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L'orologio nel dito
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MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 6:28 
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Certo che ai costruttori d'orologio non è mancata mai la fantasia!
Abbiamo visto così: orologi da tasca, da polso, da tavolo , da parete ed a colonna, da viaggio, da campanile, da collo, da sella, inseriti in un portasigarette, in una spilla ed in un bottone, ma anche nel cruscotto di un'auto e di un aereo. Ma anche nel pomello di un bastone ed in un anello da portare al dito.
Quest'ultima applicazione (ne avrò sicuramente dimenticata qualcuna) mi ha particolarmente colpito, durante una mia ricerca, perchè i primi a costruire un orologio inserito in un anello furono degli orologiai italiani del Cinquecento. Le cronache fanno i nomi di Jannello Torriani di Cremona e Bernardo Buontalenti da Firenze, ma l'unico di cui esistono delle testimonianze più precise fu Giovanni Giorgio Capobianco da Schio. Purtroppo degli anelli (ne costruì infatti 2, uno donato da Venezia al Sultano e l'altro donato al duca d'Urbino per sfuggire ad una condanna per omicidio).
Si vede che, bravissimo come orologiaio, aveva un pessimo carattere.
Le testimonianze appaiono in una lettera di Pietro Aretino del 1537 dove, per autolodarsi, dice che Gian Vincenzio (lo chiama così perchè vicentino) che ridusse l'oriolo nell'anello del Gran Turco (era chiamato così il Sultano dell'Impero Ottomano) era bravo quanto lui che in poche parole sintetizzava un concetto. Modesto!
L'altra testimonianza è più precisa che ne fa Marzari, scrittore dell'epoca, riportata in un libro dall'abate Tiraboschi, dove l'ho letta e di cui riporto le pagine.
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Come si legge Capobianco era un vero maestro nella miniaturizzazione! Era riuscito anche ad inserire un meccanismo di suoneria al passaggio delle ore ed un piccolo automa!
Ma tornando agli anelli con orologio, abbiamo la possibilità di vedere le foto di due esemplari fabbricati fra fine '500 ed inizio del '600 opera di un artigiano tedesco Jacob Weiss
il primo che si trova al Schatzkammer Residenz di Monaco di Baviera:
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il secondo all’Indianapolis Museum of Arts ma è privo del moimento.
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Entrambi sono dei piccoli capolavori d'oreficeria ma anche di miniaturizzazione.
Questi sono gli anelli con orologio più antichi. Negli anni successivi ne sono stati costruiti altri esemplari e sino ad epoche recenti.
Giuseppe

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 10:02 
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Grazie Giuseppe. Oggi per merito tuo ho imparato cose nuove e bellissime.
::-OK ::-bravo2

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Re: L'orologio nel dito
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::boccaap Grazie Giuseppe !! E prima di tutto bisogna pensare con quali strumenti modestissimi lavoravano allora, oggi abbiamo un sacco di diavolerie sofisticate, atterezzi di alta precisione, allora ben poco disponevano...solo tantissima volontà, infinita !


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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 10:55 
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:roll: Ricordo di un mio prozio (personaggio d'altri tempi che meriterebbe un articolo solo dedicato a lui)..che aveva un bellissimo anello con un orologio al suo interno ed io , allora quattordicenne, ne ero incantato ! Poi...ho perso le tracce sia del prozio (oramai defunto non so dove) che, ovviamente, dei suoi beni! (credo in buona parte dilapidati tra donne e "stranezze" varie) 8-)

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 17:22 
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Grazie Giuseppe ci sveli sempre cose nuove e molto interessanti ::-OK

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 17:59 
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Andrea 1960 ha scritto:
::boccaap Grazie Giuseppe !! E prima di tutto bisogna pensare con quali strumenti modestissimi lavoravano allora, oggi abbiamo un sacco di diavolerie sofisticate, atterezzi di alta precisione, allora ben poco disponevano...solo tantissima volontà, infinita !

E' vero! Pensa che disponevano di lime che avevano una durezza di poco superiore a quella del ferro. Difatti per avere attrezzi d'acciaio più efficaci ed anche molle più efficienti bisogna aspettare il '700.
Questi sono orologi moderni, preziosi ma prodotti industriali. Nascono in un team anzicchè nella mente di un artigiano e vengono prodotti a macchina in diversi esemplari.
Belli lo sono, ma hanno un'anima diversa.
Uno inglese del 1910 in platino e diamanti
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un Omega in oro bianco e diamanti a carica manuale
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Giuseppe

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 21:55 
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Grazie Giuseppe ! E ripensandoci ancora, una cosa da non sottovalutare , oltre gli attrezzi, la fonte di luce con cui lavorare, all'epoca c'erano le candele, lampade ad olio, o semmai si poteva lavorare discretamente solo di fronte ad una finestra, e gli occhiali erano assai modesti, ci voleva veramente un'ottima vista..mica poca cosa !! :wink:


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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 5:26 
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Andrea 1960 ha scritto:
Grazie Giuseppe ! E ripensandoci ancora, una cosa da non sottovalutare , oltre gli attrezzi, la fonte di luce con cui lavorare, all'epoca c'erano le candele, lampade ad olio, o semmai si poteva lavorare discretamente solo di fronte ad una finestra, e gli occhiali erano assai modesti, ci voleva veramente un'ottima vista..mica poca cosa !! :wink:

Difatti utilizzavano come lente un'ampolla di vetro piena d'acqua. Ricordo che molti anni fa ho visto un orefice che usava un fiasco di vetro trasparente, quelli del vino ma ovviamente senza la paglia, e quando gli chiesi perchè non usava le lenti a visiera, mi disse che era abituato così sin dall'apprendistato. Quando uno è conservatore... :smile:
Giuseppe

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 7:11 
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Ci hai illuminato ancora una volta!
Grazie ::-bravo2
Ciao Fabry

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 8:32 
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Mai visto dal vivo un oggetto così incredibile. Ricordo d'averlo ammirato solamente in un documentario. Sempre grato all'immenso Giuseppe (+entusiasta) ::-bravo2 ::-maestro

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Vorrei che fosse oggi..in un attimo già domani..per iniziare per stravolgere tutti i miei piani...




per info e coupon sconto Montecristo Orologiko LIMITED EDITION scrivetemi a asiaazzurra@orologiko.it oppure whatsapp al 3343607743

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Re: L'orologio nel dito
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Sempre grazie Giuseppe ::-OK

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2019, 8:03 
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+entusiasta ha scritto:
Difatti utilizzavano come lente un'ampolla di vetro piena d'acqua. Ricordo che molti anni fa ho visto un orefice che usava un fiasco di vetro trasparente

Fantastico :o. Credevo di conoscere un po' di storia della tecnica, ma questa non l'avevo mai sentita.
Mi chiedo quali altri espedienti usassero nel loro lavoro; cose a cui noi, abituati alla tecnica moderna, non penseremmo mai.


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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2019, 12:03 
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Hebdomas ha scritto:
+entusiasta ha scritto:
Difatti utilizzavano come lente un'ampolla di vetro piena d'acqua. Ricordo che molti anni fa ho visto un orefice che usava un fiasco di vetro trasparente

Fantastico :o. Credevo di conoscere un po' di storia della tecnica, ma questa non l'avevo mai sentita.
Mi chiedo quali altri espedienti usassero nel loro lavoro; cose a cui noi, abituati alla tecnica moderna, non penseremmo mai.

In effetti di tecniche antiche, alternative a quelle moderne, ne esistono diverse:
il grasso di maiale (l'olio era più costoso) da inserire nel foro per agevolare la foratura a trapano;
l'urina umana per stabilizzare la doratura al mercurio sul metallo delle casse o sui coq;
la pelle essiccata di pescecane per levigare quando la carta vetrata non esisteva (da quì il nome dello squalo smeriglio)
... ne sistono moltissime, ma queste sono quelle che mi vengono in mente al momento.
Da qualche parte dovrei avere (sono molto disordinato) un elenco più ampio. Se lo trovo lo pubblico, è interessante anche se inutile dal punto di vista pratico, pur se alcune tecniche sono valide anche oggi (la bluitura delle lancette o delle viti).
Giuseppe

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2019, 13:53 
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+entusiasta ha scritto:
In effetti di tecniche antiche, alternative a quelle moderne, ne esistono diverse:
il grasso di maiale (l'olio era più costoso) da inserire nel foro per agevolare la foratura a trapano;
l'urina umana per stabilizzare la doratura al mercurio sul metallo delle casse o sui coq;
la pelle essiccata di pescecane per levigare quando la carta vetrata non esisteva (da quì il nome dello squalo smeriglio)

... ne sistono moltissime, ma queste sono quelle che mi vengono in mente al momento.
Da qualche parte dovrei avere (sono molto disordinato) un elenco più ampio. Se lo trovo lo pubblico, è interessante anche se inutile dal punto di vista pratico, pur se alcune tecniche sono valide anche oggi (la bluitura delle lancette o delle viti).
Giuseppe


:2thumbs: esatto caro Giuseppe :2thumbs:

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Re: L'orologio nel dito
MessaggioInviato: mercoledì 6 novembre 2019, 16:43 
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Grazie Giuseppe, anni fa mi è capitato di vederne uno a Furtwangen,
e sinceramente mi aveva colpito, solo che poi non ho avuto modo di approfondire.
Quindi ti ringrazio per quanto hai riportato, colmando una mia lacuna.

Ciao,
Emanuele


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