mchap ha scritto:
I certificati che ho sono tutti del marzo 1991.
Odien e Soviet non erano considerati falsi ma normali orologi sul mercato. Gli Odien erano un marchio depositato con cui venivano prodotti orologi con movimento russo ma quadranti normalissimi e la dicitura "russian movmt" E i 6skov? o meglio i "6 Skov"? vedremo.
Esattamente, anzi direi che, nonostante le denominazioni più disparate, tutti gli orologi che ho citato prima non erano dei falsi. Delle scopiazzature, certo, ma non dei falsi. Fra l'altro, i "6skov" hanno notevoli analogie con un orologio marca "Mockba" in mio possesso (stesso stile del fondello, movimento Poljot), magari oggi cercherò di fare una foto.
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Insomma c'è una bella differenza tra quelli che avevano un proprio marchio e non riportavano la scritta made in ussr o sdelano b cccp e quelli che invece le utilizzano assieme al nome Raketa o altro, oltre che il marchio di qualità usato a sproposito, pacchiane scritte in cirillico.
Come già detto, i Vostok crono venivano venduti come "orologi originali sovietici" e c'era anche la fatidica scritta made in URSS, ma l'orologio veniva prodotto -con quadrante, lancette e movimento Poljot- in una fabbrica del Nord Italia. Se non avessi incontrato quel signore che anche tu conosci, che in quella fabbrica ci ha lavorato per anni, a quest'ora starei a scervellarmi ancora sull'origine di quell'orologio bello ma ambiguo, che da tempo veniva definito "fake", senza troppi giri di parole, da molta gente, in primis da coloro che non l'avevano mai visto
Aggiungo anche che scritte made in URSS messe a casaccio e marchi di qualità sono state usati a casaccio più di una volta: nel caso sopra citato, e nel caso dei Raketa fino al 2008 (!). In entrambi i casi, da produttori/distributori "ufficiali", non dall' Ivan di turno nella sua cantinola, e alle mie obiezioni ho incontrato non pochi problemi. Insomma, chi produce o pubblicizza orologi tende sempre un pò a prendere per i fondelli, si va dal gonfiare la storia di un marchio al reclamizzare un orologio come fatto in URSS quando non lo era.
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Quali erano i falsi che circolavano è ancora da scoprire. L'idea che mi sono fatto è molto semplice: i falsi erano orologi uguali o quasi uguali ai Raketa etc. ne portavano il nome e ne usavano i marchi così come per i jeans, ma erano appunto falsi e probabilmente erano fatti, come veniva scritto su La Stampa, localmente.
Non ricordo l'articolo della Stampa, ma suppongo che fosse un avviso dell'importatore ufficiale, e magari venivano reclamizzate come "false" le suddette imitazioni. Come accaduto in tempi più recenti per Moscow Classic, ad esempio. Però se l'articolo parla proprio di "Raketa falsi" che riportano proprio il marchio Raketa, la questione cambia.
Il problema è: perchè questi orologi venivano sempre, dico sempre venduti insieme a Raketa totalmente originali? Il problema è che ho visto cose che voi umani....
Prendiamo l'esempio di Moscow Classic. Inizialmente identificato affrettatamente come marchio "UFO", poi è diventato un brand vero e proprio (non si sa mai come si evolvono le cose!), a un certo punto il marchio dichiara a sua volta di avere dei fakers in Germania. Dopo un pò di tempo, il presunto "faker" è visibile nella lista dei distributori ufficiali della Casa!
Il problema è che dovremmo stare negli uffici commerciali di queste aziende per capirci qualcosa...e ho l'impressione che queste dinamiche sono sempre accadute e accadono ancora.
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In Italia siamo ed eravamo i primi nel giro di falsi di tutti i tipi
Altra considerazione: chi fa un falso mira alla massimizzazione del profitto. Nemmeno si spreca a cercare un movimento russo da incassare. Di falsi cinesi prodotti a una lira ne giravano a iosa: tutti quelli che avevano il marchio Komandirskie contraffatto. ben noti, con movimento cinese standard, i più venduti e diffusi (ho visto più di una persona tornare da Mosca con questi cosi che si rompevano alla prima rotazione di corona).
