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Ruhla Quarz 32768: Il primo Quarzo dell'Est.
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MessaggioInviato: venerdì 12 luglio 2013, 19:06 
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Nella notte di Natale del 1969, fece il suo debutto sul mercato un orologio che avrebbe permanentemente cambiato il mercato dell'orologeria: il Seiko 35SQ "Astron", il primo orologio al quarzo mai prodotto in serie. L'impatto che portò l'Astron sul mercato fu devastante, dato che con la tecnologia sviluppata dalla casa Nipponica, si era riusciti a creare un orologio dalla precisione superiore a quella di un tradizionale elettromeccanico, e che soprattutto, sarebbe stato possibile rendere sempre più alla portata di tutti e in un futuro non troppo lontano, rimpiazzare definitivamente i meccanici.

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Il Seiko 35SQ "Quartz Astron", il primo orologio da polso al quarzo mai prodotto in serie. Con il suo debutto, nel 1969, iniziò la "Rivoluzione del Quarzo" (Fonte: Google).


Così, con il debutto dell'Astron, i maggiori produttori di orologi al mondo iniziarono a lavorare sulla loro risposta ad un mercato che poteva rivelarsi estremamente appetibile per le case orologiere, guadagnando enormi fette di mercato: in Svizzera, stava lavorando già da prima del '69 il consorzio "CEH" per sviluppare il progetto Beta 21, il primo calibro Svizzero al quarzo, negli Stati Uniti la Bulova apportò delle modifiche al calibro dell'Accutron per aggiungere un quarzo che doveva regolare le vibrazioni del diapason, creando così l'Accuquartz, la Junghans, in Germania Ovest, realizzò l'Astro Quartz, il primo orologio al quarzo Tedesco-Occidentale, e in Svizzera, la solitaria Girard-Perregaux sviluppò in proprio il suo primo movimento al quarzo, la serie GP350, la prima ad essere dotata di un cristallo oscillante alla frequenza di 32.768Hz, senza dimenticare l'Americana Benrus, con il suo Techni-Quartz, primo orologio al quarzo derivato da un meccanico, con modulo realizzato dalla Motorola. E che dire dell'esotico Roamer Micro-Quartz, con scappamento ad ancora o del Ronda 1377, primo movimento al quarzo a basso costo mai prodotto?

Il mondo dell'orologeria era in fermento a causa della Rivoluzione del Quarzo, che stava registrando i suoi primi successi e mietendo le sue prime vittime.

E nel mondo Comunista? Che cosa stava accadendo?

Al di là di quella che Churchill chiamò la "Cortina di Ferro", la situazione era pressochè stantìa. Gli orologi meccanici dominavano il mercato e i pochi elettromeccanici che erano stati prodotti dall'Unione Sovietica (Slava 114ChN, Slava Transistor, NII-Chasprom Elektronno-Mekanicheskye, Luch 3045) non ebbero vita lunga, a causa dei costi di produzione troppo elevati, che non permisero di ammortizzare gli investimenti fatti. Solo la UMF Ruhla, nella Repubblica Democratica Tedesca, riuscì a produrre un calibro elettromeccanico, l'UMF-26, ispirato all'Hamilton 500 (e migliorato in numerosi aspetti) che ebbe un buon successo sia sul mercato interno che in quello internazionale, tant'è che fu esportato in Inghilterra a marchio Services, e nel resto dell'Europa con i marchi "Champion", "Europa", "Clipper" e "World Time".

Ma i quarzi? Come già detto, non si muoveva ancora foglia in questo settore. Le cose però, iniziarono a cambiare a partire dal 1970, quando in Germania Est, il governo, presieduto da Walter Ulbricht, stanziò finanziamenti alla sua controllata, la VEB Uhrenwerke Ruhla (già VEB Uhren und Maschinfabrik Ruhla, o UMF Ruhla), per realizzare il primo calibro al quarzo del mondo Comunista. Infatti, il Ministero dell'Elettrotecnica e l'Elettronica, diretto allora da Otfried Steger, credeva fortemente che il quarzo avrebbe rappresentato il futuro nel mondo dell'orologeria, e la DDR non doveva assolutamente restare indietro in questo campo: il primo orologio al quarzo prodotto in terra Socialista non doveva essere prodotto in Unione Sovietica, ma doveva essere Tedesco Orientale.

Così, con gli investimenti fatti, gli ingegneri della Ruhla iniziarono a sviluppare un calibro al quarzo che potesse essere robusto, economico da produrre e che potesse essere esportato sui mercati occidentali, per poter recuperare moneta straniera, di cui la DDR aveva un impellente bisogno, per poter garantire la sua sopravvivenza.

