In realtà diversi oggetti che possono essere rinvenuti nei mercatini dell'antiquariato sono radioattivi: lenti di obiettivi fotografici, strumenti di navigazione, ma anche vetri e ceramiche vivacemente verniciate con pigmenti all'Uranio, etc...
I sensori antincendio tutt'oggi contengono Americio, per esempio, elemento che emette radiazioni alfa.
Soprattutto in Francia ai tempi della sig.ra Curie ci fu un vero e proprio boom della radioattività.
Marie Curie vinse due premi Nobel, uno con il marito e con Bequerel, uno successivamente.
Furono aperte linee di credito a loro favore presso istituzioni di ricerca: erano vip molto noti.
Anche la figlia di M. Curie vinse un altro Nobel.
In quegli anni si evidenziò particolarmente l'aspetto terapeutico della radioattività.
Aspetto innegabile: per esempio, una volta ustionata la pelle affetta da cancro con il Radio, dopo la cicatrizzazione la pelle rinasceva sana.
Le radiazioni impressionavano le pellicole attraversando il corpo umano: questo rese possibile effettuare le prime radiografie.
Fonti termali lievemente radioattive erano note sin dai tempi delle legioni romane perchè le loro acque favorivano la cicatrizzazione delle ferite e ne impedivano infezione e necrosi.
Lo stesso Garibaldi frequentò note fonti termali radioattive per curare la famosa ferita al malleolo, che non si cicatrizzava...
Ci fu, dunque, un boom di prodotti al radio: dall'acqua radioattiva alle supposte, preservativi, dentifrici.
Questi prodotti sono ancora reperibili nei mercatini di brocantage...
Tanto che in Francia o in Svizzera mi pare sia stato pubblicato un opuscolo che mette in guardia i frequentatori di mercatini da un uso troppo disinvolto di prodotti simili.
Nulla di che: raccomanda cautela nel maneggiare questi oggetti.
Venni a sapere dell'opuscolo proprio su un forum di orologeria: qualcuno postò il link internet, mi pare su Off Watch.
Francamente non ricordo, nè ho tempo di ricercarlo.
Magari qualcuno potrà ritrovarlo chissà dove e postarne il link.
In realtà una buona parte di questi prodotti erano venduti da ciarlatani e non avevano traccia alcuna di Radio...
e i prodotti che ne contenevano davvero ne presentano solo tracce minime...
Gli orologi da trincea del periodo della Grande Guerra non sono particolarmente radioattivi: con tutta evidenza bastava che emettessero una minima luminescenza per il periodo immediatamente successivo all'acquisto... tanto per convincere i consumatori.
In passato ho postato su questo forum un servizio della Rai sugli orologi al Radio: non sarà difficile reperirlo.
Detto questo, dopo diversi anni e centinaia di misurazioni, mi sento di dire:
non ha senso parlare di 1, 10, 100 milliSievert: ciascun orologio ha caratteristiche sue particolari e peculiari.
Mi è capitato di misurare diversi esemplari dello stesso modello di orologio e le misurazioni possono essere diverse da orologio ad orologio... ed è piuttosto ovvio: parliamo di isotopi che sono presenti in alcuni milligrammi per chilo di vernice luminescente.
Dunque, per quanto fosse ben mescolata, delle differenza di intensità nel corso della produzione sono ovvie e naturali.
Alcuni orologi possono essere più emittenti della media, ma sono pochi.
In linea di principio gli orologi degli anni '10, '20,'30 (che sono più tipicamente bisognosi di restauri) emettono molto meno di quelli successivi, ma non è una regola aurea.
Entrare in contatto con un orologio radioattivo è esperienza sporadica e rara e che non ci deve, in sè e per sè, spaventare.
Ci deve indurre, giustamente, alla prudenza, ma con saggezza.
Non vanno tenuti in posti in cui sono alla portata di bambini, devono essere tentui lontani da dove si soggiorna e da bambini e donne incinte.
Per dire... io tenevo la mia collezione in una vetrina in quella che divenne la stanza di mio figlio: entrato il bimbo, sono usciti gli orologi, le bussole, gli strumenti di navigazione aeronautica.
Se devo andare a trovare una puerpera e rischio contatti con il neonato non indosso un orologio radioattivo.
Non lascio l'orologio radioattivo sul comodino per tutta la notte vicino alla mia testa, nè lo indosso di notte...
Insomma: poche, minime e sagge abitudini prudenziali.
Altro discorso è aprirlo per lavorarci.
L'orologiaio, però, ben difficilmente si "baloccherà" con l'orologio: lo apre, separa lancette e quadrante, li pone in luogo sicuro, magari schermato, e lavora sul resto.
Finito il lavoro, procedendo a ritroso, rimonterà il tutto come ultima operazione.
Tempo di esposizione minimo e consapevole.
Ovviamente, se uno smonta il quadrante e deve portarlo a ristampare dal tecnico specializzato sarà meglio non metterlo in tasca durante il percorso, ma sarà preferibile metterlo in un contenitore magari metallico, stagno o quasi, in una borsa.
Sconsiglio di mettersi a grattare via le vernici, per effettuare una sorta di bonifica maccheronica, che non ha senso, aumenta i rischi e i pericoli, senza risolvere alcunchè, deturpando l'orologio.
Sarebbe sciocco ed inutile.
Insomma... non sottoscrivo l'opiniuone di chi dicesse che i quadranti al Radio sono 100% innocui e che farebbero male solo se mangiati... e neppure di chi dice che a 10 centimetri dall'orologio non si rilevano emissioni perchè non è così, almeno non sempre.
Ma neppure ce ne dobbiamo fare una malattia o distruggere l'orologio del nonno, per il timore di morire, manco abitassimo sul nocciolo della centrale di Fukushima o manco avessimo a portata di mano il famoso "nocciolo del demonio"...
N.B.: per curiosità il "nocciolo del demonio" causò un incidente durante gli esperimenti di Los Alamos che portarono alla creazione della prima bomba atomica.
Lo scienziato che fu esposto, avendo materialmente toccato una grossa massa di Plutonio, fu esposto istantaneamente a radiazioni pari a circa 500.000 volte superiori a quelle di un normalissimo orologio al Radio di media emissione...
In questa pagine di Wikipedia c'è un elenco di misure impressionanti...
https://en.wikipedia.org/wiki/Sievert#C ... quantitiesL'essere umano che è sopravvissuto a seguito della più massiccia dose di radiazioni assorbite... tale Albert Stevens, sopravvisse venti anni ad un esperimento in cui gli furono somministrate, in più volte nell'arco di 20 anni... a sua insaputa, radiazioni pari a 1.500.000 volte superiori alle emissioni medie di un orologio.
Tre volte le radiazioni subite da Louis Slotin durante l'incidente di Los Alamos, ma ci si accorse che, se assunte in più dosi... si possono assorbire meglio...
Era un ammalato terminale di cancro... pronto a morire... e sopravvisse 20 anni...
Poveretto.
Questo tanto per dire che nessuno morirà a causa del Radio di un orologio che ha posseduto, ma è bene maneggiarli con consapevolezza e criterio.