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valutazione collezione n.o.s. box & p.
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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 16:20 
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Mi rivolgo a voi per avere una valutazione approssimativa per questo lotto di 30 pz completi si scatola originale cartellino e alcuno con certificato / graranzia , tempo fa ho visto alcuni topic sui medical e fry fry e ricordavo di averne comprati alcune scatole da un amico che aveva delle attivita' un Russia dopo qualche giorno di ricerca gli ho fimalmente ritrovati (almeno in parte ) e gradirei una vosta valutazione

Grazie Simone :grin:

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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 17:18 
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Nel tuo materiale ci sono quarzi e meccanici, alcuni con scarso mercato altri più richiesti.
Di queste produzioni ci sono divrese tipologie: prime, seconde e talvolta anche terze scelte.
Le prime scelte venivano indirizzate verso i mercati esteri "di pregio" (soprattutto europa occidentale) e venivano distribuite confezionate con eleganti scatole rosse, cinturini in pelle un po' rozzi ma di qualità accettabile, cartellino in plastica con marchio e paper stampato elegantemente.
Poi ci sono i pezzi per il mercato interno e per l'esportazione all'ingrosso in confezioni come quelle che ci mostri, generalmente seconde e terze scelte, con piccoli difetti nelle cromature, nella sagomatura cassa, quadranti non stampati perfettamente e, soprattutto, plexy montati male, assemblaggi un po' discutibili, movimenti facenti parte di lotti di produzione con qualche piccolo problema.
Normalmente i grossi stock destinati alle vendite "popolari" e all'ingrosso, non saprei spiegarmi meglio, erano formati da una piccola parte di prime scelte, il resto seconde e terze.
Questo non solo sugli Slava ma anche su Boctok, sembra molto meno o per niente sui Paketa, ma non ho conferme in tal senso.
Il collezionista attento, che cerca un NOS "perfetto" che valga la pena di essere messo in collezione, normalmente cerca di verificare il pezzo e coglie alcuni difetti tipici di questi stock che possono sfuggire ad un occhio non esperto, e normalmente non acquista questi pezzi.
Altri, meno esperti o semplicemte meno esigenti, li acquistano, spesso però senza sapere esattamente cosa stanno acquistando.
L'importante è sapere cosa si acquista e, di conseguenza, essere in grado di dare il giusto valore.

Il prezzo è piuttosto variabile, direi comunque che se sei intenzionato a vendere il prezzo minimo non dovrebbe essere inferiore ai 30-40 euro, poi dipende dalle condizioni estetiche degli stessi e da quelle del movimento.
Tieni anche conto che quanto hai mostrato in foto è la scatola del lotto di 10 pezzi non del singolo orologio.


Qui puoi vedere delle foto di alcuni dei miei pezzi di prima scelta che, avendoli come doppioni, ho tra l'altro messo in vendita nel mercatino del forum.

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Ultima modifica di Orologiko_Forum il sabato 4 luglio 2009, 17:50, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 17:49 
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Ma voi mi volete male... mettere così insieme tutti questi orologi di trenta e più anni fa, NUOVI... mi fa alzare la pressione (meno male che ce l'ho bassa!) :-D

