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Parliamo dell' Omega Speedmaster !!
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MessaggioInviato: venerdì 17 aprile 2009, 9:06 
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Storia degli omega speedmaster dal 1957 fino ad ora...


2915-1, 2915-2 1957 primi 58' calibro 321, bracciale con questa ref.7912, quadrante "swiss made" con gioco sfere broad arrow, pulsanti del chrono piccoli da 4mm diametro, fondello con scritta speedmaster esterna.

2988-1, 2998-2, 2998-3, 2998-5, 2998-5, 2998-6 dal fine 1958 al 1960, calibro 321, bracciale con questa ref. 7912, quadrante "swiss made" con gioco sfere dauphine, pulsanti piccoli del chrono da 4mm diametro

105-002 prodotto solo nel 1961 per circa 4 mesi calibro 321 , bracciale per questo ref.7912, quadrante "swiss made" con gioco sfere dauphine e dritte a bastone, pulsanti del chrono da 4mm di diametro

105-003 prodotto dal 1962 ai primi del 65' bracciale per questo 1309, quadrante "t swiss made t" con gioco sfere dritte, pulsanti del chrono leggermente modificati da 5mm di diametro.

Alla fine del 1965 c'è una modifica apportata alla cassa, diventa sicuramente più mastodontica e sicura apportanto materiale alle coperture dei pulsanti e della corona, inoltre anche le anse diventano con una forma detta ad elica da 20mm, il bracciale per questa referenza è il 1309-1509 e 1039, i pulsanti del chrono diventano ancora più grandi da 6mm di diametro, il quadrante è "t swiss made t" con scritta professional in più (nelle altre referenze sopra indicate questa scritta ancora non c'era) gioco sfere per questo dritte, il calibro sempre 321 e la referenza per questo modello diventa 105012 o 022 prodotta fino al 68'...

Nel 1969 subentra un modello prodotto per solo questo anno con speciale fondello con scritte dritte sempre incise, referenza ST145-022, bracciale 1039 ancora con le ultime maglie ad elastico o già il blindato ref.1175 come poi le referenze successive , per questo il calibro cambia e non è più quello di prima con ruote a colonna 321 bensì a navette "861" assomigliante a quello dei nostri giorni "1861" il quadrante “t swiss made t” cambia, perchè il logo non è più applicato come quelli sopra indicati ma bensì stampato, la cassa rimarrà invariata come quella in produzione tutt’ora..

La 145022 sarà una referenza prodotta fino al 77’ (non con il logo particolare del 69) calibro 861 e fondello con scritte circolare e cavalluccio marino a rilievo, quadrante stampato “t swiss made t” bracciale ref.1175 blindato solamente, successivamente la referenza comincerà con il 345 fino a quella dei giorni nostri….

Volevo aggiungere che mi sono scordato 2 referenze per strada, appartengono sempre al calibro 321 ma con anse ad elica (cassa di produzione attuale) è la 145003 e 145012, questo allegato appunto è un 145012 ultimo in produzione con calibro 321 1968's, logo applicato nel quadrante, "t swiss made t" in basso, e appunto cambiamento della cassa....
Volevo precisare che il cambiamento della cassa c'è stato con la referenza 105012 1965's, anche se mi sono capitati 105012 con cassa di tipologia vecchia (anse dritte)
Insomma una cosa certa è che nel 1965 c'è stato questo RADICALE cambiamento della cassa.... Per questa cassa i pulsanti sono ancora più grandi di 0,5mm


P.S. comunque le ref. per i bracciali speedmaster sono le seguenti progressivamente:
7912, 1309, 1506, 1039, 1171, 1175, 1116, 1499 nuovi...

I primissimi modelli montavano anche un bracciale senza inscrizione della ref. riconoscibile dalla cassettina più piccola ed il logo omega alla fine della cassetta, aggiungerei che alcuni modelli dall'inizio degli anni sessanta (presumo dal 63) possano montare un bracciale 1506, ed alcuni modelli tra la fine del 1965 e l’inizio del 1968 (come il 105.003) hanno montato anche il raro 1035 o 1501 (persino visto con doppia iscrizione 1035-1501 ) la ref di bracciale 1039 non poteva essere montato sui 105.003 perchè in origine con terminale da 20 (spesso terminale 516) e quindi non adatto ai modelli ansa dritta da 19mm (in genere con terminale 6) .
Il discorso bracciali è piuttosto ampio ce ne sono molti altri, (1116, 1450, 1479, 1499 (1498) 1998 1447 First stage 1171, Mid term 1171, Later term 1171, 1171/1, Jubilee Type.

