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Cronocomparatori russi
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MessaggioInviato: domenica 6 marzo 2011, 2:24 
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Pur annoverando scuole e istituti di ricerca scientifica di altissimo livello, con scienziati geniali in ogni campo e capacità tecniche indiscutibili, l'URSS non sembra aver brillato interamente di luce propria nell'industria orologiera. In effetti, gran parte dei movimenti sovietici di successo ha natali inequivocabilmente occidentali. Persino il celebre sistema di chiusura del fondello del Vostok Amphibia, tanto spesso citato come esempio di semplicità ed efficacia, non nasce in Unione Sovietica.

Tuttavia è innegabile che fantasia, inventiva e solidissime basi tecniche abbiano avuto occasione di esprimersi, portando l'URSS a mantenere per anni l'autorevole posizione di secondo produttore al mondo di orologi. Le tracce di questo trascorso primato si vedono ancora oggi, basta cercare Slava, Vostok o Raketa sulla baia per trovare centinaia di risultati. E questo senza contare la schiera di appassionati che ancora oggi ne seguono e discutono ogni aspetto ;-)

Una produzione così ampia presuppone una infrastruttura enorme e un ancora più sterminato indotto. Ebbene, delle fabbriche di orologi sappiamo molte cose, di acciaierie, trasporti ed altre infrastrutture correlate anche. Ma c'è una zona d'ombra strana, un'assenza che rimbomba come il suono di un gong in una stanza vuota.
È possibile che non si trovino in giro attrezzature sovietiche per orologeria?

È una assenza "pesante", sulla quale non sono riuscito a fare altro che congetture. In una economia di mercato, l'enorme quantitativo di orologi immessi in circolo ogni anno avrebbe favorito la crescita di una florida industria di forniture per orologiai. Ma anche in una economia centralizzata, anche in presenza di orologi ipoteticamente privi di difetti, prima o poi qualcuno avrà avuto bisogno di sostituire il cristallo. Possibile che non esista almeno una piazzavetri sovietica?
Non parlo solo degli orologiai. Loro potevano arrangiarsi, con un tornio e un po' di pratica ci si può costruire praticamente qualsiasi utensile. Mi chiedo come facevano gli operai delle fabbriche di orologi.

In questo topic, vediamo alla Poljot che fanno, sono stati mostrati un paio di filmati di qualche anno fa, messi a disposizione da Michele (michele75).
Filmati girati in un laboratorio della Poljot, che mostrano orologiai al lavoro. Si vedono strumenti Bergeon (cacciaviti, potenza apricasse), Witschi (cronocomparatore), Horotec (aprifondelli), ecc. ma niente che abbia almeno l'apparenza di essere "russo".
Se non si vedono tracce di apparecchiature autoctone alla Poljot, ex Prima Fabbrica di Orologi di Mosca con un passato di milioni di pezzi all'anno, diventa difficile pensare che siano mai esistite.

Ma l'ipotesi che anche in epoca sovietica comprassero tutto in occidente non mi convince appieno. Una parte dei macchinari e alcuni progetti erano sicuramente di origine occidentale, ma non penso che potessero comprare solo e unicamente utensili dalla Svizzera.

Eppure, se fossero esistiti utensili russi, è difficile pensare che non si trovi un solo venditore ucraino che offra almeno un set di lime sovietiche vintage, dai manici certamente non coevi e fortemente sospetti :-D

Per questo sono rimasto colpito quando ho scovato ben due aziende russe che producono cronocomparatori. Allora qualcosa esiste!

Il primo cronocomparatore si chiama Analog Master, la foto è tratta da questo link, dove c'è anche il manuale d'uso, apparentemente molto completo.

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Il look appare piuttosto "artigianale" ma ben fatto. Da quello che ho visto in giro è entrato in produzione da un paio d'anni ma non è ancora molto diffuso. Non faccio fatica a crederlo, la domanda per questo tipo di strumenti nella Russia di oggi non deve essere ai suoi massimi storici.

Ancora più interessante è stata la scoperta della Active Time, azienda addirittura specializzata in cronocomparatori.

Tra i modelli ci sono questo cronocomparatore compatto e dal look accattivante, il ППЧ-2007 (PPCh-2007).
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Ampio display grafico, tutte – ma proprio tutte – le funzioni di un cronocomparatore classico, e quel simpatico bottoncino rosso che si rivela un praticissimo microfono piezoelettrico incorporato (ma può montarne uno esterno).

Non ho notizie dirette sul prezzo, né tantomeno se è distribuito all'estero, ma stando a quanto si può leggere su forum.watch.ru è uno strumento relativamente economico, robusto e dalle ottime prestazioni. Un po' come gli orologi che tanto apprezziamo in questa sezione :-D

Di questo modello più recente, il ППЧ-2009 (PPCh-2009), purtroppo si trova per il momento solo questa deliziosa foto:
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Maggiori informazioni sul sito del produttore.


