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Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 22:58 
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A luglio saranno 50 anni che l’uomo ha fatto i primi passi sulla luna. Se c’è un oggetto che nell’immaginario rappresenta questi primi passi, quello è sicuramente il cronografo Omega Speedmaster Professional.
Poiché molto è stato detto anche in questo forum, non voglio ripetere informazioni note, pertanto vi invito a leggere il fantastico e completo thread di Shaft viewtopic.php?f=133&t=5614 per tutte le notizie da collezionista, come la successione corretta delle referenze, bracciali corrispondenti, lunette, sfere ecc. Quello che vorrei raccontare qui invece è come questo cronografo è diventato leggenda. Si tratterà di una serie di interventi che spero potranno portare un po' di luce e curiosità in tutti.

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Mauro

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 22:59 
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Parte 1 – La nascita di un mito

Nel 1957 vede la luce un progetto di Pierre Moinat, responsabile creativo di Omega. L’idea è quella di creare un cronografo da lavoro robusto con un quadrante facilmente leggibile. Il nome Speedmaster evoca corse di auto e velocità, e infatti quello era il campo per il quale questo “Tool Watch” era pensato, ed il suo quadrante nero con contatori dotati di luminescienza al trizio ricordavano proprio gli strumenti delle auto. La lunetta era dotata di scala tachimetrica incisa, una novità per l’epoca, la cassa, dotata di fondello con chiusura a vite, pulsanti a pompa era disegnata da Claude Baillod. Il movimento, un 27 CHRO C12 di Lemania (già in produzione dal 1942) era stato progettato da Albert Piguet. Il primo prototipo fu realizzato da Georges Hartmann. La prima referenza, la nr. 2915-1 era caratterizzata dalle sfere cromate tipo broad arrow e dal bracciale Ref.7077. Dopo 2 anni Omega sostituisce le sfere broad arrow con un modello detto alpha (o Dauphine) dando vita alla referenza ck 2998, che è dotata di bracciale ref. 7912. È questa la referenza che al polso di Walter Schirra volerà per la prima volta nello spazio.

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 23:01 
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Parte 2 – T più 20

Walter “Wally” Schirra era stato selezionato per volare nel primo programma spaziale statunitense con equipaggi umani: il programma “Mercury”. All’inizio del 1962, insieme al collega Gordon Cooper, anch’egli selezionato per il medesimo programma spaziale, decisero di acquistare personalmente, in un’orologeria di Houston un paio di Omega Speedmaster da indossare durante il volo. La referenza acquistata fu, come detto, la CK 2998, che Wally indossò nella missione Mercury-Atlas 8, denominata Sigma 7. Sigma è il simbolo della sommatoria in matematica, scelto per indicare lo scopo ingegneristico della missione nel corso della quale Schirra avrebbe dovuto compiere 6 orbite attorno alla terra. Il doppio delle missioni precedenti. Il 7 indicava il numero degli astronauti selezionati per il progetto. Il 3 ottobre 1962, alle ore 12:15:12 UTC, Sigma 7 decollava dal sito di lancio di Cape Canaveral e con essa il primo Omega Speedmaster nello spazio, al polso di Wally Schirra. Nella missione successiva, Mercury-Atlas 9, denominata Faith 7, anche Gordon Cooper volò con il suo Speedmaster, ma portò con se anche un Bulova Accutron (cfr. a riguardo l’intervista di Chuck Maddox con Walter Schirra del 16 febbraio 2007), nell’occasione Cooper utilizzò il suo Speedmaster per sincronizzare i retrorazzi per il rientro non fidandosi dell’orologio di bordo (cfr. citata intervista).
Durante il periodo di addestramento Schirra affidò l’orologio alle cure degli orologiai della Pan American Airlines, che custodiva tutte le attrezzature tecniche a Cape Canaveral. Le regolazioni effettuate furono così efficaci da rendere il cronografo precisissimo. Schirra racconterà di essersene vantato con il controllo missione della NASA, così l’amministrazione seppe dell’orologio e della sua affidabilità.
C’era un terzo Speedmaster CK2998 nel programma Mercury ed era quello al polso di Deke Slayton. Slayton e Schirra avevano acquistato lo stesso orologio in quanto Schirra doveva essere il backup di Slayton nella missione Mercury-Atlas 7 (Aurora 7) e pertanto ritenevano opportuno poterli standardizzare. Slayton si ammalò e fu sostituito da Scott Carpenter (e non dal suo backup) nella missione, così Schirra volò su Sigma 7 con Deke Slayton in controllo missione.
Schirra spiegherà nel 2007 a Chuck Maddox che non era previsto uno specifico addestramento per l’uso dei cronografi, del resto erano tutti stati piloti militari e quindi avevano una certa dimestichezza con lo strumento. Il punto fondamentale era posizionare i secondi cronografici a T più 20, ossia bloccare prima della partenza il crono a 20 secondi. Questo accorgimento era effettuato poiché con tutte le manovre da effettuare al momento del lancio era impossibile sincronizzare il proprio cronografo con il tempo di volo T, ma 20 secondi dopo il lancio c’era più calma e la possibilità di effettuare la sincronizzazione. Il tempo di volo era una grandezza importantissima, l’errore di 1 secondo nell’accensione dei razzi di rientro, poteva comportare un errore di 5 miglia nautiche nella posizione di ammaraggio.

