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orologiai, fosforescenza e rischi
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MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2015, 2:01 
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Salve a tutti, e' tanto che mi chiedo una cosa e vorrei domandarvela. Nei vecchi orologi si usava un isotopo radioattivo del fosforo per far brillare al buio le lancette degli orologi, ma il fosforo e' un gamma emettitore e molto pericoloso, quindi a un certo punto fu rimpiazzato dal trizio (credo) che e' un alfa emettitore e quindi molto meno pericoloso. Per chi come voi (e me, ultimamente, mio malgrado!) ha tanti orologi vintage, si sa se c'e' un rischio professionale piu' elevato di tumori dovuto all'esposizione di radiazioni?
Cosi', semplice curiosita'. Nel caso mi procuro una cassaforte di piombo, non per proteggere gli orologi ma per proteggere la mia persona... :-)
Lisa


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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2015, 3:10 
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Lisa, ne abbiamo parlato più e più volte. Se usi la funzione cerca del forum e inserisci "sfere radioattivefobia radioattiva" troverai molte informazioni al riguardo.
Una precisazione, il Fosforo usato negli orologi non emette radiazioni. Quello che emette radiazioni è il Radio, che veniva miscelato con il fosforo. Il Radio emetteva particelle energetiche che eccitavano gli atomi di Fosforo, senza entrare nel dettaglio, facendogli emettere luce visibile.
Il trizio, molto meno pericoloso, usato a partire dagli anni '50, ha la stessa funzione.

Gli orologi con lancette luminescenti (anche se non emettono più luce, perché si esaurisce il fosforo, non il Radio) fino agli anni '60 in occidente (mi tengo largo, in realtà anche un po' prima) potrebbero contenere Radio. In questi casi, è bene usare attenzione, proteggersi dalle polveri e dai frammenti e non esporsi troppo. Meglio la conservazione in appositi contenitori.
Detto questo, non c'è da fare allarmismo. Milioni di orologiai hanno passato la vita esponendosi continuamente e...sono ancora con noi! :D

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Luca
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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: lunedì 9 novembre 2015, 1:56 
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Grazie a luca e ignazio, cerchero!
Lisa


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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: martedì 10 novembre 2015, 1:30 
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Il leggere quanto viene scritto sulla responsabilità che possono avere alcuni orologi per alcune loro piccole parti radioattive, non dico che creano in me allarmismo anche se per diversi anni di attività di orologiaio dal 1964 al 1990 l'avrò anche maneggiato, ma fanno nascere in me alcune riflessioni.
Non voglio dire che non sia giusto dare importanza a questo prodotto pericoloso per la nostra salute, ma penso a quanto la nostra vita sia legata ad un sottile filo da tanti altri prodotti che vengono normalmente usati e dei quali in anni passati eravamo ignari dei danni che potevano arrecarci, per fare alcuni esempi mi viene in mente - il fumo delle sigarette - il piombo nel pesce - pesticidi nelle verdure - olio di palma nei vari biscotti e merendine - latte, mozzarelle e carni varie definite pericolose a causa di come sono state prodotte ma che ci hanno fatto mangiare prima che qualcuno scoprisse il danno che poteva arrecare e questi sono solo alcuni che più conosciamo in aggiunta a inquinamento da onde elettromagnetiche - dell' acqua che abbiamo bevuto per tanti anni che è passata in tubature di eternit - inquinamento da smog dovuto a varie polveri degli scarichi di auto e di aerei sempre in maggior numero.
E chi lo sa che cosa ancora ci riserva la vita di venire a conoscenza di cose dannose che ancora non conosciamo o ci tengono nascoste.
A conclusione di questa mia riflessione mi chiedo se un domani (spero di no) mi dovessero diagnosticare che alcune mie cellule si sono ammalate, se devo dare la colpa a quegli orologi che nel passato ho riparato.
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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: martedì 10 novembre 2015, 1:56 
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I danni da radiazione sono dose-dipendenti e causano tumori caratteristici, come leucemie e tumori della tiroide. Il problema si pone solo per chi ha passato la vita circondato da tanti di questi oggetti, un po' come l'operaio della fabbrica di amianto che era piu' a rischio di mesotelioma rispetto a chi usava la cisterna di eternit. Il mio dubbio era se la dose e' sufficiente a causare problemi. Poi ovvio, ci sono molti altri fattori predisponenti, ma tutto dipende dallo stile di vita.
Comunque l'olio di palma e le radiazioni elettromagnetiche non causano problema alcuno, e neanche le scie chimiche :-)
Lisa


