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Lo spazio e l’orologeria sovietica
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MessaggioInviato: lunedì 26 luglio 2010, 22:27 
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Nota: quello che segue è costruito sulla base del mio articolo ma è stato ampliato grazie al contributo di altri forumisti dei quali cito il nickname in ordine strettamente alfabetico: draghetto9, maxjam, mchap, nene e supergiovane75.



“LA TERRA È LA CULLA DELL'UMANITÀ, MA NON SI PUÒ VIVERE NELLA CULLA PER SEMPRE”.


Bello, bellissimo! Il titolo intendo… spero che questo articolo riesca degnamente a sviluppare questo splendido argomento e che solletichi la vostra curiosità.
Il rapporto spazio - orologeria è inteso come rapporto tra la produzione sovietica di orologi e i programmi spaziali sovietici. Cercare quali e quanti orologi abbiano volato nello spazio non è nel mio obiettivo (ma l’obiettivo si può sempre ampliare!).

Ho copiato tante cose da Wikipedia. Non ho inserito semplicemente il collegamento perché penso sia più semplice leggere tutto di seguito e così vi ho facilitato il compito.

Chiunque voglia approfondire questo tema… è benvenuto!

Il punto di partenza penso debba essere considerato lo Sputnik. Tutti abbiamo sentito questo nome ma sappiamo esattamente cos’è e qual è stata la sua importanza?






LO SPUTNIK

Tutti abbiamo sentito questo nome ma sappiamo esattamente cos’è e qual è stata la sua importanza?


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Da Wikipedia:

Lo Sputnik 1 (in cirillico Спутник, Compagno di viaggio) fu il primo satellite artificiale in orbita nella storia. Venne lanciato il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur, nell'odierno Kazakistan.
Grazie anche alla disponibilità di missili tedeschi V2, recuperati alla fine della Seconda guerra mondiale, il programma Sputnik dell'Unione Sovietica ebbe inizio nel 1948, quando si intuì la possibilità di modificare missili militari in vettori per il lancio di satelliti. L'annuncio del successo del lancio venne dato da Radio Mosca la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957.
Con il lancio dello Sputnik 1 l'Unione Sovietica prese in contropiede gli Stati Uniti, che solo il 31 gennaio 1958 mandarono in orbita il loro primo satellite: l'Explorer 1. Gli strumenti a bordo dello Sputnik 1 rimasero funzionanti per 21 giorni. Lo Sputnik 1 aveva lineamenti ben più semplici di un satellite artificiale odierno, era infatti formato solo da una sfera pressurizzata di alluminio di 58 cm di diametro e da 4 antenne lunghe circa 2,5 metri.
Bruciò durante il rientro in atmosfera il 3 gennaio 1958 dopo circa 1.400 orbite e 70.000.000 km.






http://www.youtube.com/watch?v=OpVu5c3arHY&feature=fvsr



Quello che Wikipedia non racconta è lo spavento che si sono presi gli Stati Uniti ed i loro alleati. Forse neanche i Russi si erano resi conto delle conseguenze. E’ vero che parliamo di una piccola ed innocua palla che emetteva un debole bip bip, ma questa palla ha girato anche sulla testa degli americani ed avrebbe potuto in futuro contenere qualsiasi cosa (vedi testate nucleari). Siamo in clima di guerra fredda e credo che, per quanto possa essere incredibile, quella palla sovietica lanciata nello spazio sia in parte “responsabile” dei cambiamenti economici, politici e tecnologici (con tutte le loro conseguenze) che si sono susseguiti da allora fino ad oggi.

In occasione di quel lancio, quindi tra il 1957 e il 1958, la 1MWF (la fabbrica che poi diventerà la Poljot) per celebrare l’evento produsse diversi orologi “Sputnik”.

Qui li vediamo in versione chiara e scura con foto tratte dal sito di Ill Phil: http://www.netgrafik.ch/russiantimes.htm

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Notare la scritta “Спутник” (Sputnik), il disegno con il pianeta terra visto dall’alto con evidenziata in rosso L’Unione Sovietica e la parte terminale della sfera dei secondi con un pallino che simboleggia lo Sputnik.
Questo orologio è stato prodotto per poco tempo e quindi il numero di esemplari, già limitato in produzione, oggi è veramente ridotto.

Avrei anche letto che esiste una versione dello “Sputnik” in cui la sfera dei secondi è sostituita da un disco in plastica trasparente con il disegno di un piccolo Sputnik che gira ma non ho trovato foto.