E poi, scavando ancora nella memoria, c'era un altro simil-Vostok cinese chiamato "Bremoka" (ne avevo uno! preso su una bancarella a 12 anni e rotto quasi subito, poco prima che arrivasse il primo, vero russo)...un altro, con cassa molto grande e ghiera fusi orari in cirillico in plastica nera, chiamato "Antarktika"...ho anche le foto da aste online.
Sarebbe bello farci un thread sopra tutte queste imitazioni.
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Le riviste dell'epoca non solo riportano al pubblicità ma recensiscono anche gli Slava, di cui conosciamo anche il distributore.
Sì, ma il distributore Vostok diceva chiaramente che i marchi "originali sovietici" erano Poljot, Raketa, Vostok. Automaticamente uno Slava distribuito da altri sarebbe stato un fake. Non è una mia considerazione, ma una logica conseguenza.
S
Cita:
e in base a quanto so attualmente mi convinco che il Racky è un orologio legittimo quanto il KGB in questione e metto da parte l'ipotesi che sia un falso allora vado a cercare la documentazione o altro che possa suffragare l'ipotesi fatta e tralascerò di cercare in quel tipo di documentazione che potrebbe comprovare il suo essere un falso.
Ma se la documentazione non c'è? Che si fa? Tieni conto che già del "tedesco" ne avranno fatti solo qualche centinaio (la serie intera di tre modelli era di 1999 pezzi, giusto?). In Italia, nemmeno si saranno sprecati a farne una foto, tanto c'erano già gli altri modelli in catalogo. Un pò di casse, un pò di movimenti e via.
Forse anche meno di qualche centinaio, visto che ne sono saltati fuori ben pochi, almeno rispetto al KGB.
Ma poi, fino a che punto è "legittimo" il KGB tedesco, fatto non in Russia ma venduto come russo? E poi, perchè tralasciare la documentazione che dichiarerebbe l' "aragosta" (il Raky) come falsa? Io penso che sia il solito prodotto semi-legittimo (per dirla in sintesi), ma non separo mai i fatti dalle opinioni, e se ci sono elementi per verificarne l'origine e la commercializzazione si può dire se sia falso o meno...tanto non mi piace

o meglio, avevo provato ad acquistarne uno guasto a poco prezzo, ma il venditore aveva rifiutato...più di venti euro non ce li metterei
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Certo un ipotesi bisogna pur sempre farla e quella che io faccio è che se un orologio era prodotto "illegalmente" non ne troverò la minima traccia sulle riviste o nella documentazione ufficiale e sulle riviste. In caso contrario la mia ipotesi di falso cadrebbe subito. Questo non significa che se non c'è traccia sia allora falso. Significa che devo cercare altrove, altro tipo di documentazione.
Tu dici? Hai presente il primo Poljot Aviator? Bene, la documentazione c'è eccome: venne bollato come fake dalla Fortis, sul proprio sito ufficiale. E mi sembra di ricordare che ci fu anche una causa, persa dalla Poljot, che fu impossibilitata a vendere l'Aviator I sul suolo svizzero (capirai...

).
Da notare che Fortis pubblicò sia la foto dell'Aviator con marchio Poljot, sia un fake da esso derivato con tanto di marchio Fortis su fondello e quadrante (prodotto non si sa da chi, ma tutto è possibile).
Ma poi, a ben pensarci, quanti Vostok con cassa "strana", e quanti altri russi rari e legittimi abbiamo visto, senza che ci fosse uno straccio di documentazione? Cioè, come metodo di valutazione mi sembra "all'americana": colpevole fino a prova contraria (o, viceversa, all' "italiana", innocente fino a prova contraria).
In questa materia è impossibile usare il rasoio per separare il vero dal falso. Ancora oggi mi chiedo se certi Vostok, i 1945 per esempio, fossero anch'essi prodotti per l'Italia. L'origine del mio Buran/Sputnik. Tante domande che necessitano ancora di risposte.
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Sono anche ben consapevole che non tutto inizia e finisce con le riviste, ma per ora è una delle fonti migliori che abbiano per quanto riguarda la moda e l'immaginario collettivo. Anzi, per quanto riguarda i falsi non sono le riviste e, forse, nemmeno i quotidiani le fonti più adatte.