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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: martedì 10 novembre 2015, 19:26 
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Lisa ha scritto:
Comunque l'olio di palma e le radiazioni elettromagnetiche non causano problema alcuno, e neanche le scie chimiche :-)
Lisa


Quanto da te scritto, sarebbe da ampliare poiché sono problematiche sorte di recente, ma non so se sarà possibile continuare su questo 3D perché mi sembra che si vada in ::offt
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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: mercoledì 11 novembre 2015, 1:46 
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Possiedo una diecina di quadranti di sveglietta russa ROSTV 4Rubis, sul quadrante sono riportati i seguenti numeri 12 - 4 - 8 come vedete in foto. Desidererei sapere se questi numeri sono realizzati con materiale radioattivo. Oltre a questi numeri ci sono sotto a tutti un pallino dello stesso materiale luminoso.
Vi ringrazio anticipatamente per le vostre informazioni.
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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: mercoledì 11 novembre 2015, 3:36 
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Bisogna evitare di confondere le cose. Che a questo mondo ci siano sostanze chimiche che fanno male alla salute è fuori da ogno dubbio. Però, non è un buon motivo per "assumere" altre sostanze dannose!
Soprattutto quando si può evitare...fumo di sigarette, prodotti alimentari contenenti grassi saturi, carni rosse ecc., bisogna farlo! Senza se e senza ma. A meno che non vi vogliate del male :D
L'esposizione agli elementi radiottivi, rientra in questa categoria, tranne ovviamente per i professionisti, per i quali, oggi, ci saranno sicuramente delle normative di riferimento su come trattare, smaltire e gestire queste sostanze.
L'esposizione alle particelle gamma emesse dal Radio delle sfere non è da paragonare a un reattore nucleare, questo è abbastanza ovvio, perché la quantità di Radio è minima e conseguentemente l'emissione è altrettanto minima. Però si entra in un mondo fatto di statistica, dove ance una sola particella può andare a innescare tutti quei processi degenerativi che hanno conseguenze tristemente note. Allora, vi va di giocare alla roulette russa? Inoltre vi sarà capitato mille volte di aprire una cassa e trovarci dentro mille briciolini di vernice delle sfere e dei puntini luminosi che si è sfogliata, in questo caso può facilmente capitare di inalare della polvere, oppure ritrovarsi incastrata nei capelli una micro scaglia di vernice al radio che sta li magari per giorni a bombardarvi le cellule celebrali...Siccome basta un po' di attenzione, perché sottovalutare il problema?
Per la tua sveglia click, bisogna sapere, grosso modo, a che anni risale. So che in Unione Sovietica hanno smesso di usare il Radio prima che in Occidente, grosso modo dagli anni '50 in poi cominciarono a mettere il trizio, molto meno pericoloso (le emissioni sono completamente bloccate dalla cassa, e dimezza molto prima, quindi dagli anni '50 ad ora ne sarebbe rimasto una quantità veramente minuscola). Per avere la certezza, l'unico mezzo è il contatore Geiger, con il quale misuri esattamente l'emissione; Credo che anche i Vigili del Fuoco possano fare misure di questo tipo, magari con l'occasione porti tutti quelli "sospetti" e fai fare un po' di test.

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Luca
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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2015, 12:59 
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Allora... mi rimbocco le maniche e cerco di fare un pochino di chiarezza, cercando di essere molto sintetico e di non annoiare, soprattutto sulle premesse tecniche, che ho fatto mille milioni di volte, ma che vedo occorre richiamare.

Luminescenza (più che fosforescenza) è un effetto che viene realizzato dall'uomo in molti modi.
Uno di essi è quello di legare un elemento, detto "scintillatore" (che emette luce se eccitato) e un altro elemento, detto "isotopo" che ha la funzione di eccitare il suddetto.
Per ottenere questo effetto è sufficiente miscelare milligrammi di isotopo per chilo di vernice.
L'isotopo ha un notevole costo.
Per esempio, per estrarre pochi milligrammi di Radio occorre trattare molte tonnellate di pechblenda, minerale che lo contiene, con un procedimento messo a punto dalla Professoressa Curie, che comporta uso di un gas molto tossico, l'idrogeno solforato.
Il Fosforo 32 è un forte emettitore di radiazioni beta ad alta energia, ma ha un'emivita di 14 giorni... molto poco stabile.
Comunque non ci interessa, perchè è usato in medicina, non negli orologi.
Il Radio era considerato una paneacea per tutti i mali, primo tra tutti il cancro.