Chiudo non senza ringraziare ancora forum.watch.ru, che mi ha fatto scoprire tra l'altro qualche informazione sugli angoli di levata sovietici. Sono pochi, per la verità, ma ad oggi non mi era mai capitato di vederne in giro.
Le colonne, da sinistra a destra:
- Тип часов, tipo di orologio (Poljot, Slava, Zaria, Chaika, Raketa, Luch e alcuni cronometri da 36,000 a/h)
- Производитель, Produttore
- Калибр механизма, Movimento. Quando sono presenti solo due cifre si intendono tutti i movimenti che iniziano con quelle due cifre, ad esempio tutti i Raketa 26xx hanno angolo di levata di 42°.
- Угол подъема баланса, angolo di levata
- Период колебания баланса, periodo di oscillazione
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Purtroppo non ho trovato informazioni sui movimenti Vostok, a parte il 2416Б con i suoi 42°.

È tutto, a parte una piccola nota su come è partita la ricerca. Devo ringraziare l'ottimo Andrei Krukovich, che ha pubblicato due tavole con le caratteristiche di alcuni movimenti sovietici piuttosto noti:

Immagine
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Le colonne, da sinistra a destra, sono:
- Марка часов, Marca orologio
- Шифр по нормали, Codice normalizzato del movimento
- Высота механисьма, Altezza movimento, in mm.
- Количество камней, numero di rubini
- Продолжительность хода, durata della carica, in ore
- Период колебания баланса, periodo di oscillazione del bilanciere
- Средини суточиый ход, variazione media di marcia giornaliera, in secondi

Quest'ultima colonna, tra l'altro, fa emergere le differenze tra un Vostok 2809 (+5/-10s al giorno) e un Vostok 2209 (-20/+65 s al giorno) o un Raketa 2609 (-20/+40 s al giorno).

Ciao :)
// ocram
P.S: A proposito, per qualcuno sarà una domanda ingenua, ma perché la stragrande maggioranza degli orologi sovietici presenti sulla baia vengono da venditori ucraini? :o


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MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 3:42 
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Iniziamo dalla fine, cioè dall'ultima domanda.

La questione del perchè su ebay siano presenti quasi esclusivamente gli ucraini è già stata posta altre volte, anche su WUS. Non ricordo gli esiti delle discussioni ma io me la spiego in un modo molto semplice.

La prima ragione è che i russi non possono vendere su ebay o abbiano comunque notevoli problemi per farlo.
La controprova è Moltok.ru, sono pochissimi quelli che spediscono in Europa occidentale.

Inoltre dobbiamo tenere presente che l'Ucraina era la seconda repubblica per quanto riguarda la popolazione, se non ricordo male una novantina di milioni di abitanti. Se a questo aggiungiamo la presenza di grandi città e di centri industriali di notevole importanza allora si può spiegare la quantità di orologi che provengono da quelle parti.
Insomma l'Ucraina non era il Kazakistan :shock: :smile:

Ora passiamo alla questione principale posta da Ocram e anche qui penso che le cose siano molto semplici.

La realtà è che noi conosciamo appena apena l'orologeria sovietica.
In ultima analisi la nostra conoscienza si riduce agli orologi in se e per se. I quadranti, i movimenti, le casse, le varianti,etc.
Ma non sappiamo assolutamente nulla del resto.

Poco poco che cerchiamo di allargare la storia ad una specifica fabbrica, al risalire alle ragioni e modalità degli investimenti, alla produzione dei macchinari, al ciclo di produzione, all'introduzione dell'automatizzazione e quindi di nuovo al produzione dei macchinari necessari, etc. non sappiamo praticamente nulla.
Questo non significa però che non non producessero in proprio quanto necessario.

Se si è interessati a questi argomenti si deve scavare in due direzioni. La prima è quella della importazioni di macchinari e tecnologie, la seconda è la ricerca sulla vera e proprio industria sovietica.
Per tuttti e due gli aspetti la documentazione non manca ed è anche estramamente vasta. La difficoltà principale sta nel sapere quali erano i macchinari necessari all'orologeria e sotto quali voci si potrebbero trovare, oltre alla possibilità di accedere e leggere quella russa.
Abbiamo anche qualche indizio, brevi citazioni, di istituti che avevano tra i loro scopi la progettazione e costruzione di strumentazione per l'orologeria.

Inoltre qualche indicazione la si può trovare nei numerosi manuali tecnici da cui provengono anche le tabelle pubblicate da Marco.
Questi manuali sono utilissimi per le informazioni tecniche che danno sui singoli calibri e vanno seguiti nelle diverse edizioni perchè da una edizione all'altra scompare un certo movimento (per es. il saltarello Zaria) e ne compare un altro.
E non mancano le foto dei macchinari e degli strumenti utilizzati.

