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I nostri primi passi verso la tornitura: albero lama circ.
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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 9:44 
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Indice:

(N° pag / argomento)

1 ) affilatura bulino
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?t=20369

7 ) entrata nel pezzo (tallone, punta,...)
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... c&start=90

9 ) tornitura barre martellate (per riportarle al tondo)
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=120

10 ) scheda N° 2 Barra d'ottone limata
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=135

11 ) scheda N°3 Semisfera e N°4 ripresa di una barra storta
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=150

12 ) scheda N°5 e N°6 tornitura concave e convesse
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=165

18 ) scheda N°7 Gole
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=255

19 ) scheda N°8 Tornitura cono
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=270

20 ) tornitura colonnetta
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=285

25 ) tornitura disco tramite supporto di legno e gommalacca
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=360

38 ) Piedino Quadrante
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=540

44 ) tornitura colonnetta 2
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=645

50) realizzazione albero porta lama circolare
http://www.orologiko.it/forum/viewtopic ... &start=735

Con questo post vorrei iniziare la mia avventura nel mondo della tornitura orologiera.

Per iniziare vorrei fare una piccola premessa.
Le procedure e passi che seguiranno in questo post ,come negli altri, non sono una guida sul come si esegue correttamente l’operazione ma di come l’ho eseguita io.
Mi piacerebbe che i più esperti procedano a critiche mirate e consigli in modo da potermi migliorare.

Il primo punto che vorrei affrontare è la preparazione del bulino. Il bulino è in HSS ed ha una sezione di 2.2 x 2.2 mm, prodotto dalla vallorbe. In pratica non è una classica barretta grezza di HSS ma un semilavorato.

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Se lo osserviamo attentamente, ci accorgiamo che la superfice di fabbrica si presenta ancora grezza, sia per la punta sia per il fusto.

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Non so se riuscite ad apprezzare la grana tramite le foto, ma vi assicuro che passandoci sopra con l’unghia si possono percepire chiaramente i solchi.

Vediamo ora gli strumenti che utilizzerò per preparare il bulino.
Da sinistra a destra: diamante, pietra d’india, placchetta di allumina

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L’olio che uso non è specifico per l’affilatura, ma da risultati che io ritengo soddisfacenti.

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La sgrossatura la eseguo con il diamante lisciando punta e i quattro lati del fusto(in modo da togliere i solchi in presenti in esso), poi ripeto l’operazione con la pietra d’india.

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In seguito procedo lisciando a specchio con la placca di allumina, rifinendo anche gli spigoli.

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Purtroppo con le foto non riesco a mostrarvi lavorazione, spero che con il disegno riusciate a capire, dove diventa più scuro indica un leggero cambio di angolazione.

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Ed ecco il bulino finito, ho smussato i 3 angoli del fusto per evitare di danneggiare il ventaglio.

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Ed eccolo fornito di manico, con il suo fratellino (sezione 2x2 mm) accanto.

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Se avete notato qualche errore o qualcosa alla quale dovrei prestare particolare attenzione sarei felice di saperlo.


Potete consigliarmi un primo esercizio di tornitura, io pensavo di procedere alla riduzione di diametro d’ una barra d’ottone. Penso di partire da una barra da 3 mm, per poi ridurre il diametro a scalini.

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Saluti
Christian

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Se quanto scritto può avere un doppio senso, ed uno di questi vi offende, io intendevo certamente l'altro.


Ultima modifica di c3n il martedì 8 gennaio 2013, 11:06, modificato 9 volte in totale.

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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 9:55 
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Ciao Christian,
io mi astengo dal fornire pareri...però ti posso dire che sono molto contento per questa tua nuova avventura e sono certo che sarà molto istruttiva e ben fatta come altri tuoi post...

Le uniche due cose che mi permetto di dirti, sono:

L'ottone è molto difficile da lavorare a mano, anche più dell'acciaio

Il bulino da 2,2 mm Quadro può andare bene per fare le cose più grosse, poi te ne serviranno di più piccoli, e il manico non serve... :D

Comunque buon proseguimento e sperimentazione!

Ciao


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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 11:18 
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Come sembra dicesse Abramo Lincoln: "Se hai 8 ore per abbattere un albero passa le prime 6 ad affilare l'ascia".

Questo motto mi sembra applicabile anche alla tornitura, :eek:


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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 15:15 
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nematos ha scritto:
Ciao Christian,
io mi astengo dal fornire pareri...però ti posso dire che sono molto contento per questa tua nuova avventura e sono certo che sarà molto istruttiva e ben fatta come altri tuoi post...

