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Le connessioni degli orologi
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MessaggioInviato: domenica 6 novembre 2022, 20:14 
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Avrei potuto scrivere "collegamenti" ma trovo il termine "connessione" più intrinseco, intimo, dell'altro che pure è un suo sinonimo. Insomma, collegamenti o connessioni, cerco di chiarire l'obiettivo che intendo raggiungere con questo thread che inizio oggi e che spero abbia un successo di visualizzazioni simile a quello di "Pubblicità Antica" , divenuto quasi un data base di immagini e di orologi dei tempi passati.
Gli orologi, nella loro storia, hanno avuto una evoluzione continua che li ha portati nel tempo ad essere, sempre e comunque, appartenenti ad un settore della scienza (dal martello del fabbro, alla meccanica più raffinata ed, oggi, all'elettronica) con un numero di utenti in continua crescita (dai pochi ricchi fortunati possessori dell'orologio gioiello, al numero sterminato di utenti di oggi possessori di un cellulare). Ma l'orologio è sempre stato figlio del suo tempo, ha riportato cioè le tracce dell'epoca in cui è nato. Queste tracce sono impresse nella sua struttura o nelle sue funzionalità.
Abbiamo così gli orologi rivoluzionari, chiamati così per i simboli della Rivoluzione Francese dipinti sul quadrante, il Longines Lindbergh che lo collega alla sua famosa trasvolata, il cronografo che collega l'orologio all'industria, allo sport, all'arte (?) militare, l'oignon francese che riporta sia alle prime molle del bilanciere che ad i fasti della corte del Re Sole, e poi tanto altro ancora, come gli orologi massonici, i ferroviari, quelli erotici, quelli con miniature di personaggi celebri, insomma è un panorama sterminato che non riguarda solo gli orologi da tasca ma anche tutte le altre tipologie. Abbiamo visto di recente una pendola a portico con soggetti musicali napoletani, ma ci sono anche le pendole con personaggi mitologici, classici o moderni.
Non sono i soggetti che mancano anzi ce n'è forse tanti da rischiare di travisare il vero scopo di questo 3D: cogliere la connessione. Questa può riguardare l'artista, una particolarità dell'epoca, lo stile decorativo, la particolarità della meccanica, un collegamento alla società dell'epoca, od una storia curiosa.
Anche se inizio con alcuni esempi, mi auguro di non esser solo ma, anzi di avere molti contributi, perchè credo che possa venir fuori non solo tanto materiale interessante, ma anche l'abitudine a guardare in un orologio non solo le lancette, ma anche quello che c'è attorno ad esso.
Inizio:
Allegato:
Digitalizzato_20221105 (2).jpg
Digitalizzato_20221105 (2).jpg [ 151.54 KiB | Osservato 683 volte ]

Allegato:
Digitalizzato_20221105 (3).jpg
Digitalizzato_20221105 (3).jpg [ 152.82 KiB | Osservato 683 volte ]

Come vedete si tratta di un orologio costruito per il mercato cinese. Cassa in oro, smalti e perle, è un oggetto costoso e prezioso costruito, secondo l'incisione sulla cuvette, da John Keneble, Frith Street, Soho, London. Ma in effetti il suo nome non esiste tra i costruttori d'orologi, si trova piuttosto tra i commercianti di oggetti preziosi con la Cina.
Siamo intorno al 1790 e gli inglesi sono i primi ad arrivare su questo mercato per vendere orologi, ma oltre ai veri orologiai, si aggiunono i commercianti che cercano spazi propri su questo mercato. Puntano sull'originalità (notare la forma ovale dell'orologio) la preziosità e la qualità (il soggetto affollato di personaggi, piante ed animali, una finestra sul mondo occidentale per i Cinesi). L'orologio è stato costruito in Svizzera e, probabilmente, si deve a jaquet-Droz che fece orologi simili con il proprio nome. In quel periodo gli svizzeri iniziarono a commerciare intensamente con la Cina senza inntermediari.
A proposito di connessioni si è riuscito a risalire all'originale della scena dipinta sulla cassa. Si tratta di un paesaggio italiano dipinto da un inglese: William Hamilton.
Allegato:
Hamilton.jpg
Hamilton.jpg [ 393.53 KiB | Osservato 683 volte ]

