi sono mai molto allontanato da questa utopia.


Da quando frequento i forum non ho fatto altro che contribuire, contribuire, contribuire. Purtroppo di paraculi ce ne sono a iosa ed è per questo che l'utopia è rimasta utopia.

Cita:
Ma c'è un punto che è importante e che è legato all'età. Sei ancora giovane. Forse devi ancora realizzare, ma questo non è un dovere :D , che non si è mai pionieri. Viviamo il nostro tempo, tempo che ci da delle opportunità e ne cogliamo e viviamo alcune.


Occhio, che in fondo stiamo parlando solo di orologi. E poi deciditi: in precedenza mi hai chiamato Decano (che giovane e giovane... :eek: ), mò dici che non sono pioniere, al limite facciamo pompiere :-D
E' vero, nessuno è pioniere, ma è anche vero che non c'era nessuno, dico nessuno a parlare di russi anni fa. Difatti mi beccavo gli sputi da solo. In questo, sono stato pioniere di sicuro! :lol:

Cita:
Il KGB rubino l'ho trovato su ebay l'altra settimana, 25 euro più spese, solo la mia offerta. In compenso lo steso venditore aveva un Racky che partiva da 50 e ed è arrivato a 60.
Insomma forte della mia opinione sul Racky quatto quatto mi sono appostato e....zac :-D


Allora dì la verità, che lo volevi, eh? :-D certo che queste cose mi fanno girare le palline. Orologi secondari sparati a 60 euro manco fossero jap vintage. Ecco, quelli sono paraculi: leggono, non scrivono mai, ma fiutano l'odore del pollo da spennare.

E pensare che i Vremja solo tempo li pagai dieci euro l'uno, quattro anni fa. Roba da matti. Viene voglia di non parlar più di russi, purtroppo le ghiere verdi sono finite e ci si butta sull'esotico.


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MessaggioInviato: venerdì 26 novembre 2010, 3:58 
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Il mio freccie-tricolori è molto, ma molto più vintage, se non altro perchè sta messo male, lo avevo anche pubblicato ma non ritrovo la foto, domani ne faccio un altra.

Dunque la storia sarà raccontata così.

( siamo al tomo V, infatti ci sarà voluto un pò per raccontare i gloriosi anni venti, i terribili trenta, gli eroici e drammatici della guerra ed essere passati nel tomo II al dopo (guerra) ed aver accennato che Pobeda fu ancorprima di un orologio il nome di una automobile ( il cui progetto inziò nel 1943),descritta l'organizzazione delle fabbriche, il ruole delle donne, e altre amenità varie si introduce con il tomo III l'era brezneviana per continuare poi sino al 1985, nel frattempo si è ampiamente documentata l'evoluzione orologiaia passata all'automazione e alle minigonne e capelli lunghi un pò in ritardo, si riparte nel tomo IV da Gorbaciov e si affronta la moda dilagante e il suo esaurirsi. Da non trascurare che metà del tomo III sarà dedicato agli zakaz e ai loro misteri ed un quarto invece parlerà, con abbondanza e ricchezza di inedite informazioni, dell'introduzione dell'elettronica negli angusti spazi di misterioso casse. Inoltre un volume a se stante tratterà degli orologi degli astronauti, di Leonov a cui si gonfia tutto, tranne il pistolino che era tutto impaurito e prodigio della meravigliosa machina umana non disturbò più di tanto ( ma come sarà mai una erezione nello spazio? nel vuoto, dove non c'è un sopra nè un sotto, esiste il pendere a destra o a sinistra?) e non riesce a rientrare nella navicella, ragione per cui si sfila l'orologio e lo lascia fluttuare nel vuoto immenso dell'universo. Perchè fu così che andò! questa sarà una delle grandi scoperte di questa mastodontica opera degna del primo ma anche del secondo piano quinquiennale. Per scoprire quale orologio Leonov indossava nella sua breve camminata è alle stelle che dobbiamo guardare, non ai nostri polsi. Però sin da ora posso anticipare che subito dopo l'atterraggio venne ritratto con un enrome altimetro al polso destro).