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 18:13 
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ottobit ha scritto:
Nel tuo materiale ci sono quarzi e meccanici, alcuni con scarso mercato altri più richiesti.
Di queste produzioni ci sono divrese tipologie: prime, seconde e talvolta anche terze scelte.
Le prime scelte venivano indirizzate verso i mercati esteri "di pregio" (soprattutto europa occidentale) e venivano distribuite confezionate con eleganti scatole rosse, cinturini in pelle un po' rozzi ma di qualità accettabile, cartellino in plastica con marchio e paper stampato elegantemente.
Poi ci sono i pezzi per il mercato interno e per l'esportazione all'ingrosso in confezioni come quelle che ci mostri, generalmente seconde e terze scelte, con piccoli difetti nelle cromature, nella sagomatura cassa, quadranti non stampati perfettamente e, soprattutto, plexy montati male, assemblaggi un po' discutibili, movimenti facenti parte di lotti di produzione con qualche piccolo problema.
Normalmente i grossi stock destinati alle vendite "popolari" e all'ingrosso, non saprei spiegarmi meglio, erano formati da una piccola parte di prime scelte, il resto seconde e terze.
Questo non solo sugli Slava ma anche su Boctok, sembra molto meno o per niente sui Paketa, ma non ho conferme in tal senso.
Il collezionista attento, che cerca un NOS "perfetto" che valga la pena di essere messo in collezione, normalmente cerca di verificare il pezzo e coglie alcuni difetti tipici di questi stock che possono sfuggire ad un occhio non esperto, e normalmente non acquista questi pezzi.
Altri, meno esperti o semplicemte meno esigenti, li acquistano, spesso però senza sapere esattamente cosa stanno acquistando.
L'importante è sapere cosa si acquista e, di conseguenza, essere in grado di dare il giusto valore.

Il prezzo è piuttosto variabile, direi comunque che se sei intenzionato a vendere il prezzo minimo non dovrebbe essere inferiore ai 30-40 euro, poi dipende dalle condizioni estetiche degli stessi e da quelle del movimento.
Tieni anche conto che quanto hai mostrato in foto è la scatola del lotto di 10 pezzi non del singolo orologio.


Qui puoi vedere delle foto di alcuni dei miei pezzi di prima scelta che, avendoli come doppioni, ho tra l'altro messo in vendita nel mercatino del forum.



Grazie 1000 per la spiegazione e valutazione + che esaustiva !!!! come dicevo , le scatole arrivano direttamente dalla Russia portate come bagaglio quindi anche per motivi di spazio probabilmente sono stati acquistati in questa "versione". le condizioni esetetiche sembrano ottime , senza graffi o difetti nelle cromature , e da quel che ho potuto capire i piu ricercati darebbero quelli che voi sussofili chiamete fry fry ....

Questo ad esempio che valutazione potrebbe avere ??

Simone

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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 20:40 
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Simone, francamente, da russofilo, non ho mai chiamato fri-fri nessun orologio , :o non credo che tu abbia trovato questo termine in questo forum, quindi non so a quale tipologia di orologi ti riferisci. :-o

In ogni caso direi che i tuoi pezzi appartengono alla categoria seconda-terza scelta, quindi la valutazione può essere quella già comunicata nel post precedente così come tutte le considerazioni fatte dal punta di vista dell'interesse collezionistico.

Personalmente non acquisto e non acquisterei orologi come questi provenienti da questi stock, per le ragioni che ti ho esposto, ma ci sono tanti collezionisti, meno esigenti e soprattutto meno informati, che saranno sicuramente interessati.
Credo però che sarebbe corretto informarli delle eventuali anomalie che potrebbero eventualmente riscontrare nell'estetica e soprattutto nel movimento.
Sono certo che, se questo è il tuo desiderio, non avrai difficoltà a venderli.
Ti consiglio però di NON svenderli. :D


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 22:34 
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Ma per il mercato interno tenevano solo le "ciofeche"?
:-o

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 23:58 
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ottobit ha scritto:
Simone, francamente, da russofilo, non ho mai chiamato fri-fri nessun orologio , :o non credo che tu abbia trovato questo termine in questo forum, quindi non so a quale tipologia di orologi ti riferisci. :-o

In ogni caso direi che i tuoi pezzi appartengono alla categoria seconda-terza scelta, quindi la valutazione può essere quella già comunicata nel post precedente così come tutte le considerazioni fatte dal punta di vista dell'interesse collezionistico.