Abbiamo anche altre versioni di Sputnik, credo del medesimo periodo o di poco posteriori come questo con al posto dei secondi al 6 un disco che gira con il disegno della terra e dello Sputnik:

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Fu anche modificata la grafia di alcune maison sovietiche sul quadrante di qualche orologio, come in questa foto:

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o in questa tratta dal sito di Mark Gordon: http://www.ussrtime.com/

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A dir la verita non so se questo sia avvenuto per lo Sputnik o per Gagarin…

Qui invece abbiamo un orologio prodotto per commemorare il 35° anno dal lancio dello Sputnik (foto di mchap):


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Qui un bracciale sovietico prodotto anch' essoper il 35° anniversario del lancio (foto di Supergiovane75):

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Anche la seconda missione Sputnik è famosa, o meglio è famosa la cagnetta che fu “immolata” alla scienza in quell’occasione: Laika. Appena un mese dopo lo Sputnik 1, lo Sputnik 2, più grande, più sofisticato, in grado di girare su un’orbita più alta e con a bordo un essere vivente, lascia il mondo occidentale ancora più sbigottito e impaurito.

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Il tempo passa e le missioni Sputnik aumentano fino alla numero 5 (la prima in cui due cani tornarono sani e salvi a terra). Ha quindi inizio il programma “Vostok” (mi pare di aver già sentito questo nome!) all’interno del quale le missioni Sputnik continuano fino alla 10 per lasciare poi posto alla missione che porterà Jurij Gagarin con la Vostok 1 a volare nello spazio.




YURI GAGARIN


http://www.youtube.com/watch?v=AYT8XF9q ... re=related




Fu proprio questa missione che nel 1960 determinò il mutamento del nome della prima fabbrica di orologi di Mosca da 1MWF a Poljot (volo).

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Ecco un quadrante di un orologio del forumista Nene:

nene ha scritto:
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]

Il logo con il piccolo razzo o satellite:

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E' uno dei primi usi del marchio Poljot (Volo), qui scritto in cirillico minusculo, adottato dalla 1^ fabbrica di Mosca dopo il volo di Gagarin.



Possiamo poi citare la nascita di nuovi marchi “spaziali” come “Vostok” (non c’è bisogno di spiegazione), “Raketa” (razzo), “Saturn”, “Cosmos”.

Ecco un Raketa del forumista mchap:

mchap ha scritto:
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Come sappiamo il brand Raketa appare in uso nel 1962 in onore del primo volo di Gagarin l'anno precedente.

Possiamo considerare questo orologio tra le poche rarità, che non sono affatto poche :shock: ) dell'orologeria sovietica. Perchè dico questo? semplicemente perchè appare molto poco, se ne parla poco ( non sono riuscito a recuperare le discussione già fatte) e non sono molti a conoscerlo.
Poi, se è stato prodotto in migliaia o milioni di pezzi proprio non lo so.

Quello che mi piace pensare, ma non so darvi alcuna conferma, è che possa essere stato uno dei primi disegnati dalla Raketa. Forse proprio il primo. Quel razzo sul quadrante permette di ipotizzarlo.


Ecco invece un Saturn (Catyph in russo) del forumista Nene e le sue parole di commento:

nene ha scritto:
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il datario e'inquadrato da una piccola lente circondata da anelli per ricordare il pianeta Saturno.

Il movimento e' marchiato 1-60 (primo trimestre del 1960)


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Di orologi relativi alla missione Vostok 1 di Gagarin abbiamo questi, prodotti anni dopo in commemorazione (i primi 3 sono di mchap):

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e i Vostok "Rocket". Di questi esistono diverse colorazioni dello stesso quadrante (i primi 4 sono di mchap):

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Negli anni successivi furono anche prodotte anche diverse sveglie commemorative (una più bella dell’altra!).
Guardatele attraverso le splendide foto presenti sul sito http://www.netgrafik.ch/russiantimes.htm

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Dopo Gagarin, primo uomo ad andare nello spazio, fu la volta della prima donna ad andare nello spazio.




Valentina Vladimirovna Tereškova


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Da Wikipedia:

Valentina Vladimirovna Tereškova in russo: Валентина Владимировна Терешкова (Bol'šoe Maslennikovo, 6 marzo 1937) è una ex cosmonauta e politica sovietica.
È stata la prima donna ad andare nello spazio, il 16 giugno 1963, e l'unica fino alla prima missione di Svetlana Evgen'evna Savickaja
A bordo di Vostok 6, Valentina Tereškova il 16 giugno 1963 venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur per una missione nello spazio durata quasi tre giorni interi. La missione effettuò 49 orbite terrestri. Quale comandante di una navicella spaziale scelse il nomignolo di Чайка (Čajka, "gabbiano") per i collegamenti via radio.
Il 19 giugno Tereškova atterrò nelle vicinanze di Novosibirsk, dove venne accolta e calorosamente festeggiata dalla folla. Pochi giorni dopo le venne conferita a Mosca un'alta onorificenza, cioè il titolo di Pilota-cosmonauta dell'Unione Sovietica.





