Dico la mia sulla questione anche se non no ho mai approfondito molto l'argomento.
Una premessa è doverosa, anzi due.
La prima è che anch'io, come Mat, mi chiedo come è possibile che uno stesso modello di orologio uscito dalla stessa fabbrica e prodotto nel medesimo periodo possa avere o non avere il marchio di qualità.
La seconda è che dobbiamo tenere presente che in Unione Sovietica ( e non solo) la produzione di un orologio non era un ciclo che aveva inzio e fine in una sola fabbrica.
Per es. sappiamo che nel 1957 venivano prodotti 24milioni di orologi , questa industria era servita da un istituto di ricerca che aveva uno staff 300 tecnici. Le fabbriche erano numerose e avevano differenti specializzazioni. La "Moscow nr.3"era specializzata nella piccola strumentazione, la "Moscow nr.4 le molle di carica, la "Moscow nr.5 produceva esclusivamente rubini e strumentazione. Potevano anche esistere fabbriche che a "ciclo completo" tranne in ogni caso che per la produzione di molle, rubini, casse e bracciali/cinturini.
La giornata lavorativa del settore era di 46 ore, avevano 7 festività nazionali comuni a tutti i lavoratori a cui si agiungevano 15 giorni di ferie per i dipendenti comuni e 24 per gli scienziati. Molte fabbriche lavoravano 24 ore al giorno con tre turni.
Queste fabbriche producevano cronometri per i sottomarini,orologi da tasca, da polso, da tavolo, etc. Era, siamo a metà anni '50, pianificata la prodzione di un automatico.
( fonte: H. J. Cowan, Time and its Measurement, 1958).
Nei decenni successivi suppongo che siano cambiate molte cose ma suppongo che il ciclo produzione di un orologio ancora coinvolgeva più fabbriche e centri di ricerca/pregettazione. Siamo nel Novecento e siamo anche in Unione Sovietica dove l'economia di piano aveva tra i suoi fondamentali la concentrazione di produzioni simili (fabbriche che producevano solo molle, o lavorano le pietre, o solo la gomma, etc. etc., ho semplificato molto, in realtà una fabbrica poteva produrre una trave d'acciao come una molla).
Perchè questa lunga premessa?
A questo punto al domanda mi sembra retorica.
Se da un dato momento in poi esistevano norme che definivano i criteri di qualità che dovevano essere soddisfatti esse dovevano riguardare l'intero ciclo di produzione. E infatti sono norme statali molto dettagliate. Lascio volentieri a Ocram il compito di approfondire, o meglio, di sprofondarsi in questo ginepraio.
Da parte mia ho vissuto in prima persona (sulla mia pelle, come si diceva una volta) l'introduzione qui da noi negli anni novanta delle normative ISO9000 nell'industria informaitica. Ne sono rimasto traumatizzato e mi si drizzano i capelli e tutti i peli solo a sentirle ancora nominare
Cito ancora, questa volta da un sito, sicuramente conosciuto dagli interessati, dedicato alla storia dei calcolatori sovietici dove però ci sono anche pagine dedicate agli orologi elettronici da polso e da tavolo (
http://rk86.com/frolov/calcolle.htm ).
Non è un caso chi ha curato questo sito
http://www.taswegian.com/MOSCOW/factory.html si è posto il problema di dare una definizione, seppur breve, del marchio di qualità.
Riporto il testo della pagine per evitarvi un click di mouse che sicuramente a questo punto avrete già fatto
"State Mark of Quality
More often than not, on items of domestic production or on their packing, we find this pentagon, in which above stylized the letter <K> appears an inscription <USSR>. The letter <K> is sideways, and creates simultaneously an image of balance. The bottom part is represented in the form of dividers, and the top is a balanced bowl. It symbolically expresses an idea "from commensuramility - to an establishment of conformity", that is one of main problems of standardization: an establishment of optimum conformity between requests of the consumer and parameters of quality. The emblem of a State mark of Quality, a mark certifying a highest level of quality, and conformity to production to the best world standards, is this.
Why there was a necessity for such mark? What entitles a product to its application? What gives production and consumption of production with is familiar qualities? The answers to these questions are in indissoluble connection with the tendency of development of soviet socialist economy at the present stage.