Il dipinto s'intitola "Evening" e raffigura un calar della sera in un paesaggio campestre, un pastorello che raduna le pecore da riportare all'ovile, mentre un giovane pastore suona il flauto a delle fanciulle che lo guardano ammirate. Hamilton viaggiò e rimase in Italia per diversi anni producendo dipinti, disegni ed aquarelli di città e campagne italiane. Fece anche molti ritratti di attori e cantanti lirici. Viaggiava accompagnato da un altro pittore italiano: il veneziano Antonio Zucchi. Questi aveva lavorato in Inghilterra affrescando diverse dimore di prestigio e lì conobbe Hamilton facendogli poi da guida.
Le connessioni che si possono, volendo, ancora espandere, il commercio con il mercato cinese, la pittura di fine Settecento, l'influenza dell'arte italiana sugli altri Paesi europei.
Ci sarebbe un altra connessione da inserire e riguarda lo scappamento. L'orologio che probabilmente aveva uno scappamento a cilindro, venne successivamente "aggiornato" con uno scappamento ad ancora laterale di fabbricazione svizzera. Anche questa è una particolarità perchè gli svizzeri preferivano l'ancora dritta ed usarono raramente l'altro tipo preferito invece dagli inglesi.
(continua)
Ditemi intanto che ne pensate, se ritenete sia interessante, e se participerete a questa iniziativa.
Giuseppe

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 0:19 
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Caro Giuseppe, questo excursus è molto interessante e stimolante, ma temo che la mia profonda ignoranza in materia non mi permetterà di contribuire fattivamente.
Ma leggerò e apprenderò volentieri, ammirato.
Grazie dell'iniziativa.

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 13:37 
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Ciao Giuseppe,
è una bella iniziativa ::-OK speriamo in tanta partecipazione.
Connessioni, rispetto a collegamenti è un termine più attuale, concordo :eek:
Non ho abbastanza cultura per partecipare, sopratutto sugli orologi da tasca :winkiss: ma se ho ben capito può essere rivolto a tutti i settori dell'orologeria, giusto?
Se mi capita qualcosa...... :2thumbs: sicuramente leggerò.
Ad esempio, in questo tasca è riprodotto un dipinto, mi chiedevo come mai in modo speculare ::-pensss mia curiosità.
Grazie e ciao.

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 17:49 
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Paolo1960 ha scritto:
Ciao Giuseppe,
è una bella iniziativa ::-OK speriamo in tanta partecipazione.
Connessioni, rispetto a collegamenti è un termine più attuale, concordo :eek:
Non ho abbastanza cultura per partecipare, sopratutto sugli orologi da tasca :winkiss: ma se ho ben capito può essere rivolto a tutti i settori dell'orologeria, giusto?
Se mi capita qualcosa...... :2thumbs: sicuramente leggerò.
Ad esempio, in questo tasca è riprodotto un dipinto, mi chiedevo come mai in modo speculare ::-pensss mia curiosità.
Grazie e ciao.

Mi auguro che tu possa trovare lo spunto per una partecipazione attiva. Intanto cerco di rispondere alla tua domanda.
Gli smaltatori e gli incisori in genere, ma particolarmente quelli che decoravano le casse degli orologi, prendevano spunto da disegni già in scala per essere riprodotti o, altrmenti, li ricavavano da stampe o da disegni già riprodotti su scatole, libri od altri oggetti. Il sistema più semplice ed immediato era quello del ricalco: foglio di carta velina, matita grassa, si seguiva il disegno in trasparenza e poi si metteva la velina, lato disegno, su un foglio di carta ricalcando il segno della matita. Ovviamente il disegno era speculare ma, se avessero voluto farlo come l'originale, si punteggiavano le linee con un punteruolo molto fine e si spruzzava polvere di carbone attraverso i fori. Questa tecnica fu adottata da Michelangelo per gli affreschi della Cappella Sistina.
Giuseppe

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 18:47 
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Ecco una cosa che non sapevo. Grazie Giuseppe :2thumbs:

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 19:35 
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Albyxino ha scritto:
Caro Giuseppe, questo excursus è molto interessante e stimolante, ma temo che la mia profonda ignoranza in materia non mi permetterà di contribuire fattivamente.
Ma leggerò e apprenderò volentieri, ammirato.
Grazie dell'iniziativa.

Anch'io non potrò contribuire fattivamente, ma penso che la tua proposta sia molto interessante e la seguirò con attenzione per apprendere qualcosa di nuovo. ::-OK

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"L'Universo mi imbarazza e non riesco a pensare che questo orologio esiste e non ha un orologiaio" (Voltaire)


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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 19:58 
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Paolo1960 ha scritto:
Ecco una cosa che non sapevo. Grazie Giuseppe :2thumbs:


E quando eravamo "gagni" usavamo la trielina per copiare le immagini e venivano ribaltate.
Saluti enrico


Ultima modifica di errib il lunedì 7 novembre 2022, 20:21, modificato 1 volta in totale.