Qui sotto una pagina di un libro del 1960, ho scelto volutamente un vecchia edizione che illustra un cronocomparatore dell'epoca.
Era una produzione autoctona? oppure di importazione rietichettato alla bisgna? o un clone? non lo so. Lascio la parola agli esperti del settore.

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MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 14:18 
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Meraviglioso Ocram, grazie della segnalazione! :o mi sono innamorato di quel comparatore compatto, lo voglio! :fondof:

_________________
Stefano


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MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 22:35 
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Mi aggiungo ai complimenti!

:2thumbs:

Molto molto carini... soprattutto quel bel microfono... non è che lo vendono da solo? :o

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 23:59 
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@Stefano & Mattia, grazie! Lo sapevo che vi sarebbe piaciuto :D Peccato, ma proprio peccato che non sia ancora riuscito a trovare niente sui prezzi, comunque gli ho mandato una mail, vediamo se rispondono...
Ho capito che ППЧ sta per Прибор Проверки Часов, pribor proverki chasov, letteralmente "apparecchio prova-orologi", il nome russo del cronocomparatore. Magari può essere utile a qualche interessato nelle ricerche.

@mchap
Prima di entrare nella discussione, grazie per l'ampio e dettagliato intervento!

mchap ha scritto:
La prima ragione è che i russi non possono vendere su ebay o abbiano comunque notevoli problemi per farlo.
La controprova è Moltok.ru, sono pochissimi quelli che spediscono in Europa occidentale.

WUS a parte, la tua argomentazione mi induce a pensare che ci sia un mercato gigantesco ancora tutto da scoprire. Se questo mercato si dovesse aprire, potrebbe essere una svolta... o una rovina, dipende dai punti di vista :D
Tuttavia, riflettendoci, le cose potrebbero anche stare diversamente. Ad esempio, proprio per la facilità di vendere all'estero, i mercanti ucraini potrebbero aver già passato al setaccio tutta l'ex URSS :o
Ma qui non faccio altro che confermare le tue parole, di orologeria sovietica ne sappiamo ancora poco.

Devo dire che nell'ultimo periodo su molotok.ru mi sembra che ci siano meno "affari" potenziali. I prezzi sono saliti parecchio e gli oggetti sono meno interessanti – almeno per me. Comunque è solo da poco più di un anno che mi sono appassionato all'orologeria sovietica, quindi la mia è una esperienza certamente molto limitata.

In ogni modo sono certo che una produzione deve esserci stata. In fondo la Raketa produceva solo rubini – quindi forniture, in senso lato – fino al 1954. Ne parlo in maniera incuriosita perché mi piacerebbe acquistare qualche attrezzo sovietico.

mchap ha scritto:
Se si è interessati a questi argomenti si deve scavare in due direzioni. La prima è quella della importazioni di macchinari e tecnologie, la seconda è la ricerca sulla vera e proprio industria sovietica.
Per tuttti e due gli aspetti la documentazione non manca ed è anche estramamente vasta. La difficoltà principale sta nel sapere quali erano i macchinari necessari all'orologeria e sotto quali voci si potrebbero trovare, oltre alla possibilità di accedere e leggere quella russa.
Abbiamo anche qualche indizio, brevi citazioni, di istituti che avevano tra i loro scopi la progettazione e costruzione di strumentazione per l'orologeria.

Inoltre qualche indicazione la si può trovare nei numerosi manuali tecnici da cui provengono anche le tabelle pubblicate da Marco.
Questi manuali sono utilissimi per le informazioni tecniche che danno sui singoli calibri e vanno seguiti nelle diverse edizioni perchè da una edizione all'altra scompare un certo movimento (per es. il saltarello Zaria) e ne compare un altro.
E non mancano le foto dei macchinari e degli strumenti utilizzati.

Ho evidenziato due frasi che mi fanno capire che ancora devo studiare parecchio. Puoi darmi qualche informazione sugli istituti e i manuali a cui ti riferisci?
Te lo chiedo perché tra i numerosi testi di orologeria – ce ne sono due in particolare che mi ostino a "leggere" (diciamo che guardo le figure, và) perché sono pieni zeppi di cose interessanti – non ne ho trovato mai uno che facesse riferimento ad istituti (a parte la "master authority" dell'epoca, il NiiChasProm) o che contenesse fotografie appena decenti.
I miei preferiti sono il Kharitonchuk (1977, edizione dove ancora c'è il saltarello) e il più recente Popova-Goldberg (1989). Nessuno dei due mostra foto, solo figure. Anche se spesso mi sembra di riconoscere utensili e macchinari svizzeri, dalle figure purtroppo non è facile capire l'origine della strumentazione.