"In present conditions if to mean effect for all national economy, it is better - Almost always means and more", - The comrade L. Brezhnev on XXIV congress KPSU spoke.
In a 1965 in connection with transition of an industry to new system of planning and provision of economic incentives, the decision on introduction in our country of state certification of quality of industrial items was accepted.
The concept "the quality of production" has very wide sense. It indicates conformity of an item to the standards, drawings or specifications and high efficiency in operation (consumption), characterized by reliability, profitability, aesthetic level. All listed attributes of quality of production in many cases manage to be characterized by quantitative parameters reflecting the various parties of consumption cost of production.
In application, for example, to electric motors it is technical parameters: capacity, efficiency and so on: parameters of reliability and durability - Service life, probability of non-failure for service life and so on; parameters of a degree of unification and standardization - Factors applicability standardized and unified dimensions of compound details.
Besides the listed parameters, to evaluate quality, the result of examination of an aesthetic level of items - Appearance, convenience of work with them and so on are considered. To achieve such examination in USSR, one attends an All-Union research institute of an industrial art.
Certainly, in each specific case, the parameters of quality are established with allowance for specifities of an item. Use of quantitative parameters allows one to compare qualities of the given item with what that by other, similar as required item, which on the given interval of time symbolizes a maximum world degree of quality. The comparison can be conducted on the basis of comparison of the best domestic and foreign samples, by results of comparative tests, by valuation of a conjuncture in the external market. Such work also was executed by a State commission. It has established, that the quality of electric motors of a series A-2 met maximum achievement in the given area of engineering.
In Soviet Union since a 1972 all production under the authorized nomenclature is exposed to certification for three categories: by maximum, first and second, To a maximum category applies production appropriate on the technological parameters to maximum achievement of a domestic and foreign science and engineering; this production the State mark of quality is given. To the first category applies production appropriate to the standards (or specifications), which are up-to-date. Production certificated for the second category, is subject to modernization or removal from production. "
Le ultime righe forse già ci danno qualche indicazione per capire quanto riortato su Netgrafik.
Altre informazioni le troviamo anche nei manuali delle scuole tecniche come per esempio:
V. D. loginov
JuVELIRNYE TOVARY I ChASY
Odobreno Uchenym sovetom Gosudarstvennogo ko-
miteta Soveta Ministrov SSSR po professie-
nal'no-tekhnicheskomu obrazovaniju v kachestve
uchebnogo posobija dlja professnonal'no-tekhniche-
skikh uchilishh, Mosca 1973
V. D. loginov
Produzione di Gioiellie orologi
Approvato dal Consiglio Accademico di Stato-Comitato del Consiglio dei ministri dell'Urss e tecnico sulla formazione professionale come strumento didattico per istituti tecnici. Mosca 1973
(uso la traslitterazione per i noti problemi di scrivere qui i cartteri cirillici, ad ogni modo il traslitteratore segue le norme GOST 16876-71 mentre la traduzione segue le norme FREAK-1968-09)
Un manuale di questo tipo dedica molto spazio a ilustrare in dettaglio come per esempio secondo le norme GOST devono essere trattati gli orologi riguardao a "Marcatura, imballaggio e trasporto", un intero capitolo.
Ci racconta che l'orologio e il suo certificato devono riportare eventualmente il marchio di qualità secondo la normativa GOST, la dicitura sdelano b cccp,se è protetto dalla polvere, il mese e anno di fabbricazione, il nimero della norma.
Specifica come devono essere imballati, "per gli orologi da polso e da tasca è consentito anche l'imbalalgio in singoli sacchetti di plastica".
Sulle scatole che li trasportano deve essere scritto "secondo le normative esistenti, come "Attenzione", "Tenere fuori dalle scose"," Strumenti di precisione, ecc." ( l'eccetera questa volta non è mio ma nel testo

)
Come devono essere spediti ai centri di distribuzione e/o negozi.
"Orologi da polso e orologi da tasca e cronometri sono solitamente inviati a una rete commerciale tramite il collegamento degli uffici postali. Sveglie, scrivanie e da parete.... avvolgere in carta da imballaggio e insieme con il certificato.... proteggendo orologio da eventuali danni durante lo stoccaggio e il trasporto. Gli orologi è imballati in scatole, il cui peso non deve superare i 50 kg. "
E continua con le norme di stoccaggio, descrive l'ambiente, il tipo di aereazione, temperatura,le scaffalature, la distaza dalle pareti, gli espositori, etc. "Non è ammesso depositare gli orologi sul pavimento"
Ci parla anche dei canali di distribuzione previsti.