Personalmente non acquisto e non acquisterei orologi come questi provenienti da questi stock, per le ragioni che ti ho esposto, ma ci sono tanti collezionisti, meno esigenti e soprattutto meno informati, che saranno sicuramente interessati.
Credo però che sarebbe corretto informarli delle eventuali anomalie che potrebbero eventualmente riscontrare nell'estetica e soprattutto nel movimento.
Sono certo che, se questo è il tuo desiderio, non avrai difficoltà a venderli.
Ti consiglio però di NON svenderli. :D


Come da titolo mi interessava una valutazione di massima ( che per altro mi hai ben chiarito) sinceramente non mi balena l'dea di venderli , ma collezionando altri tipi di orologi non si sa mai..... sicuramente se devessi farlo li guarderei prima, ed indicherei eventuali difetti.

Da quello che ho letto ingiro alcuni chiamano fri fri quelli con il quadrante "california" poi che sia giusto o meno non lo so in fatto di russi sono totalmente ignorante !!

Grazie ancora Simone

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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 5:44 
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mat939 ha scritto:
Ma per il mercato interno tenevano solo le "ciofeche"?
:-o

Ciao
Mattia


Assolutamente no, ma la produzione era enorme, a dir poco, e gli scarti di produzione, per principio e ideologia, non dovevano esistere. :roll:
Così per garantirsi l'immagine migliore, le prime scelte delle produzioni erano principalmente (ma non esclusivamente) per i mercati esteri "privilegiati", le altre per il mercato interno e per gli stock "popolari" da vendersi in casa e all'estero.
La ricetta per questi stock, come detto, era mettere insieme qualche pezzo di prima scelta e il resto seconde e terze.
Ho anch'io acquistato a suo tempo, per inesperienza, delle seconde e terze scelte, con difetti all'origine non sempre evidentissimi all'acquisto ma rivelatisi col tempo, e francamente anche con un certo fastidio da parte mia.
Ad esempio, movimenti assemblati male con bilancieri che inevitabilmente andavano poi sostituiti, ruotismi con denti tagliati in maniera poco riuscita, ponti malfermi, dimenticanza di rubini, molle datario "scariche" che non fanno scattare la data e molte altre amenità del genere le cui conseguenze sono facili da immaginare e che creano problemi a chi non è in gradi di fare da sè o ha difficoltà (problema comune per noi russofili) a trovare ricambi validi.
Così come difetti estetici del tipo cromatura incompleta o di spessore non uniforme, piedini del quadrante saldati in modo sbagliato e quindi quadranti storti e che non coincidono con finestrella datario, sfere mal verniciate, corone stampate male, quadranti che si crepano o si scoloriscono, quadranti sbavati, mancanza di viti di fissaggio, rotori non avvitati, etc.

Normalmente, buona parte della migliore produzione (in tutti i settori), veniva evidenziata con una sorta di marchio di qualità, attenzione che non su tutti gli orologi lo troviamo, il che non vuole assolutamente dire che siano di scarto.

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Qui maggiori informazioni sul marchio di qualità: http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=4245

Ricordo che fino all'anno scorso sulla baya c'era un venditore tedesco, noto per il fondo azzurro delle sue foto e per trasformare in oro tutto quello che metteva in vendita, che aveva in casa uno stock enorme di scelte miste.
Molto correttamente, da venditore esperto, mise in vendita inizialmente le prime scelte, poco dopo iniziò con le scelte successive.
L'occhio attento era in grado di individuare dalle sue foto di discreta qualità i pezzi validi da quelli di scarto, infatti le aste finivano sempre verso l'alto (anche altissimo!) per quelli migliori e decisamente verso il basso per le scelte secondarie.

Occhio quindi a cosa si acquista e a dare il giusto valore sapendo, magari, che non trattandosi di prime scelte potrebbero avere o dare problemi, anche difficilmente risolvibili, e non essere particolarmente interessanti come valore collezionistico.