Questo è un esempio di ottocifre stile americano, tratto dal Kharitonchuk, pag.61.
Immagine

Difficile capire se si tratta di un Levin, K&D, Marshall (a cui assomiglia) o di un oggetto nato e realizzato in URSS.
Insomma, se non si fosse capito, sto elemosinando qualche bel link sul tipo di german242 :D

Forse però esiste anche un'altra possibilità, più cruda. Una gran parte degli oggetti per orologeria è in ottone, metallo pregiato per molti altri scopi e facile da fondere. Mano a mano che fabbriche e scuole di orologeria venivano smantellate, può darsi che ci sia stata una "caccia al recupero" e così magari molte attrezzature sono state "riconvertite". Torni, frese ed altri oggetti più piccoli sono stati sicuramente riciclati in altri settori della meccanica e, visti gli attuali chiari di luna, saranno custoditi gelosamente dai nuovi proprietari.

Intanto, tra le difficoltà dell'incomprensione della lingua russa, sto imparando a cercare fornitura sui siti russi, ancora con poco successo. Ad oggi ho trovato un P180:
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e questo "relitto" di PPCh-7
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Per confronto questo è il PPCh-7M che si vede in una delle figure del Kharitonchuk, a pag.201:
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Direi che è un pochino meglio! E comunque la somiglianza con il Vibrograf è notevole:
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Ciao!
// ocram


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MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2011, 0:50 
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Anzitutto una precisazione.

Il video che ho postato tempo fa, è relativo ad un periodo in cui in Poljot era già entrata la "modernizzazione" in senso lato.
Ovvero, macchinari nuovi, probabile suddivisione della fabbrica in piccoli atelier di assemblaggio (fra l'altro un pelo disordinati -pop russo a tutto volume e icone appiccicate ai muri!- e non certo simili a quelli di una grande fabbrica). All'epoca Poljot iniziava ormai a prendere casse e altre componenti dall'esterno. Eppure è probabile che in epoca sovietica costruissero da sè le apparecchiature necessarie.

Tempo fa, in un'intervista, Igor Zubovskij, capo della Vostok Europe, affermava di aver acquistato (praticamente gratis) dall'ormai smembrata fabbrica Poljot, un incredibile macchinario per caricare ben 1200 orologi automatici simultaneamente (non è uno scherzo!).

E' la stessa macchina che successivamente è stata ripresa in funzione in questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=xaK-Jk2cid4

Un pezzo unico, costruito nel 1973, a quanto pare proprio dalla fabbrica stessa, e a parere di Zubovskij non esiste qualcosa di simile nemmeno nell'orologeria swiss made.

(ma, aggiungo io, forse nell'attuale orologeria russa sì...dopo vi dico perchè).

Una soluzione tipicamente sovietica, sbrigativa ma terribilmente efficace: nessun supporto vero e proprio per l'orologio completo, bensì 8 grossi cilindri controrotanti, contenenti ciascuno scatole con 150 orologi solo testa. A sentirla sembra una di quelle cazzate che scrivevo altrove in compagnia di amici sulla storia di fantomatici orologi militari swiss, eppure la macchina non solo esiste, ma è attualmente in uso presso la Vostok Europe di Vilnius, in Lituania.

Chiediamoci inoltre cosa doveva fare un cittadino sovietico con l'orologio rotto: probabilmente, spedirlo presso un centro riparazione aperto al pubblico che pare non mancasse mai in ogni fabbrica, oppure rivolgersi agli orologiai "statali" della sua città (presumibilmente pochi).
Il che non giustificava lo sforzo di una produzione pubblica e ampia di attrezzature per orologeria: giusto il necessario per fabbriche e (pochi) riparatori.

Presse, apricasse, rientranti nella meccanica di precisione: quindi, a ben vedere, producibili dalla stessa fabbrica di orologi.

Ovvio che per il "supercaricatore" abbiano magari usato componenti forniti da altre fabbriche (ingranaggi planetari et similia non son cosa facile), eppure quel macchinario incredibile fu costruito in Poljot (pare). Quindi doveva essere cosa facile costruire in fabbrica una semplice pressa per vetri da usare sempre in fabbrica.

Andiamo ora a Chistopol, presso la sede della Vostok "non Europe". Ecco un altro filmato, già noto fra i russofili:

http://www.youtube.com/watch?v=B-JMoUoMtXo

Guardate bene: fra i minuti 1:22 e 1:29 si vedono, nell'ordine: una posasfere apparentemente vecchiotta, uno strano macchinario con cilindri rotanti (un altro...cosa sarà mai? :cool: ), un cronocomparatore, non so se moderno o nuovo, non me ne intendo.

Gli stessi attrezzi sono visibili anche dopo, a 6:14, la posasfere riappare in tutta la sua senescenza (riverniciata?), e a 7:10 riappaiono due "quasi gemelli" del supercaricatore moscovita, apparentemente più piccoli. Anche quelli di fattura abbastanza rude e old style. Sempre fatti in casa? Possibile e probabile.