http://www.youtube.com/watch?v=GyNs3v_D ... re=related




Come riporta Wikipedia il nome in codice scelto da Valentina fu Чайка (Čajka, "gabbiano").
Riporto quanto avevo già scritto qui:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... ght=chaika

…L’azienda che ha prodotto l’orologio invece è la Chaika (gabbiano, in russo), azienda fondata nel 1940 nella città di Uglich, sulle rive del Volga a nord di Mosca, per la produzione di pietre per l’industria di precisione e che successivamente si è anche dedicata alla produzione di orologi (Uglich Watch Factory), soprattutto da donna. Il nome, Chaika, è dedicato proprio ad una donna, la prima astronauta del mondo, Valentina Tereshkova che aveva come “nome in codice” nella missione del 1963 che la rese famosa, la Vostok (!!) 6, per l’appunto Ча́йка (Chaika).

Dopo aver perso la competizione per arrivare per primi sulla luna, il programma spaziale sovietico si concentrò sul “Buran”.




IL BURAN


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Da Wikipedia:

Il Buran ("Бура́н" in russo significa tempesta di neve) fu un programma spaziale sovietico iniziato nel 1976 con l'obiettivo di costruire una navicella spaziale riutilizzabile simile allo Space Shuttle della NASA.
I politici sovietici erano convinti che lo shuttle statunitense venisse usato per scopi bellici, quindi lo consideravano come potenziale minaccia agli esili equilibri della Guerra Fredda.
Buran era anche il nome della prima navetta spaziale sovietica del Programma Buran.
La costruzione del Buran iniziò nel 1980 e nel 1984 venne completato. Il 15 novembre 1988 il Buran partì dal Cosmodromo di Baikonur per il suo unico volo orbitale, senza equipaggio a bordo e durato appena 206 minuti, conclusosi con un perfetto atterraggio automatizzato.
Nel 1992, il collasso dell'Unione Sovietica causò la cancellazione del programma Buran e le navette allora in fase di assemblaggio vennero smantellate o semplicemente abbandonate.Delle tre navette costruite una è stata smantellata,un'altra usata come attrazione a pagamento,e la navetta che volò venne irreparabilmente danneggiata per il crollo del tetto dell'hangar in cui giaceva a Baikonuru il 12 maggio 2002





http://www.youtube.com/watch?v=3gjubQ7SB8I




Anche in questo caso l’orologeria sovietica trasse spunto dalla storia per la produrre nuovi orologi…

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…oppure per produrre delle riedizioni.

Quella che segue è una riedizione degli anni 80 dello “Sputnik” da parte della Vostok dove però l’occasione fu il Buran. Notare che infatti la scritta in alto recita “Buran” e non “Sputnik (il movimento è un Vostok 2409).
Foto di Draghetto9

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La storia del Buran è collegata alla storia dell’Antonov An-225.





L’ANTONOV AN-225.


Da Wikipedia:

L'Antonov An-225 Mriya (in italiano: "sogno"; in ucraino: Антонов Ан-225 «Мрія»; in russo: Антонов Ан-225 «Мрия»; nome in codice NATO: Cossack) è un aereo da trasporto strategico di fabbricazione sovietica. È il più grande aereo mai costruito, anche se il record di maggior apertura alare appartiene ancora all'idrovolante a scafo Hughes H-4 Hercules.
Venne concepito originariamente all'interno del Programma spaziale sovietico, come sostituto dell'aereo da trasporto Myasishchev VM-T Atlant nell'ambito del programma per il Lanciatore Energia. Compito di questi giganteschi velivoli era il trasporto delle componenti del lanciatore.
L'An-225 volò per la prima volta il 21 dicembre 1988. Solo un An-225 è al momento in servizio. È commercialmente disponibile per trasportare carichi ultra pesanti o enormi, sino a 250 tonnellate (550,000 lb) nella sua stiva o 200 tonnellate (440,000 lb) all'esterno. Un secondo An-225 fu parzialmente costruito verso la fine degli anni ottanta, in congiunzione con il Programma spaziale Sovietico. In seguito al collasso dell'Unione Sovietica nel 1990, e la cancellazione del programma spaziale Buran, il solo An-225 operativo fu messo da parte, ed i suoi motori furono rimossi per l'utilizzo su gli An-124. La fusoliera del secondo An-225, prossima al completamento ed in attesa dell'installazione dei motori, fu messa in naftalina.
Verso la fine degli anni ottanta, il governo sovietico si adoperò per creare reddito attraverso le sue strutture militari. Nel 1989 venne creata una holding a partire dall'Antonov Design Bureau, come azienda di trasporto aereo pesante, sotto il nome di Antonov Airlines, basata a Kiev, in Ucraina ed operante dall'aeroporto londinese di Stansted in collaborazione con la Air Foyle Heavylift.
La compagnia iniziò le operazioni con una flotta di 4 An-124-100 e 3 Antonov An-12, ma verso la fine degli anni novanta fu evidente che serviva un aeroplano più grande dell'An-124. In risposta a questa esigenza, l'An-225 originale venne rimotorizzato, modificato per trasporti cargo pesanti, e rimesso in servizio sotto la gestione della Antonov Airlines.
Il 26 maggio 2001 l'An-225 ha ricevuto il suo certificato da parte dell'autorità internazionale, e ha potuto effettuare il suo servizio commerciale. Nel suo primo viaggio il velivolo ha trasportato 216.000 pasti pronti da Stoccarda (Germania) a Thumrait (Oman), destinati alle truppe americane presenti nella regione. Da allora l'An-225 è stato il cavallo da tiro della flotta Antonov, trasportando oggetti precedentemente creduti impossibili da muovere per via aerea, come locomotive, generatori da 150 tonnellate, e prestando la sua immensa stiva a trasporti eccezionali verso luoghi teatro di disastri. Dal 2000 è diventato evidente che le richieste di utilizzo per l'unico esemplare prodotto sono eccessive, e nel 2004 si è deciso di completare la costruzione del secondo velivolo. La consegna dell'aereo è prevista per il 2010
A partire dal giugno del 2003 l'An-225, assieme con gli An-124s, ha consegnato oltre 800 tonnellate di equipaggiamento per aiutare gli sforzi umanitari in Iraq. Il velivolo è stato anche prenotato dal governo statunitense per il trasporto di rifornimenti a supporto delle forze della coalizione in medio oriente. L'uso da parte degli Stati Uniti di un velivolo di progettazione sovietica può essere interpretato come una prova della qualità dell'ingegneria sovietica nello sviluppo di aerei da trasporto pesanti. Nessun aereo americano è mai stato progettato per compiti similari. Il governo americano sta valutando un contratto a lungo termine con la Antonov Airlines per la produzione e l'utilizzo di dieci An-124 e un An-225, si prevede che il loro utilizzo sia molto più economico di quello dei 6 C-17 proposti inizialmente per gli stessi compiti.
L'Antonov 225 fu progettato per il Programma spaziale sovietico. Infatti fu capace di trasportare il Razzo Energia ed il Buran. Queste funzioni erano pressoché identiche a quelle implementate nel Shuttle Carrier Aircraft utilizzato dalla NASA.


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Perché vi ho trascritto tutta questa storia dell’Antonov? A parte l’interesse che può suscitare indipendentemente dall’orologeria, è collegato come abbiamo visto al programma sovietico dello spazio e quindi, ma è una mia ipotesi, l’Antonov collega indirettamente questo orologio:

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di cui avevo parlato qui:
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=10383
al programma spaziale sovietico. Infatti il primo Antonov 225 vola nel 1988, nel 1989 venne creata l’azienda di trasporto aereo pesante e il libro di Levenberg riguardo a questo orologio così recita:
“Model Komandirskie specifically made for the Cargo Plane Division. Caliber 2414, 17 jewels, manual winding, date, crown at 2 o’clock, dial bearing a wind rose at 12 o’clock, this model was made in a very small quantity in 1993”



http://www.youtube.com/watch?v=ezui-jpK ... re=related






IL PROGRAMMA SALJUT

Ecco ora un orologio non sovietico ma della Germania dell’est. Lo voglio ricomprendere anche perché mi dà la possibilità di parlare del programma Saljut.

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L’orologio è un Rhula al quarzo analogico prodotto per il primo cosmonauta tedesco (della Germania dell’est), Sigmund Jähn, che ha partecipato alla missione Soyuz 31 del 1978 diretta verso la stazione spaziale Salyut 6.

L’orologio porta la scritta “Intercosmos”, il nome del programma di collaborazione lanciato dall’Agenzia Spaziale Sovietica per consentire ai piloti di nazioni “amiche” di volare con le navicelle sovietiche.
Sotto riporta le parole (in tedesco) “volo spaziale con uomo a bordo” UDSSR / DDR (Union Der Sozialistischen Sowjetrepubliken / Deutsche Demokratische Republik).


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Ma cos’è il programma Saljut? Come sempre ci viene in aiuto wikipedia.