Ovviamente tutto questo a puro titolo di informazione e proveniente da un collezionista, il sottoscritto, molto attento al tipo di NOS che acquista e in generale a ciò che mette in collezione e al polso.
Quindi da prendere assolutamente come IMHO. :D


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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 5:52 
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tudor7206 ha scritto:
Come da titolo mi interessava una valutazione di massima ( che per altro mi hai ben chiarito) sinceramente non mi balena l'dea di venderli , ma collezionando altri tipi di orologi non si sa mai..... sicuramente se devessi farlo li guarderei prima, ed indicherei eventuali difetti.

Da quello che ho letto ingiro alcuni chiamano fri fri quelli con il quadrante "california" poi che sia giusto o meno non lo so in fatto di russi sono totalmente ignorante !!

Grazie ancora Simone


Grazie a te Simone e sempre benvenuto in questa sezione. :D
Ho capito quale intendi ed è fra i più richiesti dai collezionisti fra quelli in tuo possesso, direi che la valutazione dei tuoi (possibili seconde-terze scelte) può essere sui 40 euro.

Normalmente questi stock come il tuo venivano completati con degli Slava Medical con movimento difettoso (se non ricordo male il problema era nei bilancieri, una grossa partita malriuscita che tendeva a deteriorarsi dopo un uso limitato di qualche settimana e/o nei ruotismi assemblati in modo approssimativo) o datario la cui molla si spezzava in breve tempo.
Se il tuo stock comprende anche questi ultimi allora fa sicuramente parte di quelli di cui parlo: stock con scelte assortite e, ahimè, spesso scadenti. :-(


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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 10:38 
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Grazie Paolo della esauriente spiegazione... ero completamente all'oscuro di tutto ciò :(

Fa molto piacere che tu voglia mettere le tue conoscenze sull'orologeria russa a disposizione di tutti! :grin:

Cercherò di studiare :-D

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 11:30 
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ottobit ha scritto:
mat939 ha scritto:
Ma per il mercato interno tenevano solo le "ciofeche"?
:-o

Ciao
Mattia


Assolutamente no, ma la produzione era enorme, a dir poco, e gli scarti di produzione, per principio e ideologia, non dovevano esistere. :roll:
Così per garantirsi l'immagine migliore, le prime scelte delle produzioni erano principalmente (ma non esclusivamente) per i mercati esteri "privilegiati", le altre per il mercato interno e per gli stock "popolari" da vendersi in casa e all'estero.
La ricetta per questi stock, come detto, era mettere insieme qualche pezzo di prima scelta e il resto seconde e terze.
Ho anch'io acquistato a suo tempo, per inesperienza, delle seconde e terze scelte, con difetti all'origine non sempre evidentissimi all'acquisto ma rivelatisi col tempo, e francamente anche con un certo fastidio da parte mia.
Ad esempio, movimenti assemblati male con bilancieri che inevitabilmente andavano poi sostituiti, ruotismi con denti tagliati in maniera poco riuscita, ponti malfermi, dimenticanza di rubini, molle datario "scariche" che non fanno scattare la data e molte altre amenità del genere le cui conseguenze sono facili da immaginare e che creano problemi a chi non è in gradi di fare da sè o ha difficoltà (problema comune per noi russofili) a trovare ricambi validi.
Così come difetti estetici del tipo cromatura incompleta o di spessore non uniforme, piedini del quadrante saldati in modo sbagliato e quindi quadranti storti e che non coincidono con finestrella datario, sfere mal verniciate, corone stampate male, quadranti che si crepano o si scoloriscono, quadranti sbavati, mancanza di viti di fissaggio, rotori non avvitati, etc.

Normalmente, buona parte della migliore produzione (in tutti i settori), veniva evidenziata con una sorta di marchio di qualità, attenzione che non su tutti gli orologi lo troviamo, il che non vuole assolutamente dire che siano di scarto.