Le uniche due cose che mi permetto di dirti, sono:

L'ottone è molto difficile da lavorare a mano, anche più dell'acciaio

Il bulino da 2,2 mm Quadro può andare bene per fare le cose più grosse, poi te ne serviranno di più piccoli, e il manico non serve... :D

Comunque buon proseguimento e sperimentazione!

Ciao


Ciao Davide,

dapprima grazie per l'incoraggiamento.
Mi domando perché astenerti? più voci ci sono e più diventerà interessante e animata la discussione.

Se sarà istruttiva lo scopriremo passo a passo, io son solo un allievo in cerca di uno o piu maestri. Se riuscirò a trovarli sarà di certo istruttiva, altrimenti diventera una raccolta dei miei errori.

Per quel che concerne i bulini, il più piccolo che ho trovato sul catalogo bergeon é da 1.5 mm quadrato. Tu dove li prendi più piccoli?

Saluti

Christian

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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 15:17 
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pendolum ha scritto:
Come sembra dicesse Abramo Lincoln: "Se hai 8 ore per abbattere un albero passa le prime 6 ad affilare l'ascia".

Questo motto mi sembra applicabile anche alla tornitura, :eek:


Ciao Pendulum,

sul motto sono d'accordo anch'io,
hai qualche consiglio per controllare se l'ascia é ben affilata? qualche prova pratica?


Grazie
Christian

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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 17:45 
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Passarlo velocemente su una piuma mentre vola e vedere se la taglia in due. :smile:

A parte gli scherzi ... non sono certo un esperto ma, permia esperienza diretta, quando l'attrezzo è ben affilato sull'acciaio solleva un bel truciolo pulito e lungo. Quando comincia a non comportarsi così è ora di riaffilarlo...

Il sistema è un po' grezzo ma di più non so ... 8-)


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MessaggioInviato: venerdì 21 settembre 2012, 23:30 
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Carissimo Cristian
Io uso il tornio da anni,e posso dirti per esperienza che quanto ha detto Pendolum è oro colato.
Ora veniamo ai tuoi bulini.
Perchè hai cambiato l'angolo di spoglia sul bordo??
Hai un motivo particolare??
Poi onestamente per i primi lavori,consiglio vivamente,bulini di acciaio legato.
Molto più morbidi facili da affilare.
La sagoma dalla quale sei partito è ottima,la classica affilatura a losanga (Rombo)
Il motivo,per la quale si fà questo tipo di affilatura è per permettere di vedere bene,cosa si esegue,in modo da avere il codolo del bulino di lato,fuori dal campo di lavoro.
Per capire se il tuo bulino è affilato,ti basta passare,senza premere il tagliente su un foglio di carta.
Se vedi un taglio netto,senza slabrature,hai il bulino ad OK.
A mio avviso,fai molto bene a partire con un pezzo di ottone,perchè impari meglio a tenere l'angolo di taglio.
L'ottone ti perdona meno,ma essendo più morbido,ti tiene l'affilatura più a lungo,noti molto bene,quando tieni il bulino in posizione ottimale,perchè invece di tante righe che sembra una microfilettatura,ottieni il pezzo lucido.
Ti accorgi meglio,se fai un pezzo cilindrico o un cono,o peggio un triangolo.
Impari prima e meglio a dosare la spinta,che asseconda il taglio.
Ma sopratutto,impari a spostarti sul poggiabulino,in modo controllato,in quanto l'ottone,tende ad acchiapparti l'utensile.
Per evitare questo,impari a sentire,con il tatto quando taglia e sopratutto quanto taglia in spessore di truciolo,Attento alle schegge d'ottone,ti si infilano dappertutto e sono micidiali,tieni sempre i piedi ben coperti.
Non è un lavoro da fare in sandali o ciabatte.
A scuola anche noi cominciavamo così.
Prima si impara a camminare,poi si corre.
Il secondo passaggio è l'AVP,poi acciaio.
E su quest'ultimo,capito il tagliente e cosa succede si può usare il superrapido,ovvero Hss o peggio,ancora più duro.
Quando serve un bulino sensibile,si può molare il rombo eliminandone metà o oltre.
In questo modo la parte tagliente,diventa come se il bulino fosse più piccolo di sezione.
In fase di lavoro,devi cercare di mantenere il tagliente a centro del pezzo.
mai sopra o tallona,se invece vai sotto,te lo può pizzicare.
Questa è la parte più difficile da imparare.
Altra cosa,io assai raramente uso il bulino intero.
A volte al tornio ci passo giornate,per cui mi viene un male tremendo alle mani a trattenere una barretta di acciaio,dagli spigoli vivi.
Ti ricodi come li ho io??
Comunque sul fondo,oltre ad evitare di farsi male,visto che finisce a punta,conviene sempre un piccolo manico,quello proprio dei bulini.
Quest'ultimo ha un lato tagliato,che oltre ad impedire il rotolamento di quest'ultimo ti ricorda a colpo d'occhio quale è il tagliente.
Come ho detto,però preferisco il bulino molto corto,circa 20 30 mm
Più che sufficente per lo spazio poggiabulino
In modo di avere tra le mani un tondino di legno,io uso per manici,i codoli dei pennelli quelli economici.
Poveri pennelli,nati per imbrattatela,vengono da me rasati per essere usati per pulizia,poi disfatti dal lavoro di toglizozzo,recuperato il manico,per il bulino.
Accorciando il bulino,che dura comunque moltissimo,priima di essere troppo corto,questo,diventa più maneggevole e più leggero.
Sul manico,provvedo poi a dare un colore od un riferimento che mi ricorda che tipo di affilatura ha,un po' come facciamo per distiguere i cacciavitini da orologiaio.
Il colore in questo caso aiuta,permettendoci di distrarci meno dal lavoro in atto,visto che la tornitura in precisione d'orologeria è fatta principalmente di controllo visivo a paragone.
Se non chiaro richiedi,e grazie per questi post,sei partito con il piede giusto.