Questo discorso è ovviamente incentrato più sulle "attrezzature" in generale che non specificamente sui cronocomparatori, tuttavia mi sembra che il vecchio modus operandi delle fabbriche sovietiche possa essere valido anche in questo ambito: si faceva tutto in casa quanto più possibile, altrimenti ci si rivolgeva ad altri bureau o fabbriche statali.

Comuqnue un cronocomparatore russo vintage (fuori uso) uscì fuori su Ebay un paio di anni fa, forse ho salvato le foto, ma non ne sono sicuro. Domani vedo, ora è tardi e ho scritto troppo, mi fanno male le palle degli occhi. :-D 'Notte.

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"Mai fidarsi di un collezionista, anche se è di vecchia data" - Da Nih Lao, antico pensatore cinese di Prato, ca.2015 d.C.


Ultima modifica di michele75 il martedì 8 marzo 2011, 1:03, modificato 4 volte in totale.

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MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2011, 0:54 
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Ottimo, ho visto che Ocram ha già risposto con una tonnellata di informazioni metre scrivevo e scrivevo :wallbash: :D

Ocram, il cronocomparatore rotto, per l'appunto, l'hai preso su ebay un paio di anni fa?

Ah, un appunto:

Cita:
di orologeria sovietica ne sappiamo ancora poco.


Non è affatto vero: sappiamo molto, e da molto tempo, a livello di "popolo" perlomeno i dieci anni trascorsi dalla nascita del forum russi su WUS, e sicuramente ci sarà stato altro prima di esso. Può essere vero , sicuramente, per quanto riguarda il "dietro le quinte" dell'industria orologiaia russa.

L'approfondimento con i testi originali in russo, caso mai, ci aiuterà a saperne moltissimo, ma dire che di orologeria russa si sa ancora poco, mi sembra un tantino eccessivo. :-o

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Ultima modifica di michele75 il martedì 8 marzo 2011, 1:30, modificato 5 volte in totale.

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MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2011, 1:11 
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ocram ha scritto:
@Stefano & Mattia, grazie! Lo sapevo che vi sarebbe piaciuto :D


no, davvero grazie a te, non avevo la più pallida idea potesse esistere un cronocompartore con display grafico e per di più portatile e autoalimentato (batteria ricaricabile)! :o fra l'altro questo modello ppch2007, fa il controllo anche dei movimenti al quarzo, pulse, coil, ecc. per cui 2 strumenti in uno! Geniale! :lol: vuoi mettere controllare al volo un orologio che magari punti in un mercatino! :lol:

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non vedo l'ora che rispondano alla tua mail! :D
ciao!

edit:
forse ho parlato troppo presto: ho tradotto le caratteristiche, credo di aver capito che la funzione "comparatore analogico meccanici" la si ha solo connettendo il microfono esterno (opzionale). La capsula built-in serve per il controllo dei quarzi... :( spero caldamente di avere capito male, ecco la traduzione del "traduttore" :

Caratteristiche generali quando si lavora con sensore orologio meccanico (microfono) built-in esterno (opzionale) Presentazione dei risultati delle misurazioni della velocità di clock digitale istantaneo (2 modalità: in secondi, minuti), il grafico in scala diagramma quattro opzioni testimonianza Ampiezza Vibrazioni digitale Misurato Vibrazioni 0,2 s, 0,25 s, 0.33s, 0.36s, 0,4 s, 0.5s, 0.6s periodo di oscillazione automatica è l'errore di misurazione immediatamente mossa non più di ± 0,1 con l'ampiezza delle fluttuazioni nel bilancio di misura non superiore a ± 1 ˚ Tempo digitale 2c 6s ... Sonda esterna (microfono) orientamento nello spazio 6 Disposizioni ore Numero di gradi di libertà 2 Dimensioni 125h140h135 millimetri 850g di peso quando si lavora con l'orologio al quarzo sensore incorporato rappresentazione dei risultati di misura istantaneamente spostare ore, ingresso corrente media, resistenza, tensione batteria digitale misurazione del tempo della 4s, 10s, 20s, 30s, 60s dimensione limiti di resistenza 1 ohm - 7,5 kOhm La tensione di batteria da 0 a 4,5 V corsa di deviazione istantanea non più di ± 0,05 con resistenza - a 1 ohm non più del ± 10% - 10 k meno di ± 1%. Tensione non superiore a ± 0,01 in potenza, dimensioni, gamma di peso le condizioni operative di temperatura 10 ˚ C ....+ 35C ˚ tensione di 220 V, monofase, 50 Hz (adattatore) Built-in batteria ricaricabile (opzionale) Consumo 20 W Dimensioni 170h76h30 millimetri 250g Peso (senza batteria)

