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indici radio o trizio
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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 10:18 
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Iscritto il: sabato 6 marzo 2010, 10:04
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non avendo alcun riferimento sul quadrante, è possibile determinare la natura degli indici semplicemente sapendo che non sono piu' luminosi? ovvero la sostanza fluoroscente puo' degradarsi nel tempo e smettere di essere tale avendo comunque la base radioattivita attiva oppure puo' essere che la sostanza radioattivita' con cui e' mischiata si e' completamente scaricata motivo per cui mi troverei davanti probabilmente a degli indici al trizio dati gli anni dei quadranti in questione

Grazie,
Dario


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Re: indici radio o trizio
MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 10:41 
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dario ha scritto:
non avendo alcun riferimento sul quadrante, è possibile determinare la natura degli indici semplicemente sapendo che non sono piu' luminosi? ovvero la sostanza fluoroscente puo' degradarsi nel tempo e smettere di essere tale avendo comunque la base radioattivita attiva oppure puo' essere che la sostanza radioattivita' con cui e' mischiata si e' completamente scaricata motivo per cui mi troverei davanti probabilmente a degli indici al trizio dati gli anni dei quadranti in questione

Grazie,
Dario


Il radio, nei suoi vari isotopi adoperati in orologeria, ha un tempo di dimezzamento molto più elevato di quello del trizio (circa 12,3 anni). Gli indici al trizio si possono considerare praticamente inattivi dopo circa 36-37 anni (spesso molto prima a seguito della degradazione di altri componenti della pasta luminosa).

:D


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 10:54 
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quindi, per mettermi il cuore in pace, possiamo dire che se avendo dei vecchi tasca con pasta luminosa integra ma non piu' fluorescente posso dire che sono al trizio o altre sostanze non piu' radioattive?

Grazie,
Dario


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 16:26 
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dario ha scritto:
quindi, per mettermi il cuore in pace, possiamo dire che se avendo dei vecchi tasca con pasta luminosa integra ma non piu' fluorescente posso dire che sono al trizio o altre sostanze non piu' radioattive?

Grazie,
Dario


La prova è semplice: basta tenere gli orologi al buio per una giornata e osservare (sempre al buio!) se vi sia qualche forma di emissione luminosa.

:D


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 16:33 
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e' appunto la prova che avevo fatto, ma non avevo idea se l'assenza di luminosita' potesse essere causata dalla parte radioattiva scarica o dalla parte fluorescente degradata per via degli anni. Comunque fino a quando e' rimasto in uso il radio negli orologi?


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 17:00 
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dario ha scritto:
e' appunto la prova che avevo fatto, ma non avevo idea se l'assenza di luminosita' potesse essere causata dalla parte radioattiva scarica o dalla parte fluorescente degradata per via degli anni. Comunque fino a quando e' rimasto in uso il radio negli orologi?

fine dopoguerra...sopratutto i militari che erano fosforizzati


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 21:10 
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Gli indici che colore hanno assunto ?

giallino = trizio

marrone = radio

poi se gli orologi sono antecedenti agli anni 50 al 90 % sono al radio


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 22:19 
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Cerchero' di postare una foto, e' un ingersoll da polso che mi sono ritrovato in mezzo ad un lotto di orologi da tasca vari. Ho visto che la ingersoll ha prodotto il radiolite, appunto con indici in radio, mi chiedevo se l'assenza sul quadrante dell'indicazione radiolite puo' portarmi direttamente ad escludere l'utilizzo del radio.

Grazie


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 22:28 
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Storia delle lancette luminose

La tecnica delle lancette fluorescenti fu introdotta all'incirca durante la prima guerra mondiale, quando alcuni costruttori svizzeri applicarono del materiale luminescente su lancette di orologi militari per renderle luminose nel buio. Scoprirono che la miscela tra Radio e Zinco - Solfato provocava sulla superficie trattata un effetto luminoso. Infatti, la reazione tra i materiali causò un bagliore indipendentemente dall'esposizione alla luce e ipoteticamente, un orologio con queste lancette potrebbe splendere in un cassetto chiuso da anni.

Le lancette fluorescenti e gli indici luminosi del quadrante divennero presto popolari nella maggior parte degli orologi sia da tasca che da polso.
Il Radium è un materiale pericoloso in quanto radioattivo e dopo un ciclo che va dai 20 ai 50 anni di esposizione potrebbe distruggere lo Zinco-Solfato e le lancette cesserebbero di splendere al buio.

Il pericolo del Radium era scoperto soltanto alla fine degli anni 20, tuttavia le manifatture svizzere hanno continuato ad usarlo al fine di rendere fluorescenti le lancette fino alla metà degli anni '50, quando furono introdotte le lancette trattate al Trizio. In seguito si scoprì che anche il trizio era nocivo e fu presto sostituito da un materiale dotato delle stesse proprietà del trizio ma non radioattivo, il Super-LUMINOVA® che è una pasta luminosa che, collocata su lancette e quadranti, immagazzina la luce di giorno per restituirla al buio, è un alosside non radioattivo totalmente innocuo.
**Fonte Timepiece**


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MessaggioInviato: giovedì 9 settembre 2010, 23:41 
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Arcana ha scritto:
dario ha scritto:
e' appunto la prova che avevo fatto, ma non avevo idea se l'assenza di luminosita' potesse essere causata dalla parte radioattiva scarica o dalla parte fluorescente degradata per via degli anni. Comunque fino a quando e' rimasto in uso il radio negli orologi?