Quoto. Ho una cartella di foto da vecchie aste online che spessissimo mi ha aiutato più dei libri dedicati. Per esempio, lo Slava Amphibia: prima di vederlo in asta, manco sapevo che esistesse...si può dire che l'abbia scoperto io...per puro caso.

' A meno che qualcuno non lo conoscesse già (come naturale che sia) ma non ne abbia mai parlato.
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Sarebbe utile risalire alle persone che allora lavoravano in queste aziende e gli orologiai che li vendevano.
quoto in neretto perchè è basilare per capirci qualcosa.
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Ma alla fine quello che a me interessa di più non è tanto o solo riuscire a sapere quelli che erano sovietici, prodotti in russia, o qui o là, o simil-russi o falsi,etc. quanto piuttosto comprendere quanto tutto ciò abbia contribuito al nostro immaginario collettivo.
Per es. quante discussioni sulle ghiere giuste, la lancetta dei secondi con il pallino o senza,..... e magari erano convinzioni maturate avendo presenti i Komandirskie sdelano e zakaz che allora venivano venduti in Italia e che costituiscono buona parte di quelli che si trovano ancora in giro.
Guarda che secondo me quelli venduti in Italia da Vremex-Visio erano una piccolissima parte. Il grosso dei Komandirskie attualmente in circolazione proviene dai mercatini dei polacchi dell'epoca, dove chiunque poteva acquistare un russo originale giusto per soddisfare la propria curiosità a un decimo del prezzo richiesto nelle gioiellerie. E le discussioni su ghiere, pallini, ecc. sono sempre state fatte nella certezza che certezze assolute non ce ne sono.
Anzi, scusa se te lo dico (a meno di non sbagliarmi e di aver preso un "raky":-D ), però mi sembra di leggere spesso nelle tue righe una sorta di volontà di mettere in discussione tutto ciò che è stato detto in precedenza, da me o da altri, su Watchuseek...e tutto ciò mi ricorda purtroppo altro che non voglio ricordare.
Come si dice a Napoli, "nessuno nasce imparato", del resto quante decine di volte, agli inizi, mi hai contattato per mail per sapere se un orologio era ok o meno? Spero di non averti fatto acquistare un franken, ma penso di essere abbastanza sicuro di averci azzeccato sempre. Poi posso sempre sbagliarmi, ma ripeto il proverbio del primo paragrafo.
Io, pur ritenendo di aver sviluppato una conoscenza abbastanza approfondita in circa otto anni di assidua adesione all'argomento, non mi ritengo un esperto e non lo sarò mai. A costo di farmi diffamare dagli idioti di turno. Solo così potrò imparare cose nuove, alla fine in tasca non me ne verrà nulla come al solito, mentre altre tasche si gonfieranno ben bene (leggasi RR bianco e quel che ne è conseguito), pazienza.
Ritornando (per concludere) allo "stile modaiolo anni '80" che ha influenzato la nostra concezione di orologio russo, anch'essa fa parte della storia e continua in parte ad influenzare il tutto. Agli esordi del Poljot Forum (inizi anni 2000) gli unici Vostok "ammessi" erano i RR neri e qualche 3AKA3. Stop. I Komandirskie (U-boot, parà ecc. erano considerate pacchianate, per il resto si parlava solo di Poljot, soprattutto i più costosi. Per me l'U-boot blu classico e il Parà verde non erano affatto pacchiani, avevano gli elementi stlizzati della grafica sovietica che tanto è stata apprezzata nel mondo.
Alla fine, a forza di discussioni, li ho sdoganati io i Vostok, insieme a tutti gli altri russi "poveri", e il Poljot Forum è diventato Russian Watch forum
Che poi lo stile russo non sia solo quello, è assodato, e ci mancherebbe, il mondo è bello perchè è vario, e di una cosa sono sicuro: senza il "periodo modaiolo" di fine anni '80, magari criticabile ma senz'altro caratteristico, oggi si parlerebbe molto meno degli orologi russi, o quanto meno senza l' "identità" che li ha contraddistinti da allora, nel bene e nel male.
Bene, ho fatto probabilmente il post più lungo da mesi...

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