Donald K. Slayton, capo del Flight Crew Operations Directorate, preparò una lista di cronografi comprendente le seguenti marche: Elgin, Benrus, Hamilton. Mido, Luchin Piccard, Omega, Bulova, Rolex, Longines e Gruen. Tra queste, solo tre marche furono scelte per i test comparativi: Longines, Omega e Rolex (informazioni tratte da "A time capsule").

Per i primissimi test nel 1964 la NASA acquistò nel negozio di Corrigan's la ref 105.003
Tale ref fu quella che passò i primi mitici test nei quali lo Speedy venne scelto come orologio ufficiale.
La ref 105.003 venne utilizzata fino all'ultima missione Gemini ovvero la GT XII.
Per le missioni Apollo vennero utilizzati già Speedy con ref 105.012-

I tests della NASA negli anni '60.

A quei tempi, un solo orologio, dei tanti sottoposte a test, supero` le prove: lo Speedmaster con Cal 321.

L` aspetto piu` sorprendente della storia e` che Omega fu informata solo nell` aprile 1966 della missione nello spazio che lo Speedmaster era chiamato a compiere.

Alcuni cenni sulle prove :

Il 29 settembre 1964 il NASA-Manned Spacecraft Center, Gemini & Flight Support Procurement Office, Houston, Texas 77058 ordino` alla Norman M. Morris Corp., 375 Park Avenue, New York, la ditta che importa gli orologi Omega negli USA, dodici Speedmaster senza bracciale per sottoporli a" test e valutazione " ad 82,50 $ c.u.

Nel frattempo gli americani avevano definito con precisione la procedura di valutazione, stabilendo con meticolosa esattezza le varie fasi delle prove (Qualification Test Procedures, Wrist Watches, CF-55032, CF-55033, CF-55034):

-A: Ogni orologio deve essere caricato subito prima di ogni prova
-B: Nel corso dei test, e negli intervalli fra un test e l` altro, il cronografo deve funzionare senza interruzioni; prima e dopo ogni test, oppure ogni 2-6 ore, deve essere rimesso a zero.
-C: La precisione di marcia deve essere controllata prima e dopo ogni test, se possibile ogni ora durante i test, e ogni 2-6 ore negli intervalli tra un test e l`altro.
Prima di ogni fase di valutazione occorre:
- mettere in funzione il cronografo.
- identificare l`orologio,
- annotare l`ora ufficiale,
- prendere nota delle indicazioni fornite dall` orologio in esame (ore, minuti e secondi).
Durante il controllo di precisione col cronografo in funzione, non bisogna interrompere la misura del tempo ma invece :
- identificare l` orologio,
- annotare l`ora ufficiale,
- prendere nota dell`ora indicata dall`orologio in esame,
- registrare la scarto del cronografo.
Al termine di ogni prova bisogna interrompere la funzione cronografica. Occorre:
- identificare l`orologio,
- annotare l`ora ufficiale,
- prendere nota delle indicazioni fornite dall`orologio in esame (ore, minuti, secondi),
- registrare lo scarto del tempo cronometrato ( ore, minuti, secondi).

-D: Durante ogni prova della precisione di marcia occorre inoltre accertarsi che cassa, vetro, lancette e pulsanti, non abbiano subito nessun danno, e verificare se si e` formata dell` umidità` sotto il vetro. Ogni anomalia nelle condizioni dell` orologio deve essere registrata.

- E: Se l`orologio presenta uno dei seguenti difetti, sara` escluso dalle ulteriori prove:
-l`orologio si e` fermato e non riesce a rimettersi in moto,
-l`indicazione cronografica si e` bloccata e non riesce a mettersi in funzione,
-l`orologio si e` rimesso in moto, ma si ferma una seconda volta,
-il vetro si deforma o si spacca,
-si rompono l`albero di carica o il pulsante partenza arresto.