Dunque Tomo V dedicato al dopo, al dopo moda. Si, non un dopo guerra, non un dopo terrore o un dopo ricostruzione. No, moda, consumo, coca-cola, e cocaina, pochi ricchi e tanti poveri. Un unica vorticosa tragicommedia era agli esordi. Ultimi bagliori di una civiltà ormai estinta da un secolo. Dominatrice per due millenni stava ormai cedendo il passo ai profumi d'oriente. Tentava le sue ultime guerre. Si aggrappava al mestiere di sempre. Distruggi, distruggi, poi ricostruisci. Le provò tutte prima di accorgersi che le armi del mestiere non erano più efficaci. All'alba del crepuscolo furono solo psico-nani e ballerine. In attesa della vendetta di chi il mestiere lo subì, scannato e mutilato di vite perdute, uno sparuto gruppo di sconsociuti, di cui non sapremo mai nulla perchè non lasciarono traccia nè documento alcuno, mantenenro vivo ciò che rimaneva dell'antico spirito. Sovietico. L'un l'altro si passavano voce in codici misteriosi:zkz, sdelliano, mo, b, luc, poltot, wodwostak, rakkia-ta a chi?, pakkitano sarai tu! lumen, col pallino! no senza! e così via grufolando indecifrabili sguardi inebri di corone depositarono su di un piccolo barile l'anima dell'ultima spirale di passione.
E fu silenzio.
Quiete dopo la tempesta (Elio Vittorini), scesero nel gorgo. Muti. (Cesare Pavese)

Tutto finito? No! un buon finale e uno sperabile prosieguo fà pur sempre vendere.
Ecco allora che all'alba del terzo millenio si intravidero strani figuri aggirarsi tra le nebbie orfani di giovanili entusiasmi. Tornavano sui loro passi in cerca di sconsociuti maestri ormai estinti. Era spirito, aria, vento, acqua che scorre libera, che scava dove nessuno si aggira.
Tra loro, così raccontano le leggende, si muoveva un figuro di notevole stazza e dallo strano accento (tipo "se a Paregi ci fus lu mer sarè na piccola Beri", Omero).

E qui finirebbe il Tomo V . Ovviamente quanto sopra scritto è solo la traccia di un possibile delirio.


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MessaggioInviato: venerdì 26 novembre 2010, 7:27 
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mchap ha scritto:
Dunque Tomo V dedicato al dopo, al dopo moda. Si, non un dopo guerra, non un dopo terrore o un dopo ricostruzione. No, moda, consumo, coca-cola, e cocaina, pochi ricchi e tanti poveri. Un unica vorticosa tragicommedia era agli esordi. Ultimi bagliori di una civiltà ormai estinta da un secolo. Dominatrice per due millenni stava ormai cedendo il passo ai profumi d'oriente. Tentava le sue ultime guerre. Si aggrappava al mestiere di sempre. Distruggi, distruggi, poi ricostruisci. Le provò tutte prima di accorgersi che le armi del mestiere non erano più efficaci. All'alba del crepuscolo furono solo psico-nani e ballerine. In attesa della vendetta di chi il mestiere lo subì, scannato e mutilato di vite perdute, uno sparuto gruppo di sconsociuti, di cui non sapremo mai nulla perchè non lasciarono traccia nè documento alcuno, mantenenro vivo ciò che rimaneva dell'antico spirito. Sovietico. L'un l'altro si passavano voce in codici misteriosi:zkz, sdelliano, mo, b, luc, poltot, wodwostak, rakkia-ta a chi?, pakkitano sarai tu! lumen, col pallino! no senza! e così via grufolando indecifrabili sguardi inebri di corone depositarono su di un piccolo barile l'anima dell'ultima spirale di passione.
E fu silenzio.
Quiete dopo la tempesta (Elio Vittorini), scesero nel gorgo. Muti. (Cesare Pavese)

Tutto finito? No! un buon finale e uno sperabile prosieguo fà pur sempre vendere.
Ecco allora che all'alba del terzo millenio si intravidero strani figuri aggirarsi tra le nebbie orfani di giovanili entusiasmi. Tornavano sui loro passi in cerca di sconsociuti maestri ormai estinti. Era spirito, aria, vento, acqua che scorre libera, che scava dove nessuno si aggira.
Tra loro, così raccontano le leggende, si muoveva un figuro di notevole stazza e dallo strano accento (tipo "se a Paregi ci fus lu mer sarè na piccola Beri", Omero).