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MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2011, 1:28 
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dimenticavo, ecco cosa usano in Raketa, a partire da 4:00 sono visibili i cronocomparatori:

http://www.youtube.com/watch?v=LatYaT32j5E

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Il dire che dell'orologeria sovietica ne sappiamo molto poco era riferito al contesto,alle questioni poste da Ocram.
Noi abbiamo accumulato delle buone conoscenze degli orologi "in se e per se" ma non sappiamo nulla o quasi su tutto il resto.
Anche a domande molte semplici come "quante fabbriche di orologi esistevano a Mosca?" non è facile dare una risposta immediata.
Oppure "sotto quale voce di un determinato piano quinquiennale veniva compresa la produzione di orologi?"
La risposta è determinante per trovare i dati e verificare le poche statistiche conosciute. Almeno per gli anni trenta una risposta forse c'è ed è sorprendente.
Per non parlare di quanto già detto. Quali tipi di macchianri erano impiegati nelle diverse fabbriche? chi le progettava? chi le costruiva? erano voci diverse o integrate tra loro? (dal punto di vista di un determinato piano e dei suoi aggiustamenti).

Le statistiche ufficiali sovietiche sono pieno di trappole, Nel 1956 venne pubblicato,dopo diciassette anni di interruzione, il National Economy of the U.S.S.R., Statistical Reference Book, il volume che raccoglieva i dati ufficiali della economia sovietica. Ebbene, per dirne una, il consumo di carne procapite era nettamente superiore alla somma di quella prodotta dagli allevamenti interni e della importazione :shock:

Se le statistiche ufficiali ci dicono che nell'anno tal de tali si producevano tot milioni di orologi noi dovremmo cercare di sapere anche quanto acciaio o nichel e che altro necessario (macchinari e strumentazione inclusi) era fornito alle industrie specifiche e tirare le somme.
Non metto affatto in discussione che l'Unione Sovietica sia arrivata ad essere il secondo produttore di orologi ma dovremmo, per es., disaggregare i dati oltre che sottoporli a verifica.

L'elenco potrebbe continuare a lungo. Quindi se parliamo dell'industria in quanto tale allora dire che conosciamo soprattutto, se non eslusivamente, il prodotto finale non credo che sia un eresia.
D'altra parte non credo che buona parte degli appassionati di costosi orologi svizzeri conoscano meglio l'industria dell'orologeria svizzera per quanto sia molto più studiata e documentata.

Quindi nel ribadire i limiti della nostra conoscenza degli orologi in se riaffermo anche orgogliosamente che ogni milligrammo di informazione che riusciamo a tirar fuori sull'orologeria sovietica vale quanto una tonnellata di sapere acquisito sulla svizzera :-D :eek:

Tra i oggi e domani spero di troavare il tempo di elencare quanto chiesto da Ocram.

Aggiungo solo una considerazione che è anche una questione di metodo quando si vuol comprendere una società ed una economia diverse dalla mostra.

Forse è vero, almeno lo è in gran parte, che l'orologeria sovietica non ha brillato per origiialità e innovazione, ma la domanda è anche "i sovietici si erano dati obiettivi di innovazione e originalità?" oppure "avevano come obiettivo la completa autonomia per i macchinari necessari a questa industria?"

In altri termini, quello che è un tratto distintivo di una determinata economia in una determinata epoca storica non è detto che lo debba essere anche per altre conomie e altre società. DIamolo per sottinteso,ok?
Ma su questo rischiamo di andare in OT.
La Cina non è vicina ( se la guardiamo con la nostra mentalità).


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Per quanto riguarda dove cercare per info e riferimenti sulla strumentazione alcune indicazioni possono essere tratte da queste pubblkicazioni.
E' poca roba ma ci permette di intuire dove cercare.
La mia sensazione è che per approfondire questo argomento si deve cercare non tanto nella storia degli orologi quanto piuttosto nelle pubblicazioni specialistiche relative alla strumentazione di precisione.

Instrument construction Great Britain. Dept. of Scientific and Industrial Research, British Scientific Instrument Research Association Taylor & Francis., 1966, 1963

Soviet instrumentation and control journal Great Britain. Dept. of Scientific and Industrial Research, British Scientific Instrument Research Association 1969, 1961, 1963

Machines and tooling, Vol.50 Production Engineering Research Association of Great Britain 1979

Soviet engineering research, Vol.7
Production Engineering Research Association of Great Britain under contract to the British Library, Lending Division, 1987



Manualistica. Riporto i titoli principali. Come già detto il contenuto varia da edizione a edizione, ma i più utili, per quanto riguarda le foto della strumentazione eattrezzature, sono quelli su gioellieria e orologeria di cui ho riportato il titolo del più vecchio e più interessante che conosco.
Chiedo venia per la traduzione :shock: :oops: più che altro per dare il senso del contunto del libro.