Superate le sopraelencate prove , gli orologi vengono poi sottoposti a ulteriori undici prove in totale.

1. CALDO
48 ore a una temperatura di 71 gradi C, poi 30 minuti a 93 gradi C. Durante questo test gli orologi sono sottoposti a una umidita` atmosferica non superiore al 15% e a un vuoto parziale di 5,5 Psi ( Pound per square inch, pari a 0,35 atm ).

2. FREDDO
4 ore a una temperatura di -18 gradi C.

3. VUOTO
Gli orologi, sottoposti a una pressione di 1,47x10-5 Psi (10-6 ATM), sono portati a una temperatura di 71 gradi C per la durata di 45 minuti, poi vengono esposti per altri 45 minuti alla temperatura di -18 gradi C, quindi nuovamente riportati a 71 gradi C per ulteriori 45 minuti. Questa procedura viene ripetuta complessivamente 15 volte.

4. UMIDITA`
240 ore complessive a temperature che oscillano da 20 a 71 gradi C, con umidita` del 95% almeno. Il vapore acqueo deve avere un pH compreso tra 6,5 e 7,5.

5. ATMOSFERA CARICA DI OSSIGENO
48 ore a una temperatura di 71 gradi C. ed una pressione di 0,35 ATM in O2 puro. La formazione di gas tossici, lo sprigionamento di odori acri o il danneggiamento dei giunti indicano che il test e` fallito.

6. PROVA D`URTO
6 urti di 40 g (ossia 40 volte la gravitazione), della durata di 11 millisecondi ciascuno, da 6 angolazioni diverse.

7. ACCELERAZIONE
Accelerazione lineare da 1 a 7,25 g in 333 secondi. Poi accelerazione costante di 16 g per la durata di 30 sec in linea laterale.

8. DECOMPRESSIONE
Pressione di 1,47 x10-5 Psi ( 10-6 atm ) per 90 minuti a una temperatura di 71 gradi C, e per 30 minuti a 93 gradi C.

9. SOVRAPRESSIONE
Pressione di 23,5 Psi (1,6 atm ) per la durata di un` ora.

10. VIBRAZIONI
Tre prove di 30 minuti ciascuna (laterale, orizzontale, verticale). La frequenza di oscillazione varia da 5 a 2000 Hz, l`accelerazione media per impulso non deve essere inferiore a 8,8 g.

11. RUMORE
130 decibel in un ambito di frequenza posto tra 40 e 10 000 Hz, per la durata di 30 minuti.

Il 01 marzo 1965 la NASA rese disponibili i risultati delle prove.

Soltanto lo Speedmaster aveva superato tutte le prove e fu' omologato dalla NASA al volo spaziale.

Da notare che i dirigenti della Omega di Bienne furono avvisati soltanto un anno dopo delle entusiasmanti performance fatte dalla loro creatura.

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Ultima modifica di shaft il venerdì 17 aprile 2009, 9:35, modificato 1 volta in totale.

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Il 2998 !!

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Il 2998 lollipop, con lancetta crono a lecca lecca !!

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I movimenti dello Speedmaster !!

Calibro 321: Cronografo carica manuale a 18.000 A/h (2.5 HZ), 17 rubini, diametro 27mm, spessore 6,74 mm, smistamento cronografia tramite ruota a colonne, incabloc, riserva di carica di circa 44 ore.

E' il capostipite dei calibri montati sullo Speedmaster, viene utilizzato infatti proprio nel primo modello di Speedmaster ck 2915 del 1957 (non ancora Professional e "chiaramente" non ancora Moonwatch).
Questo calibro deriva da un progetto degli anni 40 di Albert Piguet e Jaques Reymond sviluppato nell' ambito di una collaborazione tra Omega e Lemania, i risultati di questa collaborazione si concretizzano nel 1941/2 con il 27 CHRO C12 (27= mm di diametro, chro= abbreviazione di cronografo, c12= 12 ore) che in casa Lemania diventerà il calibro 2310 (e che sarà utilizzato , o farà da base, anche in altre maison) , nel 1949 questo calibro verrà rinominato , in Omega, come calibro 321.
Da notare che altra derivazione Omega di questo calibro è il 320 (27CHRO T1) che si differenzia per la mancanza del totalizzatore ore del cronografo.
La nascita di questo calibro sembra essere dovuta anche dall'esigenza di un movimento di dimensioni leggermente inferiori ( e di più facile incassaggio in orologi da polso) rispetto a quelli utilizzati antecedentemente in misure di 28.9mm, 33.3mm e 39mm (se avete letto l'inciso sopra è inutile aggiungere da dove prenda il nome il famoso e più anziano movimento cronografico omega 33.3)
Alcuni 321 hanno la l'incisione "ADJUSTED TWO 2 POSITIONS " inciso sul ponte, vista su un' esemplare CK2998 (del '59) e su di un'esemplare105.002 - 62