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Qui maggiori informazioni sul marchio di qualità: http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=4245

Ricordo che fino all'anno scorso sulla baya c'era un venditore tedesco, noto per il fondo azzurro delle sue foto e per trasformare in oro tutto quello che metteva in vendita, che aveva in casa uno stock enorme di scelte miste.
Molto correttamente, da venditore esperto, mise in vendita inizialmente le prime scelte, poco dopo iniziò con le scelte successive.
L'occhio attento era in grado di individuare dalle sue foto di discreta qualità i pezzi validi da quelli di scarto, infatti le aste finivano sempre verso l'alto (anche altissimo!) per quelli migliori e decisamente verso il basso per le scelte secondarie.

Occhio quindi a cosa si acquista e a dare il giusto valore sapendo, magari, che non trattandosi di prime scelte potrebbero avere o dare problemi, anche difficilmente risolvibili, e non essere particolarmente interessanti come valore collezionistico.

Ovviamente tutto questo a puro titolo di informazione e proveniente da un collezionista, il sottoscritto, molto attento al tipo di NOS che acquista e in generale a ciò che mette in collezione e al polso.
Quindi da prendere assolutamente come IMHO. :D


Questo e' il marchio posto solo su i beni di esportazione quindi non si trova su quelli prodotti per il mercato russo , la qualita' non centra nulla e' solo relativo alle norme di esportazine doganale e di sicurezza tipo il nonstro marchio cee

Simone

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tudor7206 ha scritto:
Questo e' il marchio posto solo su i beni di esportazione quindi non si trova su quelli prodotti per il mercato russo , la qualita' non centra nulla e' solo relativo alle norme di esportazine doganale e di sicurezza tipo il nonstro marchio cee

Simone


Infatti non ho detto che li troviamo per i prodotti da distribuire all'interno del mercato russo, perchè non ho nessuna documentazione in merito, so però con certezza che garantiva anche una (pseudo) qualità nella produzione e il raggiungimento di uno standard qualitativo interno all'unione sovietica che si rifletteva sul prodotto stesso e sull'affidabilità della fabbrica produttrice.
Lo affermo perchè c'è documentazione in merito a questo (pseudo) sistema qualità un po', sebbene alla lontana, assimilabile alle certificazioni di qualità del processo produttivo (ISO) a noi oggi ben note, che non significano che il prodotto è migliore di altri ma che il processo produttivo segue determinati standard (ISO) certificabili e certificati con ricadute anche sul prodotto stesso.
L'ho definito pseudo sistema di qualità perchè una vera e propria certificazione di qualità non è mai stata attuata in era sovietica, piuttosto può essere ritenuto indice del raggiungimento di uno standard nella produzione con ricadute sulla produzione stessa.
Non dimentichiamo che parliamo di uno stato con economia pianificata dove quindi la qualità non può essere misurata con gli stessi parametri dei paesi ad economia di mercato (impossibilità di stabilire un prezzo di produzione, mancanza di parametri atti a formare un prezzo di mercato, etc.).
Ma la cosa si fa piuttosto lunga e dovremo entrare in logiche e concetti di mercato forse un po' troppo lontani dall'orologeria. :D


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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 14:20 
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mat939 ha scritto:
Grazie Paolo della esauriente spiegazione... ero completamente all'oscuro di tutto ciò :(