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 20:08 
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La seconda tecnica citata per il riporto del disegno si chiama "spolvero"... qui una breve dimostrazione https://www.youtube.com/watch?v=Lnke7RcdeJ0

Grazie Giuseppe per questa trascinante iniziativa :D

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: lunedì 7 novembre 2022, 20:33 
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errib ha scritto:
Paolo1960 ha scritto:
Ecco una cosa che non sapevo. Grazie Giuseppe :2thumbs:


E quando eravamo "gagni" usavamo la trielina per copiare le immagini e venivano ribaltate.
Saluti enrico

Questa l'ho dovuta cercare in rete :eek: Ma è vero, alle elementari avevo una maestra che queste tecniche ce le faceva usare tutte, tranne la trielina perchè la scuola non lo permetteva ( :( ) diceva che a casa le nostre mamme l'avevano per smacchiare i nostri vestiti. Anche questo era vero visto come ci conciavamo con lo spolvero e dopo la visita ai bagni :-?
Giuseppe

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2022, 12:43 
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Proseguendo con le connessioni degli orologi.
Oggi vediamo un presentation watch cioè uno di quegli orologi che venivano regalati da monarchi e Capi di Stato ad ospiti famosi o rappresentanti di Stati amici.
Allegato:
Umberto 1.jpg
Umberto 1.jpg [ 215.43 KiB | Osservato 530 volte ]

Si tratta di un Patek Philippe fabbricato nel 1897 con l'emblema dei Savoia in smalti e rosette di diamanti per Musy Padre & Figli, Torino come è segnato sulla cuvette. La cassa è in oro 18 kt in 4 elementi prodotta dallo stesso Musy, l'oerologio ha un quadtante in smalto bianco con la firma del costruttore, movimento con 15 rubini scappamento ad ancora "a moustache".
La prima connessione è con il dealer che è la più antica gioielleria d' Italia
Allegato:
7f910370e2144e148286905caa78cbd9-1.jpg
7f910370e2144e148286905caa78cbd9-1.jpg [ 254.33 KiB | Osservato 530 volte ]

Fondata da Giacomo Musy, che decise di lasciare il suo paese di origine per seguire un corso di formazione in oreficeria e orologeria a Ginevra, per poi stabilirsi nel 1706 a Torino, dove aprì una bottega laboratorio insieme al figlio Luigi. La prima bottega si trovava nel "Padiglione reale", ossia in un edificio che collegava Palazzo Madama a Palazzo Reale, nell'attuale piazza Castello.
Poi, in seguito ad un incendio, si trasferì in Via Po. Produssero gioielli di pregevole fattura per i Savoia e furono autorizzati dalla Regina Margherita (quella della pizza) a fregiarsi del titolo di fornitori della Real Casa. Oltre ai Patek Philippe vendettero molti Vacheron Costantin anche come presentation watch, ed inoltre molte pendole con il loro nome si trovano nella Collezione del Palazzo Reale di Torino (catalogata da Giuseppe Brusa) e compaiono di frequente nelle aste. Molti dei loro lavori d'oreficeria (bracciali, diademi e spille) fanno parte del tesoro dei Savoia, conservato nella Banca d'Italia ed, ultimamente, oggetto di rivendicazioni degli eredi dei Savoia nonchè di differenti valutazioni sul valore.
Allegato:
91-6.jpg
91-6.jpg [ 108.92 KiB | Osservato 530 volte ]

Allegato:
156365_4.jpg
156365_4.jpg [ 157.58 KiB | Osservato 530 volte ]

La seconda connessione è con il committente dell'orologio: Umberto I di Savoia.
Allegato:
Umb+Marg.jpg
Umb+Marg.jpg [ 17.07 KiB | Osservato 530 volte ]

Nella foto Umberto I e la regina Margherita. Quest'ultima era molto amata perchè si era prodigata durante una epidemia di colera a Napoli.
Umberto I ebbe due opposte denominazioni : Re buono e Re mitraglia, per alcuni provvedimenti quali l'abolizione della pena di morte e la feroce repressione dei moti di Milano che avallò e poi concesse una onorificenza al generale Fiorenzo Bava Bccaris. Condotta politica che gli costò più di tre attentati nell'arco di 22 anni,fino a quello che a Monza, il 29 luglio 1900, per mano dell'anarchico Gaetano Bresci, gli sarà fatale.
Allegato:
download.jpg
download.jpg [ 27.88 KiB | Osservato 530 volte ]

L'anarchico Bresci morirà "suicida" in carcere. Altro mistero che si aggiunge alla fine in manicomio degli altri attentatori ed alle loro famiglie dissolte fra ospedali, manicomi e...misteriose scomparse.
Ma quante storie ci può raccontare un orologio!
Giuseppe

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2022, 20:17 
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Questo contributo video aggiunge un pezzettino alla storia passata e presente del Laboratorio Musy e dei gioielli dei Savoia :fondof: .
Nell'esposizione c'è un errore storiografico segnalato e corretto nella sezione commenti..