Dunque... primo dato:
elevato costo e minime quantità.

Secondo dato:
pericolosità non catastrofica.
Madame Marie Curie scopre il Radio, con il marito, nel 1898.
Sappiamo che ci giocarono parecchio, in famiglia, anche perchè non c'era conoscenza della pericolosità della radioattività.
Marie Curie, sia ben chiaro, visse completamente immersa e circondata dal Radio.
Pensate che i suoi appunti originali, perfino le sue ricette di cucina, sono conservati in casse piombate e che i ricercatori che le volessero leggere devono indossare abiti protettivi...
Eppure mori, sì, forse a causa delle radiazioni assorbite, ma solo nel 1934, dopo 36 anni di continua esposizione e a 67 anni di età, al di sopra della media dell'epoca.
Il marito morì investito da una carrozza con cavalli.
La figlia minore, Eva, sebbene avesse vissuto a stretto contatto della madre e del Radium Institute, morì un mese prima di compiere... 103 anni...
A. H. Bequerel, che circolava per Parigi con una fiala di Radio nel panciotto, tanto che ne fu ustionato, morì a 55 di morte improvvisa, forse di infarto.
Ci siamo sulle premesse?

Dato l'elevato costo e la pericolosità il Radio è stato abbandonato dalle diverse industrie che l'usavano (orologeria, strumenti di precisione, radiologia) già alla metà degli anni '60.
In Urss forse anche prima (fine anni '50). Negli USA nel 1969/70.
Il Radio emette tutto: alfa, beta e gamma, ma non è un emettitore ad alta energia.
Dunque non è innocuo e va trattato con prudenza, ma non è neppure Belzebù materializzato.

Di orologi con Radio se ne vedono ormai pochi: si tratta di vintage, sportivi, tecnici o militari.
Trattandosi di orologi speciali e costosi per l'epoca ne venivano prodotti pochi.
Oggi è raro vederne.
Immagino che l'orologiaio medio ne potrà incontrare un paio all'anno...
Tra di essi, solo pochi emettono in modo preoccupante. Dunque pochi tra i pochi.

In sintesi, mi sento di dirvi che i quadranti al Radio vanno tenuti schermati, chiusi, protetti e distanti dal corpo umano.
Basta poco.
Vanno maneggiati con cautela, ma come se si trattasse di qualsiasi altra sostanza pericolosa: acidi, veleni, elettricità o altro: prudenza, attenzione, accortezza ma, per carità: mai panico!


Ultima modifica di Klaus il giovedì 12 novembre 2015, 13:23, modificato 2 volte in totale.

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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2015, 13:08 
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Quando trattiamo l'argomento, spesso qualcuno mi chiede quanto fossero radioattivi i venti che portarono in Italia le radiazioni di Cernobyl o quanto sia radioattiva l'area intorno a Fukushima.
Ci sono sempre persone che paragonano, per diversi motivi, l'esposizione al Radio a quella a diversi inquinanti.
C'è chi chiede se le radiazioni elettromagnetiche e quelle di cui stiamo parlando sono la stessa cosa.

A tal proposito, io faccio sempre queste considerazioni:
1) un conto è l'esposizione ad un prodotto radioattivo, un conto è respirare o mangiare aria o prodotti radioattivi.
Ovviamente i livelli di guardia sono diversi e sono moltissimissimo inferiori per l'aria e molto inferiori per cibo ed acqua rispetto ai livelli di guardia di oggetti o strumenti radioattivi.
Dunque vi potrei dire che nel 1986 ci fu proibito di mangiare carciofi che erano infinitamente meno radioattivi di qualsiasi orologio... ma l'orologio non lo mangi... lo indossi con quadrante verso l'esterno e riguarda minime parti del tuo corpo., protette da epidermide, vestiti, etc... il carciofo transita nell'apparato digerente e lascia traccie per giorni... ovviamente i livelli di guardia sono diversi.
A maggior ragione ciò vale per l'aria: respirare aria radioattiva significa fare da filtro e trattenere particelle ionizzanti nei polmoni. è ovvio che il livello di guardia sia infinitamente minore rispetto al livello di guardia degli orologi...
2) il fatto che siamo circondati da inquinamento e prodotti pericolosi va bilanciato con il benessere che il progresso ha consentito di raggiungere e dunque con una vita media molto più lunga.
ciò non toglie che cercare di fare lo slalom tra gli inquinanti, i prodotti dannosi etc... se possibile farlo, è cosa buona e giusta.
3) le radiazioni elettromagnetiche sono un'altra cosa.
quelle emesse dagli isotopi sono anche ionizzanti e si verificano attraverso emissione particellare subatomica.
Ma questo complica malettamente e inutilmente la cosa, dunque non importa parlarne in questa sede.