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Cercherò di studiare :-D

Ciao
Mattia


Mattia, io sono un semplice appassionato come te e come tali amiamo condividere con altri le nostre esperienze, conoscenze e, perchè no?, errori.
Su questi aspetti ho studiato poco perchè, ed è un mio grande cruccio, sull'orolgeria sovietica poco è stato scritto.
Quanto scrivo, anche a rischio di apparire saccente, è frutto prevalentemente di esperienze vissute nei bei tempi lontani.
Ho avuto la fortuna, fin da ragazzo, di viaggiare a lungo e in diverse occasioni e ruoli in Unione Sovietica.
All'inizio erano i viaggi "culturali" del partito, occasioni più ludiche che culturali, un po' da sana sagra di paese, che però ti avvicinavano alla conoscenza di un altro mondo.
Lo svantaggio era che questi scambi erano piuttosto edulcorati e che le realtà che potevi visitare con tanto di guide ufficiali (obbligatorie!) mostravano persone, situazioni e luoghi non proprio e sempre verosimili.
In quelle occasioni ho avuto modo di visitare molte espressioni del sistema produttivo sovietico tra cui diverse aziende impegnate nell'orologeria, orgoglio della produzione cccp e, seppur con alcune verità nascoste, ho avuto modo di imparare parecchie cose che magari racconto qui sul forum (a parte qualche piccolo scherzetto innocente che ogni tanto mi piace fare -grazie a voi che fingete di stare al gioco e non mi spernacchiate da subito- come il legame fra numero di serie e identità dell'operaia assemblatrice...) oltre all'andare un po' oltre, con la complicità del mio essere ficcanaso in queste occasioni.
Quindi ficcanasare avendo rapporti diretti con operai e burocrati e scoprire aspetti che volutamente venivano nascosti a noi "compagni" occidentali.
Sono state, invece, estremamente più utili e istruttive quelle che possiamo chiamare "missioni di partito", ben diverse dai viaggi culturali, dove una mia veste più "istituzionale" mi ha permesso di avere rapporti più diretti e una introduzione abbastanza profonda nelle dinamiche produttive.
In queste occasioni ho immagazzinato informazioni, conoscenze, contatti, amicizie che poi mi sono state, e mi sono ancora, utili per quella che è una mia grande passione.

Siete rimasti svegli fin qui? Bene, caffè pagato! :D


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MessaggioInviato: domenica 5 luglio 2009, 20:34 
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Mattia


Mattia, io sono un semplice appassionato come te e come tali amiamo condividere con altri le nostre esperienze, conoscenze e, perchè no?, errori.
Su questi aspetti ho studiato poco perchè, ed è un mio grande cruccio, sull'orolgeria sovietica poco è stato scritto.
Quanto scrivo, anche a rischio di apparire saccente, è frutto prevalentemente di esperienze vissute nei bei tempi lontani.
Ho avuto la fortuna, fin da ragazzo, di viaggiare a lungo e in diverse occasioni e ruoli in Unione Sovietica.
All'inizio erano i viaggi "culturali" del partito, occasioni più ludiche che culturali, un po' da sana sagra di paese, che però ti avvicinavano alla conoscenza di un altro mondo.
Lo svantaggio era che questi scambi erano piuttosto edulcorati e che le realtà che potevi visitare con tanto di guide ufficiali (obbligatorie!) mostravano persone, situazioni e luoghi non proprio e sempre verosimili.
In quelle occasioni ho avuto modo di visitare molte espressioni del sistema produttivo sovietico tra cui diverse aziende impegnate nell'orologeria, orgoglio della produzione cccp e, seppur con alcune verità nascoste, ho avuto modo di imparare parecchie cose che magari racconto qui sul forum (a parte qualche piccolo scherzetto innocente che ogni tanto mi piace fare -grazie a voi che fingete di stare al gioco e non mi spernacchiate da subito- come il legame fra numero di serie e identità dell'operaia assemblatrice...) oltre all'andare un po' oltre, con la complicità del mio essere ficcanaso in queste occasioni.
Quindi ficcanasare avendo rapporti diretti con operai e burocrati e scoprire aspetti che volutamente venivano nascosti a noi "compagni" occidentali.
Sono state, invece, estremamente più utili e istruttive quelle che possiamo chiamare "missioni di partito", ben diverse dai viaggi culturali, dove una mia veste più "istituzionale" mi ha permesso di avere rapporti più diretti e una introduzione abbastanza profonda nelle dinamiche produttive.
In queste occasioni ho immagazzinato informazioni, conoscenze, contatti, amicizie che poi mi sono state, e mi sono ancora, utili per quella che è una mia grande passione.

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Vai tranquillo... non mi addormento! Tutto molto interessante :-D
Per il caffè... quando vuoi... però pago io! :D

Ciao
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