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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Parte 3 – Un cronografo standard

La Nasa ritenne a questo punto fosse giunto il momento di standardizzare l’equipaggiamento degli astronauti per le future missioni Gemini e Apollo. A capo del team creato per valutare l’equipaggiamento che era stato delle missioni Mercury fu posto l’ingegner James Jim Ragan, già responsabile dei test per gli equipaggiamenti della Marina statunitense ed in particolare del Sea Lab.
Ragan propose di richiedere a 10 manifatture di proporre degli orologi da polso per essere sottoposti a test. La leggenda che la Nasa comprò in incognito gli orologi dall’orologeria Corrigan’s di Houston è priva di fondamento. Il 21 settembre 1964 Deke Slayton, diventato nel frattempo direttore operazioni Nasa, scrisse un memorandum, nel quale indicava come fosse necessario che l’orologio fosse un cronografo. Possiamo vedere nella foto che segue l’ordine Nasa per degli orologi Omega da sottoporre a test datato 5 ottobre 1964 (il documento è stato mostrato dal responsabile del museo Omega di Bienne Petros Protopapas nel corso di un incontro pubblico). Delle 10 manifatture, sia svizzere che statunitensi, ne risposero solo 4:
Omega, Rolex, Longines-Wittnauer e Elgin. Quest’ultima propose un cronometro da tasca e fu subito squalificata. Rimasero in gara le 3 case svizzere.
Omega propose un ST 105.003 che era la referenza in produzione al momento, Rolex presentò la referenza 6238 calibro Valjoux 72 e Wittnauer presentò la referenza 235 T anch’essa calibro Valjoux 72.

Segue…


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Commento file: Ordine orologi Omega Speedmaster (Fonte Nasa)
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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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::-bravo2 ottimo suggerimento, chissà se Mario aggiunge una perla delle sue :2thumbs:

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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Mi hai chiamato Attilio ?

Cassai Omega. Forse puo' interessare. :o

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LL = Louis Lang
GRSA = Georges Ruedin
Piquerez (con marchio un casco da palombaro)
CRS = Charles Reneè Spielman
SC = ??? steel case


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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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Sei un Mito caro Mario :2thumbs:

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 12:42 
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attila ha scritto:
Sei un Mito caro Mario :2thumbs:


Stolto quel discepolo che non supera il suo maestro. Grazie Capo !! :2thumbs:

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 13:16 
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shaft ha scritto:
Mi hai chiamato Attilio ?

Cassai Omega. Forse puo' interessare. :o

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SC = ??? steel case



Grazie Mario, se non sbaglio la cassa di Armstrong era una CB vero? Cosa mi dici delle casse prodotte dalla Star Watch Case Company negli Stati Uniti affinché gli orologi degli astronauti potessero rispettare la normativa "Buy American Act"?
Se interessa, proseguo nei prossimi giorni con la storia....

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 14:06 
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Continua, è tutto molto interessante. Ciao

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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 14:17 
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Io sono in religioso silenzio...questo 3D sarà da mettere tutto in un solo post e sottochiave. È stupendo!

Continua ti prego Mauro!

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Vorrei che fosse oggi..in un attimo già domani..per iniziare per stravolgere tutti i miei piani...


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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
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Parte 4 – La posizione di Bulova

Facciamo un passo indietro. Era chiaro fin dal programma Mercury che l’esposizione mediatica degli eventi fosse un forte richiamo sia per un pubblico vasto, sia per il mai abbastanza declamato orgoglio americano. In tutto questo impegno industriale e tecnologico non poteva mancare l’industria orologiera americana. Nell’estate del 1963 il Generale Bradley, Presidente della Bulova, aveva iniziato un’opera di lobbying presso il Senato statunitense allo scopo di accreditare la manifattura per le forniture necessarie all’industria spaziale, sia di strumentazione di bordo che, evidentemente, di orologi. Quella che vedete di seguito è il memorandum redatto dall’Amministratore della NASA James E Webb nell’agosto del 1963 e inerente un suo incontro con il Generale Bradley, nel quale si parlò di una riunione di una commissione per il contributo dell’industria orologiera americana nell’industria della difesa e arospaziale. Webb si annota di mandare un partecipante alla riunione ma di mantenere una posizione prudente, non diversa da altre agenzie più coinvolte nel problema.
Perché quindi Bulova non partecipò alla gara? Bulova non produceva un cronografo di manifattura all’epoca, ma questo valeva anche per Rolex e per Wittnauer-Longines. È vero che all’epoca tutto veniva redatto per lettera e quindi era necessario un certo tempo, è anche vero che determinate richieste potrebbero essere andate perse, ma di 10 manifatture solo 4 erano interessate? E poi la Nasa era al corrente da almeno un anno dell’enorme interesse di Bulova, interesse che come vedremo nel prosieguo non si affievolirà negli anni.