E qui finirebbe il Tomo V . Ovviamente quanto sopra scritto è solo la traccia di un possibile delirio.


:löl: :löl:

sono diventato paonazzo dal ridere :smile: :smile:

Antò, sei troppo creativo!


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MessaggioInviato: venerdì 26 novembre 2010, 11:17 
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Vuoi la guerra? To'!

Tomo VI: il cammino dei pionieri erranti.
Fregati e scaricati dalla Interstellar 1 su un asteroide chiamato Mars, l'unico pianeta a forma di barretta, essi erano alla ricerca dello "Spirit of Smirnoff", ovvero una statua alata con bottiglia di vodka russa in mano.

L'asteroide Mars, terrore e piacere di generazioni di avventurieri in cerca di nuove emozioni, non era un asteroide come gli altri. Era sorvegliato da un uomo di mezza età, fuggito dall'Urbe ormai assediata da torme di Gasparri, Marrazzi e minorenni che si concedevano al primo (non ancora) venuto.

Lo trovarono appollaiato su una stalagmite, con un fucile a canne mozze. Il più grosso si avvicinò e chiese: "O canuto sorvegliante, a quale nobile progenie di custodi dello Spirito di Smirnoff appartieni"?

E lui rispose: "Alla Vigil Service che sta sulla Prenestina, la vedi la Punto prima serie riverniciata bianca con la sirena asportabile?".

L'adriatico rispose: "Allora sei dei nostri. L'antico spirito di tubero risiede in te, noi ti cerchiamo e in te riponiamo speme e fede, o solo fede se t'aggrada. Riponi la tua augusta arma, scendi dalla stalagmite se non sei incastrato e se i pantaloni sono a posto, e guidaci verso ciò a cui noi aneliamo"

"Aneliamo che? Ahò, che m'hai preso pe' fr***o?"

"Aneliamo... E' da tanto tempo che non lo facciamo", disse l'adriatico, intonando la voce a modo d'antico crooner di buongusto, e continuando: "Auè, guidaci verso lo Spirito di Smirnoff, canuto custode, sennò riportiamo Cassano nell'Urbe e lo facciamo girare con la Smart taroccata intorno a casa tua 24h su 24"

"Vabbeh, m'hai fregato. Però vi devo dire la verità. Lo Spirit of Smirnoff me lo sono scolato tutto io per scrivere il Tomo V. E' rimasta la statuetta senza bottiglia in mano, prendi quella e vattene".

"Ah! Guai a te, spelato custode! Sciagura e sfortuna, o viceversa, si abbatteranno su questo stolido asteroide se non ci fai vedere il tessssssorroooo"

"E va bene, adriatico dannato. Questo asteroide, sappi, è fatto non a crateri, ma a cassettiere. Ogni cassettiera è sepolta sotto la terra e contiene 20.000 orologi russi ciascuna. E' il bottino di quando, giovane e ancora pieno di entusiasmo, nell'anno luce 1968, con i compagni scardinai la cassaforte della Visiospace per finanziare la lotta al sistema rolexista. Trovale e vai via da questo asteroide".

L'adriatico cercò e scavò, ma non trovò nulla. "Augusto custode, o anche Augusto! Qui oltre ai Rocher non c'è traccia di orologi!"

"Ahò...me so' scordato...ma li m******i....li ho dati tutti a un egiziano che li ha nascosti a Luxor a 600 metri di profondità. Nun so manco 'ndo stanno di preciso, so' 20.000. E nun me ricordo manco la parola d'ordine da dì all'egiziano quanno s'arriva al portone di legno co'l'aquile e li segni strani! "

"Augusto, con te non c'è gusto. Ma vafangul' !" , disse l'adriatico.

Fine tomo VI.


Ultima modifica di michele75 il venerdì 26 novembre 2010, 17:49, modificato 1 volta in totale.

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