Un salutone
Pierino la peste.

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 13:35 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimo Cristian
...
Perchè hai cambiato l'angolo di spoglia sul bordo??
Hai un motivo particolare??
....
Altra cosa,io assai raramente uso il bulino intero.
A volte al tornio ci passo giornate,per cui mi viene un male tremendo alle mani a trattenere una barretta di acciaio,dagli spigoli vivi.
Ti ricodi come li ho io??

...

Come ho detto,però preferisco il bulino molto corto,circa 20 30 mm
Più che sufficente per lo spazio poggiabulino

...

Se non chiaro richiedi,e grazie per questi post,sei partito con il piede giusto.

Un salutone
Pierino la peste.


Ciao Piero,
grazie per il tuo intervento.
L’angolo di spoglia l’ho cambiato perché l’ho visto fare nel video postato sul forum.
Mi pare di capire che tu non lo ritenga necessario (o meglio che dipenda dal caso).

I tuoi bulini purtroppo non me li ricordo, da come li descrivi immagino che siano simili a quelli postati da JCH, in particolare a quello che ho evidenziato nel riquadro.

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Puoi confermarmi ciò, cosi mi attrezzo. La cosa da un lato mi farebbe molto piacere perché vorrebbe dire che dal mio bulino ne potrei ricavare 3-4 .

Saluti
Christian

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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 18:08 
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Carissimo Cristian
Sì il bulino è come quello nel riquadro,per evitare confusione ci ho messo sopra una freccia.