fine dopoguerra...sopratutto i militari che erano fosforizzati

Tanto per fare quattro chiacchiere insieme, fino al 1960.
Solo all'inizio degli anni '60 il radio è stato progressivamente sostituito dal trizio (vedi anche Indici al radio, pericolosità per l'operatore?).
La pericolosità del radio era già dal finire degli anni '20, scoperta grazie anche alle "Radium Scemi" (vedi link sopracitato) che usavano deporre la vernice radioattiva su sfere e quadranti usando pennellini sottili inumiditi con la saliva per mantenerli appuntiti. Le terribili conseguenze sulle poverette portarono ad una lunga causa, poi vinta, contro una delle aziende di punta dell'epoca: la United States Radium Corporation.
Se può stupire questa ingenuità, si pensi che si andava molto oltre. Alcune ragazze mettevano smalto radioattivo perché secondo le credenze del periodo (anni '20, appunto) la radioattività dava tono e vigore. La FDA (Food & Drug Administration) degli Stati Uniti crebbe e si rinforzò notevolmente riuscendo a smascherare un ciarlatano dell'epoca che vendeva acqua radioattiva come tonico ricostituente (vedi Radithor o cerca "Il grande scandalo del radio").
Immagine(foto wikipedia)
Nonostante tutto, per circa trent'anni si andò avanti con l'uso del radio. Per fortuna la sua pericolosità, ormai nota, venne tenuta sotto controllo con precauzioni e protezioni tali da non costituire più un problema grave per chi era costretto a servirsene per lavoro. Come ad esempio alcuni "temerari" nel campo dell'orologeria... o i loro clienti.
Le quantità usate per sfere e indici erano piuttosto limitate, tali da non essere considerate pericolose.
Personalmente non mi fido ciecamente di queste valutazioni. Il radio ha un tempo di dimezzamento di sedici secoli, se era pericoloso 30 anni fa lo sarà ancora per i prossimi mille e seicento anni.
Il trizio invece, come già detto, si degrada molto più rapidamente. Ma se posso scegliere preferisco Super-Luminova e Lumibrite :D
// ocram


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MessaggioInviato: venerdì 10 settembre 2010, 7:15 
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Mah... Sarò ipocondriaco, sta di fatto che ho separato gli orologi con indici luminosi e dalla camera da letto li ho portati in cantina in attesa di organizzare un piccolo laboratorio. Probabilmente il mio prossimo acquisto su ebay sarà questo 220614028238 :) così scopro che la mia cucina in granito è più radioattiva di 4 orologi che tenevo nell'armadio


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MessaggioInviato: venerdì 10 settembre 2010, 9:42 
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tieni presente che orologi con indici al radio se misurati col contatore geiger fanno tranquillamente suonare l'allarme radiazioni...


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MessaggioInviato: venerdì 10 settembre 2010, 10:51 
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ilmitico ha scritto:
tieni presente che orologi con indici al radio se misurati col contatore geiger fanno tranquillamente suonare l'allarme radiazioni...

hanno una radioattività che va riducendosi in 50/60anni :o


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MessaggioInviato: lunedì 15 novembre 2010, 13:53 
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Per quanti si fossero trovati a maneggiare degli indici al radio completo il thread con questo documento interessante che si scosta decisamente da quanto comunemente si trova in giro sulla rete

http://www.rerowland.com/dial_painters.htm (interessante anche il resto del sito per quanto riguarda la radioattività)

ulteriori pubblicazioni dell'autore in materia si possono trovare sul sito del Dipartimento per l'Energia americano cercando l'autore

http://www.osti.gov/bridge/searchresult ... rm&Author="Rowland, R.E."

ciao,
Dario


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MessaggioInviato: mercoledì 22 giugno 2011, 10:20 
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Arcana ha scritto:
ilmitico ha scritto:
tieni presente che orologi con indici al radio se misurati col contatore geiger fanno tranquillamente suonare l'allarme radiazioni...

hanno una radioattività che va riducendosi in 50/60anni :o


NO... non è proprio così...
Il Radio 226, l'isotopo usato, cioè, per rendere luminosi quadranti e lancette decade in circa 1600 anni. In 50/60 anni non succede nulla di rilevante.
Il Radio 226 non è usato nell'industria orologiera a partire dalla prima metà degli anni '60.
Solo dopo è stato usato il Trizio.
NON vi è relazione di alcun tipo tra la luminosità residua e la radioattività dell'orologio.
Ci possono essere notevoli differenze nel livello di radioattività degli orologi anche se coevi e dello stesso modello.
C'è un solo modo per misurare la radioattività: usare un contatore Geiger decente e ben fatto, ben tarato e con sonda correttamente istallata.
Il colore, la condizione degli indici e della massa luminosa, l'ingiallimento del quadrante o del vetro non sono indice di nulla.
Il Radio è fonte di radioattività ionizzante alfa, beta e gamma. Per capire se la vernice luminescente è al Radio o al Trizio, oltre a risalire all'epoca di produzione, di solito indicativa, si usa, ancora una volta, il Contatore Geiger: il Trizio è molto, ma molto, ma molto meno radioattivo del Radio.


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