Da Wikipedia:

Dopo che gli Stati Uniti d'America erano riusciti ad allunare prima dell'Unione Sovietica, i programmi spaziali delle due superpotenze si svilupparono in direzioni diverse. Mentre gli americani spingevano con insistenza verso un programma per trasporti spaziali a basso costo (almeno nelle intenzioni) mediante l'orbiter Space Shuttle riutilizzabile, l'Unione Sovietica iniziò con la progettazione di stazioni spaziali per la continua presenza umana nello spazio.
Durante la fase di progettazione vennero sviluppate due serie di stazioni spaziali differenti, una di carattere civile (Saljut o DOS) ed una di carattere meramente militare (Almaz), quale contrappeso alla stazione spaziale del programma MOL (Manned Orbiting Laboratory) dell'US Air Force. Le stazioni spaziali lanciate nello spazio con successo di entrambi i tipi di costruzione vennero unitariamente denominate stazioni Saljut.
Le stazioni spaziali della serie Saljut contribuirono in maniera decisiva allo sviluppo della tecnologia necessaria per una permanenza prolungata nello spazio. Le due ultime stazioni spaziali Saljut (la 6 e la 7) erano composte da tre sezioni a forma cilindrica. La sezione di prua aveva un diametro di circa 2 metri ed era dotata di un congegno d'aggancio fisso. La sezione media (con un diametro di circa 3 metri) e la sezione di poppa (con un diametro di 4,15 metri per una lunghezza di 4 metri) era a disposizione dei cosmonauti per il loro soggiorno nello spazio, nonché ed in particolar modo per l'esecuzione degli esperimenti scientifici, essendo dotata dell'apposita strumentazione tecnica. Agganciato alla sezione di poppa vi fu il congegno propulsore per l'esecuzione delle manovre orbitali e di cambio di traiettoria d'orbita, nonché un ulteriore sistema d'aggancio per navicelle spaziali. Inoltre, attaccate alla sezione media, vi furono tre pannelli solari di media grandezza. Le stazioni spaziali erano pertanto lunghe 15 metri e la loro massa corrispondeva a circa 20 tonnellate. Per il loro lancio vennero usati dei razzi vettori del tipo Proton.




Veniamo ora quasi ai giorni nostri con la stazione orbitante MIR.




LA STAZIONE MIR

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Da Wikipedia:

La Mir (in russo Мир; parola che significa sia "Mondo" sia "Pace") fu una stazione spaziale del tipo modulare, cioè composta da diversi moduli lanciati separatamente e successivamente assemblati nello spazio, prima sovietica, e poi russa. L'assemblaggio infatti iniziò il 20 febbraio 1986, però il suo completamento impegnò oltre un decennio. La Mir venne considerata, dopo il lancio del primo satellite artificiale (Sputnik 1 nel 1957) e del primo volo umano nello spazio di Jurij Gagarin (Vostok 1 nel 1961) come ulteriore successo di prestigio del programma spaziale sovietico. La stazione fece il suo rientro programmato in atmosfera il 23 marzo 2001.
Dopo che l'Unione Sovietica mise in funzione più stazioni spaziali del tipo Salyut negli anni settanta fino all'inizio degli anni ottanta, la Mir divenne la prima stazione spaziale abitata perennemente e funzionante scientificamente raggiungendo così l'obiettivo per cui fu concepita. La Mir infatti poté basarsi sulle stazioni spaziali Salyut e sulle precedenti esperienze ricavate con la loro operatività. La sua struttura infatti venne concepita analogamente.
Il modulo o blocco di base della Mir era dotato, a differenza dei blocchi impegnati per le Salyut, di ben sei congegni d'aggancio per navicelle di trasporto e per moduli o blocchi per ampliare la stazione spaziale stessa. Nel corso degli anni infatti, la Mir fu costantemente ampliata grazie ai citati blocchi agganciati, fino quando nel 1996, ebbe raggiunto l'ultimo stadio d'ampliamento previsto, quando vi fu agganciato il modulo denominato Priroda.
Per diversi anni, la Mir fu l'unico avamposto permanente della presenza umana nello spazio. Oltre agli innumerevoli esperimenti di carattere scientifico vennero particolarmente effettuate esperienze di carattere medico, in particolare sugli effetti sull'organismo umano della permanenza prolungata nello spazio. Diversi cosmonauti infatti rimasero a bordo della stazione spaziale per periodi di quasi un anno intero.
L'assemblaggio modulare della Mir fu fondamentale per lo sviluppo e la messa in funzione della successiva Stazione Spaziale Internazionale – ISS. Infatti anche il modulo Zvezda impegnato sull'ISS, rappresenta una versione modificata del blocco base impegnato per la Mir.
I primi cosmonauti che visitarono la stazione spaziale vennero trasportati con le navicelle spaziali Sojuz, mentre il rifornimento della stazione stessa con generi alimentari, acqua potabile, carburante ecc. veniva garantito dalle navicelle di trasporto prive di equipaggio del tipo Progress.
Mediante il montaggio di un apposito congegno d'aggancio, si poterono agganciare alla Mir a partire dal 1995 pure gli Space Shuttle americani anche se questo era stato originariamente progettato per il Buran, lo shuttle russo, che non fu mai operativo. Infatti originariamente i programmi spaziali russi prevedevano di impegnare questo orbiter per rifornire la Mir.
Così quest'inoperatività contribuì a creare una prima combinazione ideale per l'esplorazione umana dello spazio a livello internazionale. Questa fu raggiunta durante l'esecuzione del programma di collaborazione Mir-Shuttle. Infatti la stazione spaziale russa combinò le sue potenzialità con lo Shuttle americano. La Mir fornì un grande e vivibile laboratorio scientifico nello spazio, mentre lo Space Shuttle portò rifornimenti e un ulteriore spazio vivibile: insieme formarono la più grande navicella spaziale di sempre, ben 250 tonnellate di massa. Se il programma test Apollo-Sojuz del 1975 era stata una prima dimostrazione della disponibilità di collaborazione in questo campo da parte delle due superpotenze, questo programma ne fu la dimostrazione sia pratica che dell'utilità di una reciproca collaborazione. Tanto più se si considera che in precedenza vi furono 20 lunghi anni di "congelamento" nei rispettivi rapporti.