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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2022, 20:36 
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Grazie Lucia per questo bel video.
Questa volta ho delle connessioni interessanti a cui sto lavorando
:2thumbs:

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2022, 20:40 
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Grazie per il contributo. :2thumbs:
Giuseppe

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: martedì 8 novembre 2022, 23:32 
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Quest'ultimo tasca presentato da Giuseppe con una cassa con il marchio Musy padre e figli Torino mi porta a fare, inaspettatamente una connessione con il mio primo lavoro su un orologio viewtopic.php?t=47895 .
Quel bellissimo portico di inizio ottocento sul quadrante recava un cartiglio molto sbiadito (ah le fantesche che lucidavano tutto il lucidabile…) sul quale era ancora leggibile: “Musy pére et fils h. de SAR e sotto À TURIN”. Poi cercando di ridare dignità al quadrante molto compromesso facendolo ridorare la scritta è scomparsa, ma per fortuna l’avevo fotografata. Anche il retro del quadrante vergato a china vi era scritto Musy, ma anche di questo ormai esiste solo più la documentazione fotografica.
Allegato:
cartiglio colore.jpg
cartiglio colore.jpg [ 152.28 KiB | Osservato 478 volte ]

Allegato:
cartiglio BN_N.jpg
cartiglio BN_N.jpg [ 285.36 KiB | Osservato 478 volte ]

Allegato:
firma Musy.jpg
firma Musy.jpg [ 154.85 KiB | Osservato 478 volte ]


Fortunatamente sulla ditta Musy pére et fils abbaimo una ricca documentazione presso l’Archivio di Stato di Torino oggi messa anche on line dalla quale si evince “che Nel documento del 23 febbraio 1787, quando Maria Elisabetta Nasi Musy cede l’attività a suo figlio Pietro Nicolao, la bottega è localizzata nel “Padiglione Reale”, ossia nella manica che collegava in origine Palazzo Madama a Palazzo Reale”
Allegato:
Commento file: Quella indicata dalla freccia è la famosa "manica" con le botteghe "reali" distrutta da un incendio nel 1810
Torino-palazzo reale 1700.jpg
Torino-palazzo reale 1700.jpg [ 330.81 KiB | Osservato 478 volte ]

I Musy possono vantare il riconoscimento ufficiale di fornitori di Casa Savoia: prima dei soli principi, quando con patenti 30 aprile 1765, Luigi di Savoia, principe di Carignano, concede ai fratelli Luigi e Claudio Musy di esporre le sue armi gentilizie, poi, dal 1816, anche dei sovrani.
Nel 1852 deve essere già da tempo ufficializzata la loro prerogativa di gioiellieri di S.M. se una autorizzazione municipale di quell'anno permette di collocare sopra l’ingresso della bottega l’insegna: “Musy pere et fils horlogers et jouilliers de S.M. le Roi, de la Royale Famille, et de S.A.R. le Prince de Savoie Carignano”. L'insegna tuttavia non è nuova, dal momento che ai Musy è richiesto “di semplicemente ristaurarla senza variazione di forma”.
Allegato:
archivio-musy.pdf [367.01 KiB]
Scaricato 13 volte

Da questi dati di archivio mi sembra che si possa escludere che fosse stata la Regina Margherita ad autorizzarli a fregiarsi del titoli di fornitori della Real Casa.
I Musy erano comunque fornitori della élite torinese, italiana e mondiale.
Oggi l'azienda è di proprietà della famiglia Roggero che con grande lungimiranza ha lasciato in comodato d'uso gratuito tutto l'archivio e molti pezzi di valore all'Archivio di Stato di Torino che lo ha reso usufruibile al grande pubblico.
Ma il restauro di questo portico di inizio ottocento mi ha svelato molte altre connessioni interessanti dalla storia della famiglia Cailly di Saint Nicolas d’Aliermont orologiai specializzati in Blancs-roulants ma non solo, fino a nobildonne piemontesi che lasciavano le dediche graffiate sul retro del movimento con, forse, l'incontro con una storia tragica che, forse, aveva portato la Contessa Meina prima a listare a lutto la pendola e poi a disfarsene.
Ma queste sono connessioni che racconterò solo se ritenute interessanti.

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Re: Le connessioni degli orologi
MessaggioInviato: mercoledì 9 novembre 2022, 1:29 
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Grandioso contributo storico.
Comunque i titoli di fornitore della Real Casa venivano concessi da ogni sovrano questo è quello della Regina Margherita
Allegato:
storia10.jpg
storia10.jpg [ 103.58 KiB | Osservato 468 volte ]

Nel 1925 Musy ebbe il brevetto da Vittorio Emanuele III, così come nel passato l'avevano ottenuto dagli altri Savoia.
Giuseppe

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