Calibro 861: Cronografo carica manuale a 21.600 A/h (3hz), 17 rubini (18 dal 1993) diametro 27mm, spessore 6,87 mm, smistamento della cronografia tramite navette (camme), incabloc, riserva di carica di circa 50 ore.

Questo calibro ha sostituito il 321 negli Speedmaster all'incirca dal mese di ottobre del 1968, le referenze di Moonwatch che hanno segnato il cambio sono la 145.012 (321) e la 145.022 (861).
E' stato sviluppato dalla Lemania dal 1965, ed in casa Lemania corrisponde alla referenze 1873 (più precisamente 187X con X data dalle varie derivazioni).
Le differenze sostanziali tra 321 e 861 sono:
1) Semplificazione del sistema di smistamento cronografico da ruota a colonne a navette
2) Incremento delle A/h da 18.000 a 21.600
3) Bilancere liscio e non più con viti di regolazione
4) Nuova spirale piana nell' 861
5) Diversa conformazione del ponte tra ruote crono, da una forma ad arco ad una trapezoidale
6) Spessore leggermente diverso

L'utilizzo del nuovo calibro se da un lato lascia trasparire una ricerca verso una maggiore affidabilità e precisione dall'altro mostra come l'evoluzione nel tempo dei movimenti è anche rivolta verso un economia di costruzione generale e probabilmente di riparazione.
Secondo da quale lato si vuole vedere può essere un'evoluzione o un'involuzione.

Altre derivazioni del calibro 861 montate sullo speedmaster sono:


863: 861 più rifinito (Côtes de Genéve ) e destinato a modelli con fondo a vista e per questo senza freno in delrin, dal 1980

864: 863 in una versione cronometro montata su modelli particolari tipo il BA 348.0052 in oro giallo 250 esemplari (1992 per il cinquantennale del 27 CHRO C12) e i modelli APOLLO XI 1969-1994 148.0062 (cinturino) ed il BC 3480062 (bracciale) in oro bianco (per il 25° anniversario dell'allunaggio)

866: versione con data e fasi lunari montato sul primo modelllo del 1985 ST 345.0809 2000 esemplari, e nel 1986 sul TI 345.0810 in titanio sulla falsa riga dello Speedmaster "teutonico" Mark v, anch'esso prodotto in 2000 esemplari

867: versione scheletrata (sembra da Armin Strom) dell' 861 montata sul BA 1450053 in oro giallo del 1992 e su una versione in platino per il 25° anniversario dell'allunaggio nel 1994

Da notare che il colore del movimento è per tutti oro rosa fino al 1992, oro giallo dal 1992 al 1996/7 e rodiato dal 1997 in poi con l'avvento del 1861 di cui parleremo tra poco.
Sempre piuttosto importante da rimarcare è l'utilizzo di un freno per la ruota dei secondi cronografici in delrin (materiale sintetico autolubrificante) per la ruota dei secondi cronografici che dovrebbe garantire una migliore durata ed affidabilità, vista però l'estetica oggettivamente "minorata" da questo freno, Omega ha deciso di non montarlo in nessuna referenza che avrebbe potuto montare un fondello a vista quindi i calibri 861L, 863, 864, 867, 1863, e 1866 sono certamente senza freno in delrin, il periodo in cui è Omega ha cominciato a montare il freno in delrin è piuttosto difficile da accertare con sicurezza , diciamo che è sicuro che i calibri 861 prima del 1975 non hanno il delrin, mentre i calibri 861 (e derivati, tranne le eccezione poc'anzi citate) dopo il 1980 hanno il delrin.
Aggiungo che ci sono altre versioni di 861 che in parte non sono state montate dallo speedmaster ed in parte non hanno un riscontro certo, per amor di completezza le cito:

860 (Lemania 1872): calibro base senza contatore ore crono (l'ho incontrato su alcuni crono seamaster con due contatori)
861L: versione Luxe dell'861 conosciuta anche come 863
861S: versione squelette dell'861 conosciuta anche come 867
862: 861 21 rubini
865: come 860, solo con 60s-counter (montato su alcuni chronostop)
910: come 861, gmt, 24h (montato sul Flightmaster ST145.013 )
911: come 861, gmt (montato sul Flightmaster ST145.036 )
920: come 860, solo con 60s-counter, data
930: come 860, data

Calibro 1861 : stesse caratteristiche tecniche dell' 861 tranne un rubino in più rispetto ai calibri 861 fino al 1992 (anno in cui anche l'861 riceve un rubino ulteriore)
E' il movimento attualmente utilizzato per versioni di Moonwatch con fondello chiuso tipo la classica ref 3570.00.00
la sostanziale modifiche modifica rispetto al precedente 861 sono la colorazione da che questa referenza diventa rodiata (oro bianco).
Le derivaziono seguono le referenze antecedenti senza l'uno iniziale.

1863: 863 rodiato

1866: ( Lemania 1884 "haute luxe" e disponibile in Lemania anche nella versione meno rifinita con la referenza 1883) 866 rodiato e senza freno in delrin visto che è stato montato sulla recente ref. 3876.50.00 fasi luna e data che ha un fondello a vista, a meno che, piuttosto improbabile, omega monti il freno in delrin sui modelli fasi luna e data con fondello chiuso (3575.30.00 3575.20.00 3689.30.31) chiamandolo sempre 1866

Altro discorso, che necessiterebbe di un'altro articolo apposito, riguarda alcuni Speedmaster manuali e automatici professional e non ma che non possono essere considerati dei Moonwatch , ad esempio i Mark, a titolo esemplificativo diciamo che i movimenti montati da questi modelli oltre a gli 861 sono gli automatici omega 1040/1 (il 1041 cronometro) derivanti dai Lemania 1340/1, sono dei movimenti per grandi linee simili ai calibri 861/1861 (ad esempio nello smistamento della cronografia a navette o per meglio dire "camma") ma dotati di automatismo di carica, ed i 1045 (Lemania 5100) che invece sono derivanti da un'altro tipo di movimento completamente diverso dai già citati.
Posso citare , senza approfondire ulteriormente, che attualmente Omega monta negli speedmaster reduced ed automatici altri calibri di provenienza Eta Valjoux e più precisamente:
1141: montato sul modello reduced (base eta + platina cronografica Dubois Dèpraz)
1152: montato sugli automatici date (base valjoux 7750)
1151: montato sugli automatici day-date (base valjoux 7751)
3303: montato sul Broad Arrow automatico (movimento sviluppato con Frederic Piguet e con alcune similitudini all'ottimo cal F.P. 1185)
3301: montato sullo versione "The legend" in 6000 esemplari (3303 meno rifinito)

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Alcune pubblicita' Omega !!

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E per finire ... Le lunette dello Speedmaster !!

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Un riepilogo interessante !!