Infine vi ricordo sempre che a giudicare dall'aspetto esteriore, anche da foto macro ben fatte o al microscopio, non si può mai dire se un orologio contiene Radio, Trizio, altri isotopi e in quali quantità.
Senza strumentazione è impossibile dirlo e chi sostiene il contrario, basandosi su colore, condizioni e invecchiamento della pasta luminescente, è fuorviante.

Pensate che addirittura orologi con grosse quantità di pasta luminescente sono risultati poco o per nulla radioattivi, mentre orologi con minuscoli dots, di colori improbabili, lo erano molto di più...

Spero di aver risposto alle vostre domande e anche a quelle che potrebbero venirvi in mente.
In ogni modo, resto a disposizione per eventuali chiarimenti.


Ultima modifica di Klaus il giovedì 12 novembre 2015, 13:21, modificato 1 volta in totale.

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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2015, 13:20 
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ciao a tutti,
stavo scrivendo io...e compare il post di Klaus al quale rendo merito per aver sempre trattato l'argomento in maniera corretta ed a livello tecnico elevato,

pertanto sottoscrivo quanto già scritto da lui,
per inciso, quando mi sono imbattuto in questo argomento (pochi anni fa, forse 2) dai posts di Klaus ne ho imparato i fondamenti;

io stavo solo aggiungendo quanto segue: sottoscrivo l'ultimo post di Luca,
consiglio comunque di misurare le emissioni, ci possono aiutare i VVF, le aziende che si occupano di medicina nucleare, privati che hanno un contatore geiger tarato correttamente, e chi ne conosce altri sia benvenuto,

certo va distinta la sveglia che posso tenere alla adeguata distanza (1/2 o 3 metri), dall'attività di revisione o peggio restauro di un prodotto degli anni '30,
ma in generale tenere in giro o peggio maneggiare materiali di quel tipo non ha senso, al di la del fatto che il rischio sia o meno effettivamente minimo,

potrò sbagliarmi, ma un fatto secondo me rilevante è che sempre in pochi lo sanno: si compra sulla bancarella un orologio da trincea e si scopre dopo che quella roba marrone è radio, che magari emette 200 milliSievert/h (non microSievert/h...scusate),

ovviamente questo vale per il radio; promezio e trizio sembrano più trascurabili (anche se sul promezio non ho chiaro quando sia stato usato e dismesso),

in tutto, però, personalmente un topic ordinato su questo argomento lo metterei fisso in apertura di forum (generico o tecnico) perchè tutti i neofiti ne prendano lettura, quali altri rischi per la salute corre l'orologiaio o peggio l'hobbista?
intendo evidentemente rischi non segnalati da alcuna etichetta...qui non si parla della benzina rettificata nella sua confezione,

ciao
A


Ultima modifica di fedre il giovedì 12 novembre 2015, 17:31, modificato 1 volta in totale.