Segue…


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Commento file: Memorandum riunione Bulova (Fonte Nasa)
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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: venerdì 15 febbraio 2019, 23:29 
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Parte 5 – La gara

Ma quali erano le richieste Nasa per una fornitura di orologi per i programmi Gemini e Apollo? L’ingegner James Ragan fissò l’asticella molto in alto. Gli orologi, del resto, sarebbero stati esposti durante le EVAs (Extra Vehicular Activities) le attività esterne ai veicoli spaziali, a sbalzi termici dell’ordine dei 150 gradi celsius. Ragan richiese che gli orologi conseguissero una precisione di 5 secondi ogni 24 ore, preferibilmente non meno di +/- 2 secondi ogni 24 ore. Gli orologi dovevano essere dei cronografi, facilmente leggibili e antimagnetici. Quello che segue è il capitolato di fornitura messo a punto dalla Nasa:


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Commento file: Capitolato di fornitura (Fonte Nasa)
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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: sabato 16 febbraio 2019, 0:18 
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Parte 6 – I tests

I tests ideati da Ragan furono una vera e propria tortura per gli orologi. Venne ideato il “Qualification Test Procedure Wrist Watches CF-55032, CF-55033, CF 55034” (I codici indicavano: CF-55032: Wittnauer-Longines, CF-55033: Omega, CF-55034: Rolex), che comprendeva 11 prove:
1 Alta temperatura: 70° per 48 ore, quindi 93° per 30 minuti nel vuoto parziale;
2 Bassa temperatura: -18° per 4 ore;
3 Vuoto: riscaldati in una camera a vuoto alla temperatura di 93° quindi raffreddati a -18° per 15 volte consecutive;
4 10 cicli da 24 ore di esposizione all’umidità del 95% con temperature comprese tra i 25° ed i 70°;
5 Corrosione: in atmosfera di ossigeno a 70° per 48 ore;
6 Resistenza allo schock: 6 urti da angolazioni diverse con accelerazioni di 40g;
7 Accelerazione: progressiva accelerazione a 7,25 g per circs 5 minuti a quindi a 16g per 30 secondi su 3 assi;
8 Test bassa pressione: pressione di 10’6 atmosfere a 70° per 90 minuti, poi a 93° per 30 minuti;
9 Test alta pressione: alla pressione di 1.6 atmosfere per 60 minuti;
10 Vibrazione: Vibrazioni casuali sui tre assi tra 5 e 2000 Hz con accelerazioni di 8.8g
11 Test suono: 130 db a frequenze comprese tra 40 e 10000 Hz per 30 minuti
(per un resoconto completo confronta l’esaustivo 3D di Shaft viewtopic.php?f=133&t=5614)
Secondo il memorandum Nasa che seguì questi furono i risultati:

Rolex: Si è fermato due volte durante il test di umidità relativa e non ha superato il successivo test ad alta temperatura quando la lancetta dei secondi si è arricciata ed ha bloccato le altre lancette sul quadrante. Nessun ulteriore test è stato eseguito

Wittnauer-Longines: Il vetro si è piegato e dissolto durante il test ad alta temperatura. Lo stesso è successo al secondo Longines Wittnauer durante il test di decompressione. Non sono stati effettuati ulteriori test con i cronografi Longines-Wittnauer.

Omega: Ha guadagnato 21 minuti durante il test di decompressione e ha perso 15 minuti durante il test di accelerazione. Il materiale luminoso sul quadrante è stato distrutto durante i test.
Alla fine di tutti i test, il cronografo Omega ha continuato a funzionare in maniera corretta.

La Nasa specificò che, inoltre, il sistema di carica Rolex non lo rendeva adatto per la qualificazione come orologio di volo e suggerì delle modifiche per lo Speedmaster:

- Aggiungere materiale luminoso sulle sfere;
- Rendere la lunetta mobile e con una scala delle 24 ore;

Suggerì inoltre, che nelle more dell’approvvigionamento di orologi modificati, si provvedesse ad utilizzare Omega standard, da acquistare sul mercato per le esigenze della missione Gemini 4. Venne ordinato di acquistarne 5, in modo da arrivare ad una disponibilità totale di 8.
Si determinò, inoltre, di progettare un sistema per attaccare in maniera soddisfacente l’orologio sugli indumenti di volo degli astronauti (il famoso strapband Nasa).
All’orologio Omega Speedmaster ST 105.003 venne data la referenza interna Nasa 6049. Considerando che questa referenza è stata l'ultima ad avere le anse dritte e la cassa simmetrica, qualcuno ha sollevato il dubbio che la referenza 105.012 con la sua cassa asimmetrica fosse stata suggerita proprio dalla Nasa per una migliore protezione della corona e dei pulsanti. Ma la 105.012 era già in produzione al tempo dei test, così credo che probabilmente Omega fosse già arrivata a quella conclusione.

Segue…


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Commento file: Memorandum risultati tests (Fonte Nasa)
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Re: Omega Speedmaster.... Come nacque una leggenda
MessaggioInviato: sabato 16 febbraio 2019, 10:05 
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Quanta storia dietro un orologio, molto interessante Mauro, grazie.
Certo che nel testarli non avevano pietà :o
Ciao

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Paolo


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