A bordo della stazione furono ospitati astronauti (da non confondersi con i cosmonauti che sono gli astronauti russi) di moltissime nazioni. La parola cooperazione direi che in questi casi ben si adatta alle situazioni che si vennero a creare di volta in volta.




http://www.youtube.com/watch?v=iJE9PNRo ... re=related




Per alcune di queste cooperazioni la “Slava” produsse degli orologi commemorativi.
Qui sconfiniamo nell’orologeria russa ma facciamo finta di niente…

Guardiamo qualche esempio:

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Sul quadrante abbaio la stazione orbitante MIR, le bandiera russa (sempre), la bandiera della nazione dell’astronauta ospitato e la scritta “Baikonur” che abbiamo visto essere il cosmodromo da cui sono partite praticamente la totalità delle imprese spaziali russe. Quello con la bandiera francese, preso dal sito di Mark Gordon, è relativo alla spedizione verso la MIR della Soyuz TM-15 del 27 luglio – 10 agosto 1992
Tra l’altro il cosmodromo è ora in Kazakistan per cui la Russia deve pagare un salato affitto per continuare ad usarlo. Non a caso sta ampliando un altro cosmodromo già esistente nel nord della Russia.


Abbiamo anche un Pobeda prodotto in occasione della “visita” di un astronauta austriaco (dal sito di Ill Phil):

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Finiamo ora con un bel Chaika riassuntivo della storia sovietica della conquista dello spazio (dal sito di Ill Phil)::

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“LA TERRA È LA CULLA DELL'UMANITÀ, MA NON SI PUÒ VIVERE NELLA CULLA PER SEMPRE”.

Così è scritto in testa all'articolo. Sono le parole scritte all'inizio del Novecento da Konstantin Tsiolkovsky, considerato il padre della missilistica sovietica ed uno dei principali artefici del Cosmismo russo.
Quelle parole mettono in evidenza come la conquista dello spazio da parte sovietica fosse fortemente voluta e sentita oltre che per motivi di supremazia, immagine ed orgoglio nazionale, anche per motivi filosofici.
Il cosmismo infatti ritiene che la morte, male supremo, sia superabile attraverso processi scientifici e psichici, inoltre la nuova umanità così ottenuta dovrà essere in grado di colonizzare il cosmo (per motivi di spazio fisico).
Al cosmismo hanno aderito famosi scrittori, scienziati e politici russi ed ancora oggi a Mosca esiste la “Società Cosmista”.

Proseguiamo allora con una breve biografia di Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij (o Tsiolkovsky):

Da Wikipedia:

(…) Tsiolkovsky teorizzò molti aspetti del volo spaziale e della propulsione missilistica. Viene considerato il padre del volo spaziale umano e il primo uomo a concepire l'ascensore spaziale. Il suo lavoro più famoso fu "L'esplorazione dello Spazio cosmico per mezzo di motori a reazione"), che pubblicò nel 1903 era sicuramente il primo trattato accademico sulla missilistica. Sfortunatamente le sue idee non fecero mai presa in Unione Sovietica, e il campo rimase arretrato fino a che gli scienziati sia tedeschi che di altri Paesi arrivarono alle stesse conclusioni indipendentemente, nei decenni seguenti.
Il suo lavoro influenzò più tardi gli scienziati missilistici di tutta Europa, e fu anche studiato dagli americani nei decenni del 1950 e del 1960 mentre tentavano di comprendere i primi successi dell'Unione Sovietica nel volo spaziale.
(…)
Nel 1929 Ciolkovskij propose la costruzione di razzi a più stadi nel suo libro Космические поезда (Kosmičeskie poezda, "Treni cosmici").
L'equazione di base per la propulsione a razzo, l'equazione del razzo di Tsiolkovsky, fu dedicata a lui.
Era anche un seguace del Cosmismo del filosofo Nikolaj Fëdorov e credeva che colonizzare lo spazio avrebbe guidato al perfezionamento della razza umana, con l'immortalità ed una esistenza senza preoccupazioni.