Nonostante la visione di Steger per l'orologeria al quarzo (secondo il ministro la produzione dei meccanici sarebbe stata destinata ad un declino inesorabile e alla sua totale scomparsa a partire dai primi anni '80, e quindi secondo i suoi piani, la Ruhla avrebbe dovuto iniziare una graduale dismissione del movimento meccanico UMF-24, per iniziare a dedicarsi esclusivamente alla produzione di modelli al quarzo, analogici e digitali), i finanziamenti stanziati non furono sufficienti a garantire lo sviluppo di un movimento "ex novo", così la Ruhla dovette arrangiarsi con quello che aveva, e partendo dall'obsoleto ma ormai ammortizzato calibro UMF-24, riuscì a realizzare un movimento al quarzo completamente in proprio, l'UMF-28. Un grande passo in avanti, quello fatto dall'azienda Tedesca-Orientale, che già nel 1971 aveva provato a realizzare 100 calibri al quarzo sperimentali, ma il progetto fu interrotto, probabilmente per motivi di costi, e si dovette ricominciare tutto daccapo, portando alla nascita del Calibro 28.

Al contrario dell'UMF-28 però, la Ruhla non riuscì a fare un modulo per gli orologi digitali, costringendo l'azienda a ricorrere all'uso di moduli Pravetz (Buletronic) e Orient per i suoi modelli digitali.

Il calibro 28 era derivato pesantemente dall'UMF-24, che come ricordiamo, era un movimento meccanico con scappamento a caviglie, senza rubini e 18.000 a/h, che fu concepito per essere modulare e ricevette numerosi riconoscimenti per essere stato il primo movimento meccanico ottimizzato per la produzione in serie. Prodotto in numerose varianti, l'UMF-24 fu adottato da tutti gli orologi Ruhla a partire dai primi anni '60 (oltre ad essere esportato in tutto il mondo), e fu prodotto con varie complicazioni, oltre ad essere adottato su orologi da polso, da tasca e orologi da automobile.

Così, partendo dalla base dell'UMF-24, gli ingegneri della Ruhla si limitarono solo ad alcune modifiche della platina, e alla rimozione del bilanciere e di poche altre componenti, sostituite con un modulo elettronico progettato da una collaborazione della Bulgara Buletronic (precedentemente conosciuta col nome di Pravetz) e della VEB Kombinat Robotron di Dresda, la principale produttrice di computer e circuiti integrati della Germania Est, prima che la produzione del modulo fosse spostata alla VEB Kombinat Mikroelektronik "Karl Marx" di Erfurt (che nel 1978 si fuse con la Ruhla e la Karl-Zeiss Jena, portando alla nascita del marchio "Ruhla Eurochron").

Il movimento, tecnicamente è molto semplice nella sua costruzione. La maggior parte delle sue parti meccaniche sono prese dall'UMF-24, e come il Sovietico CRP-3050, ha un motore passo-passo di grandi dimensioni. Il modulo elettronico, prodotto a Dresda, occupa molto spazio, e presenta una bobina esposta, un trimmer (per permettere la regolazione delle oscillazioni del quarzo) ed il cristallo di quarzo con capsula tubolare (e su questo i Tedeschi Orientali erano più avanzati dei Sovietici, dato che quando debuttò il Chaika 3050-KR nel 1978, il quarzo era contenuto ancora nell'obsoleta capsula rettangolare). Il movimento è senza rubini, come la sua controparte meccanica, ed ha la complicazione del calendario.

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Il movimento UMF-28, primo movimento al quarzo prodotto dalla VEB Uhrenwerke Ruhla (Fonte: venditore da cui ho acquistato l'orologio).


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Il movimento UMF-24, da cui l'UMF-28 è derivato. (Fonte: The Metatechnical Cabinet).


Così, nel 1972, il movimento era ultimato, nella sua versione pre-serie. Ufficiosamente, la Repubblica Democratica Tedesca aveva "battuto" l'Unione Sovietica 1-0, così come voleva il ministro Steger. La Ruhla produsse 3000 prototipi, per verificare la qualità e la robustezza del movimento. Le risposte furono positive, e così, nel 1976, senza presentarlo alla Fiera di Lipsia, la Ruhla mise in produzione il suo primo orologio al quarzo, il Ruhla Quarz 32768, che diventò anche il primo orologio al quarzo mai prodotto nel mondo Comunista.

L'Unione Sovietica era stata battuta: il primo orologio al quarzo prodotto in un paese del Patto di Varsavia era nato nella DDR, il primo Stato Socialista in terra Tedesca.