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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2015, 17:14 
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Iscritto il: martedì 1 settembre 2009, 15:00
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In realtà diversi oggetti che possono essere rinvenuti nei mercatini dell'antiquariato sono radioattivi: lenti di obiettivi fotografici, strumenti di navigazione, ma anche vetri e ceramiche vivacemente verniciate con pigmenti all'Uranio, etc...
I sensori antincendio tutt'oggi contengono Americio, per esempio, elemento che emette radiazioni alfa.
Soprattutto in Francia ai tempi della sig.ra Curie ci fu un vero e proprio boom della radioattività.
Marie Curie vinse due premi Nobel, uno con il marito e con Bequerel, uno successivamente.
Furono aperte linee di credito a loro favore presso istituzioni di ricerca: erano vip molto noti.
Anche la figlia di M. Curie vinse un altro Nobel.
In quegli anni si evidenziò particolarmente l'aspetto terapeutico della radioattività.
Aspetto innegabile: per esempio, una volta ustionata la pelle affetta da cancro con il Radio, dopo la cicatrizzazione la pelle rinasceva sana.
Le radiazioni impressionavano le pellicole attraversando il corpo umano: questo rese possibile effettuare le prime radiografie.
Fonti termali lievemente radioattive erano note sin dai tempi delle legioni romane perchè le loro acque favorivano la cicatrizzazione delle ferite e ne impedivano infezione e necrosi.
Lo stesso Garibaldi frequentò note fonti termali radioattive per curare la famosa ferita al malleolo, che non si cicatrizzava...
Ci fu, dunque, un boom di prodotti al radio: dall'acqua radioattiva alle supposte, preservativi, dentifrici.
Questi prodotti sono ancora reperibili nei mercatini di brocantage...
Tanto che in Francia o in Svizzera mi pare sia stato pubblicato un opuscolo che mette in guardia i frequentatori di mercatini da un uso troppo disinvolto di prodotti simili.
Nulla di che: raccomanda cautela nel maneggiare questi oggetti.
Venni a sapere dell'opuscolo proprio su un forum di orologeria: qualcuno postò il link internet, mi pare su Off Watch.
Francamente non ricordo, nè ho tempo di ricercarlo.
Magari qualcuno potrà ritrovarlo chissà dove e postarne il link.

In realtà una buona parte di questi prodotti erano venduti da ciarlatani e non avevano traccia alcuna di Radio...
e i prodotti che ne contenevano davvero ne presentano solo tracce minime...
Gli orologi da trincea del periodo della Grande Guerra non sono particolarmente radioattivi: con tutta evidenza bastava che emettessero una minima luminescenza per il periodo immediatamente successivo all'acquisto... tanto per convincere i consumatori.

In passato ho postato su questo forum un servizio della Rai sugli orologi al Radio: non sarà difficile reperirlo.

Detto questo, dopo diversi anni e centinaia di misurazioni, mi sento di dire:
non ha senso parlare di 1, 10, 100 milliSievert: ciascun orologio ha caratteristiche sue particolari e peculiari.
Mi è capitato di misurare diversi esemplari dello stesso modello di orologio e le misurazioni possono essere diverse da orologio ad orologio... ed è piuttosto ovvio: parliamo di isotopi che sono presenti in alcuni milligrammi per chilo di vernice luminescente.
Dunque, per quanto fosse ben mescolata, delle differenza di intensità nel corso della produzione sono ovvie e naturali.
Alcuni orologi possono essere più emittenti della media, ma sono pochi.
In linea di principio gli orologi degli anni '10, '20,'30 (che sono più tipicamente bisognosi di restauri) emettono molto meno di quelli successivi, ma non è una regola aurea.
Entrare in contatto con un orologio radioattivo è esperienza sporadica e rara e che non ci deve, in sè e per sè, spaventare.
Ci deve indurre, giustamente, alla prudenza, ma con saggezza.
Non vanno tenuti in posti in cui sono alla portata di bambini, devono essere tentui lontani da dove si soggiorna e da bambini e donne incinte.
Per dire... io tenevo la mia collezione in una vetrina in quella che divenne la stanza di mio figlio: entrato il bimbo, sono usciti gli orologi, le bussole, gli strumenti di navigazione aeronautica.
Se devo andare a trovare una puerpera e rischio contatti con il neonato non indosso un orologio radioattivo.
Non lascio l'orologio radioattivo sul comodino per tutta la notte vicino alla mia testa, nè lo indosso di notte...
Insomma: poche, minime e sagge abitudini prudenziali.
Altro discorso è aprirlo per lavorarci.
L'orologiaio, però, ben difficilmente si "baloccherà" con l'orologio: lo apre, separa lancette e quadrante, li pone in luogo sicuro, magari schermato, e lavora sul resto.
Finito il lavoro, procedendo a ritroso, rimonterà il tutto come ultima operazione.
Tempo di esposizione minimo e consapevole.
Ovviamente, se uno smonta il quadrante e deve portarlo a ristampare dal tecnico specializzato sarà meglio non metterlo in tasca durante il percorso, ma sarà preferibile metterlo in un contenitore magari metallico, stagno o quasi, in una borsa.
Sconsiglio di mettersi a grattare via le vernici, per effettuare una sorta di bonifica maccheronica, che non ha senso, aumenta i rischi e i pericoli, senza risolvere alcunchè, deturpando l'orologio.
Sarebbe sciocco ed inutile.