Non ci sarebbe poi da stupirsi se questo orologio (foto di maxjam):

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fosse “dedicato” all’ilozoismo, di cui Nikolai Kostantinovic Rerikh, (la persona a cui Gagarin nel suo primo volo nello spazio, inviò un messaggio di saluto) era un esponente .
L’ ilozoismo è la dottrina che concepisce la materia come una forza vivente che ha in se stessa animazione, movimento e sensibilità senza alcun intervento di principi animatori esterni.
Questa dottrina filosofica è presente nei filosofi presocratici, per i quali la sostanza primordiale è materiale e vivente, e negli stoici che teorizzano l'esistenza di un fuoco originario come principio animatore dell'universo.
Per l’ilozoismo Dio e Cosmo sono la stessa cosa e l’occhio rappresentato nel quadrante dell’orologio potrebbe essere l’occhio “cosmico” e la scritta “Cosmopolis” potrebbe fare riferimento ad uno “stato cosmico”.
Tutte supposizioni, tutte teorie. Cosmopolis potrebbe essere nient’altro che Baikonur, la città nata vicino al più famoso cosmodromo russo. La dicitura “Baikonur Kosmpolis” infatti, come abbiamo visto, è presente in diversi orologi commemorativi. L’occhio rimarrebbe in questo modo un mistero.



CONCLUSIONI


Concludendo: la storia sovietica della conquista dello spazio ha influito pesantemente sulla storia dell’orologeria sovietica (e non abbiamo considerato gli orologi che hanno volato) ma anche sulla “nostra” storia di occidentali alleati degli Stati Uniti.

Non sono in grado (o forse non ho voglia) di approfondire ulteriormente l’argomento e so per esperienza che se non pubblico subito poi non pubblico più.
Quello che mi interessava tutto sommato l’ho ottenuto, cioè dare un’idea dei rapporti tra orologeria e conquista dello spazio.
Spero di anche di aver solleticato la vostra curiosità: possiamo considerare, se volete, questo articolo un’impalcatura per costruire qualcosa di più grande e bello; in ogni caso se trovate (probabile) errori ed omissioni ditelo che provvedo!

Un’ultima cosa. Mi sono avvicinato per caso all’orologeria sovietica. Molti orologi costano pochissimo e vanno benissimo per provare a fare le prime revisioni.

Questo è stato l’inizio.

Poi è stato difficile non rimanere sorpresi ed ammirati davanti alla bellezza di molti quadranti, alla fantasia, al gusto, alla tecnica dell’orologeria russa.

Uno dei punti che contraddistinguono questa orologeria e che ne fa direi un caso unico al mondo è il rapporto strettissimo con la storia dell’Unione Sovietica. Ne abbiamo una prova proprio guardando questi orologi dedicati allo spazio. Non c’è evento che non si rispecchi negli orologi.

Possiamo dire con tutto il diritto che con l’orologeria russa abbiamo a che fare con un mondo particolare ed affascinante!

Ciao
Mattia


Ultima modifica di mat939 il sabato 14 agosto 2010, 21:29, modificato 25 volte in totale.

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Grazie, molto bello e istruttivo!
Complimenti per la pazienza e buona volontà!
Ciaooo


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Interessante, poi i primi tre orologi degli anni 50 sono veramente belli.
Forse è più facile scalare il Pik Lenin che trovarli :cry:

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Re: Lo spazio e l’orologeria sovietica
MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 0:20 
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mat939 ha scritto:
Ha quindi inizio il programma “Vostok” (mi pare di aver già sentito questo nome!)


la scelta del mio avatar non fu certo casuale :grin:


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MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 16:02 
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Mattia sei il solito rompib@lle :-D , ma non ti fermi neanche un po' con tutto questo caldo? :shock:
Adesso mi tocca mettermi al lavoro :-( e completare con lo scoop sull'orologio di Gagarin...
8-)


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Bel lavoro Mattia, moolto interessante.. :D per me che oltre ai "militari" ho passione anche per quelli "spaziali", questo topic è un toccasana.. :cool:
grazie, continua ancora... :grin:

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azariah ha scritto:
Grazie, molto bello e istruttivo!
Complimenti per la pazienza e buona volontà!
Ciaooo


Grazie! :-D

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 22:00 
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oldradio ha scritto:
Interessante, poi i primi tre orologi degli anni 50 sono veramente belli.
Forse è più facile scalare il Pik Lenin che trovarli :cry:


Il Pik Lenin? Eccomi quasi in vetta:

Immagine


Ciao
Mattia


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Re: Lo spazio e l’orologeria sovietica
MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 22:01 
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Mr. Frank ha scritto:
mat939 ha scritto:
Ha quindi inizio il programma “Vostok” (mi pare di aver già sentito questo nome!)


la scelta del mio avatar non fu certo casuale :grin:


E' vero!! :grin:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 22:02 
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ottobit ha scritto:
Mattia sei il solito rompib@lle :-D , ma non ti fermi neanche un po' con tutto questo caldo? :shock:
Adesso mi tocca mettermi al lavoro :-( e completare con lo scoop sull'orologio di Gagarin...
8-)


E' proprio il caldo il responsabile: a picchiar tasti non sudo!! :o

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: martedì 27 luglio 2010, 22:03 
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DareDevil ha scritto:
Bel lavoro Mattia, moolto interessante.. :D per me che oltre ai "militari" ho passione anche per quelli "spaziali", questo topic è un toccasana.. :cool:
grazie, continua ancora... :grin:


Grazie!! :grin:

Ciao
Mattia


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MessaggioInviato: mercoledì 28 luglio 2010, 1:29 
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Iscritto il: domenica 29 novembre 2009, 15:29
Messaggi: 59
Località: Bergamo
Complimenti Mattia. Molto bello!!!!!

Mi dai l'occasione per porre una questione riguardo al quadrante del Vostok rappresentato in questa mia foto, non a caso insieme al commemorativo di Gagarin, a destra.
Su questo quadrante troviamo la scritta Cosmopolis insieme ad uno strano logo.
Anche sullo Slava troviamo associata a Baikonur la stessa dicitura, questa volta con la K (come peraltro nella corrispondente in cirillico).
Possiamo quindi ricollegare questo Vostok alle missioni spaziali sovietiche e considerarlo on topic?

Immagine

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Massimo


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Re: Lo spazio e l’orologeria sovietica
MessaggioInviato: mercoledì 28 luglio 2010, 8:47 
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:up:
mat939 ha scritto:
Bello, bellissimo!
Il titolo intendo! [...]

Bello, bellissimo!
Il tuo articolo intendo! :D

A proposito di Sputnik (l'orologio non il satellite) montava un movimento K-26 di derivazione LIP. Molta della documentazione l'hai già raccolta tu qualche tempo fa (Molnija by Rolex), io mi limito ad aggiungere un piccolo contributo sulle capacità di modifica e adattamento degli orologiai sovietici.

Foto tratte da:
http://watchesz.free.fr/mfa/lip_au_pays_des_soviets.htm


Ecco il LIP 26:
Immagine

Questa invece è la versione sovietica K-26, già rivisitata rispetto all'originale (si noti ad es. l'accorpamento del ponte della ruota di scappamento). E' comunque ancora un movimento con piccoli secondi decentrati.
Immagine

E questa invece è la versione con secondi centrali, ponte e ruotismi supplementari sono di progetto sovietico:
Immagine

Ciao :-D
// ocram


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MessaggioInviato: mercoledì 28 luglio 2010, 13:44 
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mat939 ha scritto:
oldradio ha scritto:
Interessante, poi i primi tre orologi degli anni 50 sono veramente belli.
Forse è più facile scalare il Pik Lenin che trovarli :cry:


Il Pik Lenin? Eccomi quasi in vetta:

Immagine


Ciao
Mattia


Bello il cielo del Pamir, ma l'altimetro mi sembra che non arrivi a 2000 mt. :smile:

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Paolo


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MessaggioInviato: mercoledì 28 luglio 2010, 14:02 
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maxjam ha scritto:
Complimenti Mattia. Molto bello!!!!!

Mi dai l'occasione per porre una questione riguardo al quadrante del Vostok rappresentato in questa mia foto, non a caso insieme al commemorativo di Gagarin, a destra.
Su questo quadrante troviamo la scritta Cosmopolis insieme ad uno strano logo.
Anche sullo Slava troviamo associata a Baikonur la stessa dicitura, questa volta con la K (come peraltro nella corrispondente in cirillico).
Possiamo quindi ricollegare questo Vostok alle missioni spaziali sovietiche e considerarlo on topic?

Immagine


Grazie dei complimenti ma... che belli, che belli!!! :grin:

E' la prima volta che vedo quello a destra (non vuol dire niente, eh!, sono anche miope... :eek: !).

Per quanto riguarda il logo non so niente, per quanto riguarda Cosmopolis, invece, che anche tu associ a Baikonur per via dello Slava, direi (ipotesi) che trattandosi di "città dello spazio" (dal greco) sia sempre Baikonur.

Da Wikipedia:

(...) Una cittadina di supporto fu costruita attorno alle strutture del centro, e fornita di appartamenti, scuole e il necessario per gli operai del centro. Raggiunse lo status di città nel 1966 e venne chiamata Leninsk, ma nel 1995 è stata ribattezzata Baikonur. (...)

Se così è l'orologio in questione è senz'altro "SPAZIALE" !!! :grin:

Sarebbe bello capire anche il logo... che sia l'occhio del cosmo che ci guarda? Spero che qualcuno ne sappia di più! :D

Ciao
Mattia


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