Con il suo debutto, il Ruhla Quarz 32768 ebbe un buon successo sul mercato interno, grazie al suo calibro semplice e robusto, e anche grazie alla facilità di riparazione, dato che derivava dall'UMF-24, permettendo quindi una certa intercambiabilità tra le parti meccaniche. L'orologio fu prodotto in molte combinazioni di casse e quadranti, sia con corona a ore 4 che a ore 3, e fu anche distribuito come "Onoreficenza" dal Comitato Centrale del SED (Partito Socialista Unificato di Germania, il partito comunista al governo nella DDR) ai cittadini più meritevoli. Fu anche esportato nei paesi Occidentali a marchio Saxon, Meister Anker, Clipper e Karex, ottenendo un discreto successo.

La notorietà del Quarz 32768 raggiunse il suo apice quando nel 1978 ci fu la missione spaziale "Interkosmos", in cui parteciparono il cosmonauta Sovietico Valery Bykovsky e il Tedesco-Orientale Sigmund Jahn, che diventò il primo "Tedesco" nello spazio". La Ruhla realizzò quattro modelli commemorativi della missione Interkosmos, che furono messi nella stazione spaziale Salut-6, ed il quarto finì proprio allo stesso Jahn, anche se non si esclude che altri modelli furono prodotti per il mercato "civile".

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Il cosmonauta Tedesco-Orientale Sigmund Jahn (prima foto in alto e foto a destra nella seconda) fu il primo Tedesco nello spazio.
Al suo polso portava un Ruhla Quarz 32768 con un quadrante commemorativo della missione "Interkosmos '78",
progetto dell'Unione Sovietica volto a portare nello spazio cittadini dei paesi del Patto di Varsavia e dei paesi amici dell'Unione. (Fonte: The Free Dictionary e Sekondtime)


Quindi, il Ruhla Quarz 32768 non solo fu il primo orologio al quarzo mai prodotto Oltrecortina, ma fu anche il primo orologio d'Oltrecortina al quarzo ad andare nello spazio. Il che contribuì a dare al modello una certa aura di prestigio. Il ciclo vitale dell'UMF-28 si concluse nel 1982, sostituito dalla seconda generazione di quarzi "Made in GDR", l'UMF-14, che fece il suo debutto nel 1979. E dopo aver raccontato la storia dell'orologio, posso procedere alla presentazione del mio ultimo acquisto, in arrivo proprio da Berlino Est.

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Il Quarz 32768 che ho acquistato è una delle molte varianti della serie che fu prodotta dal 1976 al 1982, e la sua particolarità è la corona posizionata a ore 3, anzichè a ore 4, come tipico degli altri modelli della serie Quarz 32768. La cassa è di tipo Tonneau, ed è di ottone cromato, così come la corona. Tecnicamente, potremmo considerarlo molto simile alla sua controparte Sovietica, il Chaika 3050-KR, anche se quest'orologio in realtà, è molto più semplice del Chaika a livello tecnico. Al contrario degli altri modelli della casa Tedesco-Orientale, questo Ruhla ha il fondello a vite, anzichè a pressione. Il vetro è acrilico, e gli indici applicati sul quadrante hanno delle puntine luminose di trizio, così come sulle sfere.

L'orologio non è "assegnato" ma è un modello civile, e la sua cassa rettangolare lo rende IMHO piuttosto elegante. La seconda generazione, dotata dell'UMF-14, fu dotata anche di una cassa molto simile a questa.

Potrebbe sembrare un orologio al quarzo come tutti gli altri, ma il Ruhla Quarz 32768 ha avuto molti meriti: quello di essere stato il primo orologio al quarzo dell'Est ad andare nello spazio, ed essere stato il primo orologio al quarzo prodotto nel mondo Comunista, ed il primo orologio che ha "battuto" l'Unione Sovietica nei tempi di sviluppo, ottenendo un primato che i Sovietici avrebbero voluto fortemente conquistare.

Insomma, in questa sfida amichevole, la DDR riuscì a bruciare i tempi di sviluppo biblici dell'URSS e a vincere 1 a 0, nonostante gli investimenti, che furono di gran lunga inferiori a quelli stanziati dai Sovietici per la realizzazione del CRP-3050 e del calibro Elektronika 3045.

Seguirà poi ulteriore materiale fotografico e impressioni all'arrivo dell'orologio. Grazie per l'attenzione. :)

Un sentito grazie ad Mchap, per aver fornito documentazione aggiuntiva in merito ai primi abortiti tentativi della Ruhla di realizzare un movimento al quarzo nel 1971, e sulla collaborazione avvenuta tra la VEB Kombinat Robotron e la Pravetz/Buletronic sulla progettazione del modulo elettronico. :)


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