Fantastico!!! Ti invidio tantissimo, pezzo splendido e per di più di famiglia, merita una bella ricerca!!!
Trovato al volo, è il caso di dire, in rete, da altro Forum di appassionati (che dovrei citare per legge ma non so se posso...

)
Era uno strumento utilizzato ai tempi della II Guerra mondiale dal personale militare dei bombardieri; sarebbe servito per calcolare con precisione il momento giusto per lo sgangio delle bombe allo scopo di colpire un bersaglio.
Nonostante le grandi dimensioni, era utilizzato al polso, al di sopra delle tute, dal personale addetto al puntamento e allo sgancio delle mombe:)
Come si può notare dalle foto, si trattava di una sorta di cronografo monopulsante: sul quadrante, era riportata la scala del "tempo di caduta libera" della bomba; era presente una ghiera mobile nelle due direzioni, collegata ad un indice triangolare giallo; la lancetta, comandata dal pulsante in corona 2, ad ogni pressione dello stesso, avanzava, si fermava e tornava indietro non di scatto, ma compiendo un "conto alla rovescia". Il pulsante ad ore 2 determinava il fermo macchina.
"serviva ai bombardieri che effettuavano un doppio passaggio sul bersaglio, azionavano il timer per regolare il bombardamento sul secondo passaggio. L'azionamento di partenza, ritorno e azzeramento era tutto in corona, il pulsante ad ore 2 serviva solo per il fermo macchina. In avanti la lancetta fa un giro in 30 secondi mentre il ritorno è di 60 secondi. La scala interna in HM, serviva per calcolare la quota dell'aereo. Le lancette ed i numeri erano al fosforo per la lettura notturna"
Qui, Konrad Knirim ne parla in modo particolareggiato:
http://www.knirim.de/bombere.htmIl "cronografo a ritorno" veniva usato dall'equipaggio dei bombardieri e non era subacqueo.
La particolare costruzione che sovrasta la corona di carica, che funge anche da pulsante cronografico ( il pulsante ad ore 2 ha, invece, una azione di fermo macchina) è una leva ad azione rapida che consente di effettuare le operazioni di start, stop e countdown (conto alla rovescia e non azzeramento istantaneo), e può essere azionata, per la sua forma e le sue dimensioni dal pollice destro, persino se si indossano i guanti da aviatore, senza bisogno di guardare l'orologio (secondo alcuni studi di fiologia funzionale, il pollice, indipendentemente dalle altre dita, reagirebbe più velocemente agli impulsi nervosi provenienti dal cervello
“…Se dovessimo procedere a bombardare un bersaglio con un aeromobile capace di star fisso ad una determinata altezza, senza muoversi su un piano, ad esempio un elicottero, non avremmo particolari problemi a centrare l’obiettivo.
Con l’elicottero, verrebbe raggiunta la verticale al di sopra del bersaglio e, mentre questo è fermo a quella quota, 1000 m per esempio, si potrebbe sganciare la bomba che raggiungerà l’obiettivo tracciando una traiettoria verticale, fino allo scoppio.
(Per inciso, il tempo [che è indicato sul quadrante del “cronografo a ritorno] necessario al raggiungimento del bersaglio da parte della bomba, in condizioni ideali, tralasciando attrito dell’aria, densità e altro, è dato dalla formula:
tempo di caduta libera = t = √ [ 2 h / g ]
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Per un aeroplano, la questione è più complessa.
Bisogna tener conto che un ordigno rilasciato da un velivolo che si muove su un piano orizzontale ad una determinata altezza, non cade verticalmente, ma descrive una traiettoria a ramo di parabola, dovuta alla velocità iniziale Vo del velivolo stesso e che il punto di impatto sarà ad una distanza che dipende (nel vuoto, si badi bene) dalla quota del velivolo (= tempo di caduta fisso) e dalla suddetta velocità iniziale. Se la quota del velivolo è tale da comportare un tempo di caduta t=20 secondi e la Vo=100m/sec (360 km/h, che è una velocità credibile per un bombardiere dell'epoca), la bomba percorrerà, sull'asse orizzontale, una distanza d=Vo*t=2000m dal punto di rilascio a quello d'impatto, che è la stessa distanza percorsa dall'aereo, se questo mantiene una rotta rettilinea. E' per questo che un osservatore posto sull'aereo dovrebbe vedere una caduta perfettamente verticale della bomba (in realtà leggermente all'indietro, a causa dell'attrito dell'aria).
La approssimazione al problema reale può essere accresciuta da tabelle di tempi di caduta nell'aria, che prevedono varie quote e sono previste per più stati atmosferici (temperature e pressioni), prevedendo anche le correzioni dovute al variare della gravità secondo la latitudine.
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In ogni caso, se con un cronografo calcoliamo la durata reale della caduta parabolica (e non verticale) della bomba (ad esempio, 20 secondi da 1000 m di altezza , possiamo anticipare lo sgancio della bomba stessa proprio di 20 secondi, prima di passare sulla verticale del bersaglio.
Ma per anticipare lo sganciamento, è necessario disporre di un altro punto di riferimento, oltre al bersaglio, in modo da sapere che, in quel dato momento, per quella velocità dell’aereo e per quella altitudine, si è esattamente a 20 secondi di distanza dalla verticale del bersaglio (se l’aeroplano matiente costante velocità ed altitudine).
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Facendo il tragitto a ritroso, mantenendo costanti al sorvolo d'andata la quota e la velocità dell'aereo, la bomba verrà rilasciata sulla verticale corrispondente al primo scoppio e quindi, descrivendo un uguale e contraria traiettoria parabolica, colpirà il bersaglio.

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In pratica si procede così:
Primo sorvolo
Velocità dell’aeroplano: X km/h ed altezza Y/ m
1) al passaggio sul bersaglio (A), si fa partire il cronografo;
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2) al momento dello scoppio della bomba (B), che descrive una traiettoria a ramo di parabola, si calcola il tempo intercorso e, senza fermare il cronografo, viene segnato questo tempo utilizzando l’indicatore giallo triangolare collegato alla ghiera;
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3) al passaggio su un nuovo punto di riferimento sul terreno (C), si arresta il cronografo.
Secondo sorvolo
Si mantiene costante la velocità di X km/h ed altezza di Y/ m
1) al passaggio su (C), si inizia il conto alla rovescia;
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2) al passaggio su (B), indicato dal momento in cui la lancetta è precisamente sull’indicatore triangolare giallo, si sgancia la bomba;
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3) questa, con una traiettoria a ramo di parabola, colpirà il bersaglio (A)
Pertanto, indipendentemente dalla velocità e dall’altezza dell’aeroplano, purchè il secondo sorvolo venga eseguito alla stessa velocità ed altezza del primo, con questo strumento, sarà possibile calcolare facilmente l’attimo preciso per lo sgancio della bomba…”