А.М. ПИНКИН РЕМОНТ ЧАСОВ 1952
AM Pinkin Riparazione Orologi
(non è la prima edizione! solo disegni, è un pò il prototipo degli altri manuali)

З. М. АКСЕЛЬРОД ПРОЕКТИРОВАНИЕ ЧАСОВ И ЧАСОВЫХ СИСТЕМ, 1981
ZM Axelrod Progettazione e disegno di Orologi
( poco utile ai fini della nostra discussione)

Харитончук А.П. СПРАВОЧНАЯ КНИГА ПО РЕМОНТУ ЧАСОВ, 1977,1983,...
Haritonchuk A.P. Manuale di riparazione degli orologi
(foto quasi niente, molti disegni, utilissimo per i movimenti e codici)

Харитончук А.П УСТРОЙСТВО И РЕМОНТ ЧАСОВ, 1986Haritonchuk A.P PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE OROLOGI
(Haritonchuk ha scritto anche diverse monografie brevi)


V. Popova, Н. Б. ГОЛЬДБЕРГ УСТРОЙСТВО И ТЕХНОЛОГИЯ СБОРКИ ЧАСОВ, 1976, 1982, 1989
V. Popova, Goldberg NB Progettazione e assemblaggio di orologi :oops:
( uno dei più utili per quanto riguarda i movimenti. Le diverse edizioni variano molto tra di loro, la più interessante per quanto riguarda le foto della strumentazione è quella del 1976 )

С. А. СЕИВАНКИН С.В. ТАРАСОВ ЮВЕЛИРНЫЕ ИЗДЕЛИЯ и ЧАСЫ,1960
S.A. SEIVANKIN S.V. Tarasov Gioielli e Orologi
( questo è il più vecchio del suo genere che io conosco. Foto di orologi, (da polso, tasca e tavolo), info sui calibri, quakche foto, poche,sulla strumentazione, e come se non bastasse delel fotografie su come deve essere allestio un negozio(vetrina)

Come dicevo i libri su orologi e gioielli sono i più ricchi (sempre in senso relativo) di fotografie e informazioni che vanno ai movimenti, al packing, alla vendita.
Credo di averne già parlato in un altro post a proposito del 3017, non ricordo se qui o altrove.
Oltre a quello citato ci sono almeno un altro paio di titoli.


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MessaggioInviato: mercoledì 9 marzo 2011, 0:06 
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DareDevil ha scritto:
edit:
forse ho parlato troppo presto: ho tradotto le caratteristiche, credo di aver capito che la funzione "comparatore analogico meccanici" la si ha solo connettendo il microfono esterno (opzionale). La capsula built-in serve per il controllo dei quarzi... :( spero caldamente di avere capito male

Spero anch'io, però a me il dubbio non era venuto. Ho ricontrollato (traducendo in inglese, è più fedele) e mi sembra proprio che il PPCh-2007 abbia due distinti microfoni incorporati: uno induttivo per i quarzi ed uno piezoelettrico per i meccanici. Il microfono esterno permette di porre comodamente l'orologio nelle canoniche 6 posizioni. Per inciso il PPCh-2010, che gestisce solo i quarzi, non ha il "simpatico bottoncino rosso".
Comunque è sempre meglio essere sicuri, perciò ho mandato un'altra mail chiedendo esplicitamente se il microfono integrato gestisce anche i meccanici. Speriamo che rispondano presto, ma non tratteniamo il respiro.
Splendida idea quella di portarlo in giro per mercatini! Probabilmente non avrà una grande autonomia, 20W di assorbimento non sono pochi, ma dovrebbe essere pienamente sufficiente allo scopo.
Intanto cercando in giro per la rete ho trovato il manuale (fotocopie in russo :( ) e una indicazione che il prezzo si attesterebbe intorno ai 300 euro. Meno di un TYMC cinese, la cosa si fa sempre più interessante.
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MessaggioInviato: mercoledì 9 marzo 2011, 0:57 
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Grazie Michele!
I due cronocomparatori che ho mostrato li ho trovati un paio di settimane fa su qualche sito di aste russo (non quello del watermark stampato sulle immagini, probabilmente "rubate" altrove). Purtroppo, non essendo registrato, non posso fare altro che guardare...
Proprio ora ho controllato e ne vedo altri due usati (senza foto) su Molotok.ru a circa 300 e 600 dollari.
I filmati, rivisti alla luce del contesto, sono illuminanti come il tuo contributo (miii, che sviolinata! mi sono meritato un caffè? :D )

michele75 ha scritto:
Guardate bene: fra i minuti 1:22 e 1:29 si vedono, nell'ordine: una posasfere apparentemente vecchiotta, uno strano macchinario con cilindri rotanti (un altro...cosa sarà mai? :cool: ), un cronocomparatore, non so se moderno o nuovo, non me ne intendo.