Insomma tutte le questioni che nei testi ufficiali delle norme immagino affrontati in grande dettaglio.
Qui di seguto la normativa GOST che l'autore deve aver consultato perchè riportata nella bibliografia:
Un altro testo, sempre per le scuole tecniche per oologiai, ci parla delle "classi di precisazione" che sono "1,2, 2a, 3, 3 bis, 4, 5" e ne dà le definzioni.
Da quello che ho capito queste classi si riferisco però più alle varie fasi di lavorazione dei vari componenti che all'orologio in quanto tale.
Sono libri molto interessanti che ci danno numerose informazioni anche sui vari calibri come sulla catena di montaggio in fabbrica, l'introduzione delle linee semiautomatiche e automatiche (intese sempre come linee di montaggio), foto dei macchinari e delle postazioni di lavoro.
Mi rendo condo che purtroppo non ci danno delle risposte alle domande dirette alle domande che ci stiamo ponendo, ma, per quanto frammentarie, le informazioni contenute in questi libri rafforzano la domanda principale.
Se il marchio di qualità deve attestare una conformità ottimale tra le aspettative del consumatore e i parametri di qualità e questi sono definiti in dettaglio per tutte le fasi della catena che vanno dalla produzione della molla all'impacchettamento, imballaggio e conservazione ( ho tralascaito dettagli quali il cinturino che deve avvolgere la scatolina etc.) allora come è possibile abbiamo uno stesso tipo di orologio con e senza questo marchio?
Come è possibile che dalla stessa filiera escano due livelli di qualità diversi?
Si può ipotizzare che, per es., si prevedesse che una certa quantità di orologi non sarebbero stati forniti con molle che a loro volta non avessero il marchio di qualità o non che non sarebbero state applicate certe norme in fase di distribuzione, stoccaggio etc.
Se si provano a sviluppare le combinazioni possibili si arriva ad un giramento di capa dopo cinque minuti
Pensate solo alla difficoltà di prevedere quanti quadranti e fondelli dovevano essere prodoti con o senza marchio ( a proposito è presente anche nei fondelli Wostok e Slava).
Forse c'è anche una spiegazione abbastanza semplice e cioè che non tutte le fabbriche che rifornivano il centro di produzione/asseblaggio dell'orologio erano a norma e che quindi si potesse prevedere a seconda delle forniture preventivate quanti e quali orolgi avrebbero potutti fregiarsi del marchio di qualità.
Ci sarebbe poi da affrontare un altra questione fondamentale. Chi era incaricato dei controlli? e come avvenivano?
Domande non banali se pensiamo come da noi a volte queste cose siano quasi una farsa.
E cosa potevano essere nell'economia sovietica dove l'obietivo era raggungere la quota prevista dal piano in ogni caso ed ad ogni costo?
Mi fermo qui certo e soddisfatto

di mandarvi per traverso la colazione o il pranzo con questo smisurato post (sappiate che avendo autentiche origine proletarie, certificate, per me la colazione è quella che si fà la mattina presto, la "zuppetta" tanto per intenderci, e il pranzio è quello che si fà verso le tredici. Perdonatemi questo inciso, ma a me sta cosa borghese del "ci vediamo a colazione" intendendo quella che per me è sempre stata l'ora di pranzo mi ha sempre fatto girare le balle

... ce l'avete presente? il tono e il modo di chi dice "ci vediamo a colazione"?....mmmh! non promette niente di buono chi parla così, si sveglia tardi, fà colazione alle tredici, inzia a muoversi verso le sedici....mmmmh! gente che non fà un cacchio tutto il giorno...appunto, borghesi.... Aho! stiamo o non stiamo parlando di orolgi sovietici?)
Ok, per rimettervi in sesto vi lascio un paio di tavole sempre utili ed una domanda finale.
La domanda:che orologio indossavo mentre scannerizzavo per questo post? ok, non ve ne frega un.....