1957 CK2915 321
primo modello denominato "Speedmaster", quadrante nero con simbolo "Omega" applicato, lancette "Balane" (ore a freccia), lunetta in acciaio con numeri incisi, cassa in acciaio simmetrica rotonda (diametro 39 mm.), fondello con inciso un cavalluccio marino ed il nome "Speedmaster".
1959 CK2998 321
pulsanti con "O" ring, lancette tipo "Alpha" e lunetta nera.
1962 ST105.002 321
uguale al precedente ma con referenza a sei cifre.
1963 ST105.003 321
lunetta ingrandita da 38,6 a 39,7 mm, lancette a bastone.
ST105.012 321
cassa asimmetrica diametro 42 mm a miglore protezione di corona e pulsanti cronografici; impermeabilità dei pulsanti migliorata grazie all' adozione di una membrana interna in caucciù.
1966 ST145.003 321
nuova referenza dell' ex ST 105.003.
ST145.012 321
nuova referenza dell' ex ST 105.012 e prima apparizione sul quadrante della denominazione "Professional".
1968 ST145.022 861
adozione del calibro a navette (o a camme) 21 600 A/h, quadrante piatto, simbolo "Omega" dipinto sul quadrante.
1969 BA145.022 861
Prima versione interamente in oro massiccio 18k, numerata da 1 a 1014; 39 esemplari (di cui i primi) vengono consegnati agli astronauti in attività tra il 1969 e 1972 con dedica personalizzata, ad esempio "Nr. 17 - Astronaut Neil A. Armstrong - Gemini 8 - Apollo 11" contornata dalla speciale incisione "To mark man's conquest of space with time' through time, on time".
1970 ST145.0022 861
Nuova referenza della 145.022
1973 ST145.022 861
Medaglione centrale "Speedmaster" stampato sul fondello.
1975 ST145.022 861
Versione speciale "Apollo-Soyuz " (500 esemplari).
1980 ST345.0808 863
Speedmaster Professional, versione speciale numerata (ma non limitata) con movimento rifinito in oro rosa, finiture a "Cotes de Geneve", cassa in acciaio, fondello in zaffiro ed incisione "First watch worn on the Moon - Apollo XI 1969 - N^ A xxxx".
1987 ST345.0022 861
Nuova referenza della 145.0022 in acciaio.
1989 ST145.022 861
Versione speciale per il 20° anniversario del primo allunaggio; carrure incisa in tre varianti:
- 001/250 Apollo XI 1969-1989 (per la Germania)
- 0001/2000 Apollo XI 1969 (per gli USA)
- Adollo XI 1969 (per il resto del mondo) - circa 4000 esemplari.
1991 ST145.0022 861
Versione speciale "MIR" per la germania (10 esemplari). Fondello inciso "90 days flight qualified - Spacelab MIR - Dec.90-Mar.91 - The first watch worn on the Moon".
1994 ST145.0062 861
Versione speciale per il 25^ anniversario del primo allunaggio: carrure incisa "Apollo XI 1969-1994", fondello inciso "Limited edition" e numerati 1/2500, acciaio e cuoio, PIC 3217.
1995 ST145.0022.105.1 861
Seconda edizione speciale "MIR", lanciata sul mercato in 35 esemplari (28 in acciaio, 7 in oro), in occasione del rendez-vous russo-americano tra navetta "Atlantis" e stazione orbitale "MIR" tra il 29 giugno ed il 3 luglio 1995;
1995 ST345.0022.103 861
1997 SS345.0022 861
1997 ST345.0022 861

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MessaggioInviato: venerdì 17 aprile 2009, 10:44 
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Esperto Collezionista Polso
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Iscritto il: sabato 22 marzo 2008, 10:52
Messaggi: 5583
Località: ROMA
Una lunetta rarissima, stampata nel 1969 con un errore. Quale ??
(senza considerare il quadrante in condizioni pietose) per una lunetta cosi' rara !!
Attendo risposta !! :D :D :D

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MessaggioInviato: venerdì 17 aprile 2009, 11:21 
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Orologiaio Indipendente
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Iscritto il: giovedì 24 aprile 2008, 9:42
Messaggi: 2893
Località: Prov di TO
l' errore è contenuto nella scala tachimetrica, dai 220 ai 225.....
il 220 dovrebbe essere il 200... il 225 tropo vicino
elementare caro Watson, elementare.... :grin:

comunque bravo Mario e grazie, topic da archivio IMHO.

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le mie foto:
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MessaggioInviato: venerdì 17 aprile 2009, 15:37 
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Orologiaio Indipendente
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Iscritto il: lunedì 18 febbraio 2008, 13:57
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Località: Napoli
Magajo ha scritto:
l' errore è contenuto nella scala tachimetrica, dai 220 ai 225.....
il 220 dovrebbe essere il 200... il 225 tropo vicino
elementare caro Watson, elementare.... :grin:


Diego mi ha battuto sul tempo... :sad:

Bella panoramica, Mario, complimenti!

Ma sono tutti tuoi? :o


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