La macchina con i cilindri controrotanti è spettacolare!
Nei filmati ho catturato il ППЧ-7м (sembra che sia una pietra miliare dei cronocomparatori russi, insieme al più recente П-180, entrambi già mostrati prima).
Immagine

Pochi secondi dopo però si torna in Svizzera con il Witschi Watch Expert.
Immagine

La posasfere riverniciata invece non si riesce a capire da dove viene :-(
Immagine

Comunque sono certo che ci sia stata una produzione di attrezzature specifiche per l'orologeria. Del resto, stando a quanto riportato da un catalogo Raketa, sembra che la produzione "ad isole" (dove ogni orologiaio eseguiva il montaggio e la messa a punto di un orologio completo) sia stata abbandonata in favore di una produzione più "automatizzata" solo a partire dal 1977. Per quasi cinquant'anni gli strumenti "classici" da banco devono per forza essere stati prodotti.
Il mio stupore è che non se ne trovano in giro... Se potessi, mi accaparrerei volentieri su quella posasfere riverniciata.
Forse non sarà bellissima, ma chissà quante storie ha da raccontare! :-D
Ciao!
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MessaggioInviato: mercoledì 9 marzo 2011, 1:05 
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Grazie infinite per i riferimenti mchap, apprezzatissimi!
A latere, ho la sensazione di aver espresso il mio pensiero in modo fuorviante. In effetti, ritengo che l'URSS orologiera (e non solo) abbia dato grandi prove di inventiva, innovazione, originalità e, aggiungo, competenza tecnica – altrimenti non me ne sarei appassionato così tanto. Il fatto che abbiano operato perfezionando, rielaborando ed adattando movimenti sviluppati da altri non è necessariamente una caratteristica negativa (peraltro è un modo di operare nient'affatto estraneo all'orologeria svizzera, americana e giapponese). Tra tutti i movimenti sovietici di origine occidentale, non ce n'è uno che non sia stato sensibilmente modificato per adattarlo al modo di operare di un industria che doveva produrre a basso costo e in quantità enormi.
Gli orologi sovietici dovevano essere affidabili e semplici da manutenere, quindi i progetti originali venivano "spremuti" per ottenere il meglio che si poteva raggiungere. Per contro, ma senza per questo voler criticare gratuitamente, l'orologeria cinese ha spesso l'obiettivo di avere una copia fedele all'originale. (che frasona, neh?! ho citato te e Fromm in un colpo solo :-D )

mchap ha scritto:
Le statistiche ufficiali sovietiche sono pieno di trappole, Nel 1956 venne pubblicato,dopo diciassette anni di interruzione, il National Economy of the U.S.S.R., Statistical Reference Book, il volume che raccoglieva i dati ufficiali della economia sovietica. Ebbene, per dirne una, il consumo di carne procapite era nettamente superiore alla somma di quella prodotta dagli allevamenti interni e della importazione :shock:

Assolutamente d'accordo sulla indispensabilità di "triangolare" i dati. Il regime sovietico non ci andava leggero con le "balle" a scopo propagandistico. Certe affermazioni e certi dati – come i tot milioni di orologi prodotti nei primissimi anni – forse sono il frutto di una singola fonte (Altmeppen?) e potrebbero riservare sorprese.
Lo stesso Altmeppen potrebbe aver preso per buone informazioni trasmesse in modo, come dire, di parte.
A questo proposito mi sovviene la storiella russa della gara dei 100 metri tra i due allora presidenti John Kennedy e Nikita Khrushev. Finisce che Kennedy batte Krushev e la Pravda esce con il titolo "Il compagno Khrushev conquista una onorevole medaglia d'argento nella corsa dei 100 metri. All'americano solo il penultimo posto" :D
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MessaggioInviato: mercoledì 9 marzo 2011, 15:14 
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ocram ha scritto:
DareDevil ha scritto:
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forse ho parlato troppo presto: ho tradotto le caratteristiche, credo di aver capito che la funzione "comparatore analogico meccanici" la si ha solo connettendo il microfono esterno (opzionale). La capsula built-in serve per il controllo dei quarzi... :( spero caldamente di avere capito male

Spero anch'io, però a me il dubbio non era venuto. Ho ricontrollato (traducendo in inglese, è più fedele) e mi sembra proprio che il PPCh-2007 abbia due distinti microfoni incorporati: uno induttivo per i quarzi ed uno piezoelettrico per i meccanici. Il microfono esterno permette di porre comodamente l'orologio nelle canoniche 6 posizioni. Per inciso il PPCh-2010, che gestisce solo i quarzi, non ha il "simpatico bottoncino rosso".
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Intanto cercando in giro per la rete ho trovato il manuale (fotocopie in russo :( ) e una indicazione che il prezzo si attesterebbe intorno ai 300 euro. Meno di un TYMC cinese, la cosa si fa sempre più interessante.
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Davvero speriamo sia come dici, sarebbe davvero grandioso! :o
aspetto trepidante le risposte che ti daranno.. :cool:
grazie, ciao!
DD

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Stefano


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