Insomma... non sottoscrivo l'opiniuone di chi dicesse che i quadranti al Radio sono 100% innocui e che farebbero male solo se mangiati... e neppure di chi dice che a 10 centimetri dall'orologio non si rilevano emissioni perchè non è così, almeno non sempre.
Ma neppure ce ne dobbiamo fare una malattia o distruggere l'orologio del nonno, per il timore di morire, manco abitassimo sul nocciolo della centrale di Fukushima o manco avessimo a portata di mano il famoso "nocciolo del demonio"...
N.B.: per curiosità il "nocciolo del demonio" causò un incidente durante gli esperimenti di Los Alamos che portarono alla creazione della prima bomba atomica.
Lo scienziato che fu esposto, avendo materialmente toccato una grossa massa di Plutonio, fu esposto istantaneamente a radiazioni pari a circa 500.000 volte superiori a quelle di un normalissimo orologio al Radio di media emissione...

In questa pagine di Wikipedia c'è un elenco di misure impressionanti...
https://en.wikipedia.org/wiki/Sievert#C ... quantities

L'essere umano che è sopravvissuto a seguito della più massiccia dose di radiazioni assorbite... tale Albert Stevens, sopravvisse venti anni ad un esperimento in cui gli furono somministrate, in più volte nell'arco di 20 anni... a sua insaputa, radiazioni pari a 1.500.000 volte superiori alle emissioni medie di un orologio.
Tre volte le radiazioni subite da Louis Slotin durante l'incidente di Los Alamos, ma ci si accorse che, se assunte in più dosi... si possono assorbire meglio...
Era un ammalato terminale di cancro... pronto a morire... e sopravvisse 20 anni...
Poveretto.

Questo tanto per dire che nessuno morirà a causa del Radio di un orologio che ha posseduto, ma è bene maneggiarli con consapevolezza e criterio.


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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: giovedì 12 novembre 2015, 18:19 
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Grazie a tutti!!
A Klaus, Fedre, Luca1o, Ars57, Lisa, MacGyver, finalmente si è fatta chiarezza su questo argomento, che forse a chi più e a chi meno però ha toccato l'interesse di tutti. (la salute)
Quindi niente allarmismo ma molta prudenza, se abbiamo qualche orologio o sveglia con numeri fluorescenti, nel dubbio che siano anche minimamente pericolosi, prenderemo delle accortezze (se ho ben compreso) consapevoli di quello che potrebbero essere li maneggeremo con prudenza come faremmo per qualsiasi altra cosa che anche pur minimamente ci può sembrare pericolosa.
Click.

Comunque tengo a precisare che chiudere la suocera in una cassa di piombo perché considerata pericolosa, non è da farsi.

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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2015, 11:25 
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Grazie a tutti!!
A Klaus, Fedre, Luca1o, Ars57, Lisa, MacGyver, finalmente si è fatta chiarezza su questo argomento, che forse a chi più e a chi meno però ha toccato l'interesse di tutti. (la salute)
Quindi niente allarmismo ma molta prudenza, se abbiamo qualche orologio o sveglia con numeri fluorescenti, nel dubbio che siano anche minimamente pericolosi, prenderemo delle accortezze (se ho ben compreso) consapevoli di quello che potrebbero essere li maneggeremo con prudenza come faremmo per qualsiasi altra cosa che anche pur minimamente ci può sembrare pericolosa.
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Comunque tengo a precisare che chiudere la suocera in una cassa di piombo perché considerata pericolosa, non è da farsi.


Peccato!! :smile:

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Re: orologiai, fosforescenza e rischi
MessaggioInviato: venerdì 13 novembre 2015, 13:33 
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Bravissimo Click: proprio così.

Per quanto riguarda la suocera, vi sono studi che dimostrano che la schermatura in piombo non è sufficiente... mi dispiace, ma non c'è niente da fare...


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