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Però devi ricordare che nel tempo li consumi,e all'inizio in particolare ancora maggiormente,causa il capire come funziona il tutto.
Tienili sufficientemente lunghi per il lavoro,circa tra i 20 - 30 mm
Poi troverai come per le penne da scrittura,quella che più si adatta alla tua mano.
Ogniuno di noi ha le sue preferenze.
Se noterai,nel mucchietto che il buon Giacomo ci ha fotografato,li vedi fatti anche di serie,con il manico chiusura a vite regolabile e fissi in alluminio. Soprattutto di materiale molto duro,come acciai al tungsteno,vidia ,ceramica. diamantati a o con punta in diamante.
Io però preferisco il legno,caldo,simpatico,mi è più congeniale,ma è scelta personale.(Il legno dei pennelli è fantasticamente anche più leggero)
Il bulino,se lo accorci,devi comunque mantenere,il manico lungo,il totale come una penna per scrittura,al fine di poterlo,reggere agevolmente,senza fatica.
meno affaticherai la mano,migliore risulterà il lavoro,perchè fatto con minor stress,e maggiore sensibilità.
I manici che vediamo semitondi nella fotografia di Giacomo (Jch) quelli grandi,sono in realtà per incisione,adatti ad essere tenuti nel palmo della mano per imprimere forza sul bulino.
Mal si adattano alla tornitura,salvo particolari lavorazioni.
Non ricordo il filmato dove facevano vedere questi bulini con una affilatura smussata.
Io personalmente non la ritengo utile,salvo si voglia volutamente limitare l'angolo di taglio.
Ma il bello della tornitura a mano è proprio quello di poter in continuazione variare questo angolo,semplicemente cambiando angolazione di appoggio sul guidabulino.
Con lo stesso utensile,si può fare sgrossatura,finitura,semilucidatura.
Appunto variando la posizione di taglio.
Questo lo si impara,solo facendo lavorazione.
Molto importante è che siano con il punto di appoggio piani,io ad esempio uso tutto quello che recupero,maschi rotti,punte trapano,ecc.ecc Ma questo mi serve solo per piccole parti di lavorazione,una riparazione,un taglio,uno smusso ecc. ecc.
Altro esempio il recupero di una vite di inox dove riduco la testa per riparare un bracciale,l’incavo di un segher,o una rondella bemzing.
Ma sono inadatti alla tornitura.
Se vuoi tornire cilindrico e bene,devi avere un riferimento,in questo ti serve il piano,ed è indispensabile l’utensile (Bulino) a sezione quadra o romboidale,non tonda.

Iniziando poi a lavorare,scoprirai che i semplici bulini con molatura a rombo,non ti risolvono tutto.

Ma necessiterai di una infinità di figure,ad esempio semitondi,cunei da taglio,concavi per sbavare e stondare in modo rapido,a punta quadra,per fare smussi o gole,e per interni,da sbizzarrirsi.
In più il tornio non serve solo per tornire,con asporto di metallo,ma permette anche il rullaggio dei pezzi e l'imbutitura.
Il rullaggio è una forma di lavoro molto particolate,dove il materiale viene spinto,invece di essere asportato,facendo degli avvallamenti ad esempio sul pezzo,per ottenere dei sovrametalli poco più avanti.
In parole più povere,si plasma il pezzo in lavorazione,comprimendolo e gonfiandolo in altri,aumentandone il diametro primitivo,catturando il materiale davanti.
Un esempio di questa lavorazione la abbiamo negli assi del bilanciere,quando vengono rivettati sul volano.
Oppure in godronatura.
Ci sono due modi di godronare,grosso modo.
Uno con il godrone che asporta materiale e dà quella forma tipica a disegno,in questo caso si ha minore pressione di lavoro,ma una riduzione del diametro del pezzo. e asportazione di truciolo,sotto forma di piccole scaglie.
Un'altra che effettua la rullatura,ovvero una maggiore pressione sul pezzo ed un incassare delle venature a disegno del godrone,il quale comprime il materiale in lavorazione,creando avvallamenti e accrescimenti.
Questo tipo di godronatura,non viene fatto solitamente per estetica,ma ad esempio usata per impiantare ruote sui perni. Quì non si ha asportazione di materiale,ma uno spostamento sul pezzo. Creando tanti piccoli dossi e cunette.
In quanto ne aumenta il diametro originario.
Oltretutto questo tipo di lavorazione,incrudisce il materiale,rendendolo più duro.
Questa forma di lavorazione,viene molto usata in orologeria e non solo ,anche per effettuare filettature,maschio e femmina.
Il vantaggio è dalla tradizionale lavorazione,che si ottiene una filettatura lucida,esente da asperità di lavorazione,molto più estetica.
Facilmente fattibile anche grazie al fatto che i particolari sono piccoli ed il filetto da pochi centesimi.

Do ancora un accenno sull’imbutitura o lavorazione a repussaggio,poi la pianto lì o viene fuori un romanzo.
Questa lavorazione è molto usata in orologeria,ad esempio per fare le casse degli orologi.
Il bulino,in questo caso non deve tagliare affatto,ma ha la punta tonda e diventa una comune leva.
Il materiale,solitamente lamiera sottile,ma non sempre,( può essere anche oro,argento,inox ecc ecc.) viene spinto a prendere forma,curvato,piegato,talvolta con l’ausilio di uno stampo,con preforma,ma molte volte semplicemente plasmato con due utensili in coppia,Non ridete,per l’esempio,ma come le bacchette che usano i cinesi per mangiare al posto delle posate.
Un utensile fa da supporto,l’altro da guida ed in questo modo si ottengono bordature,concavi,lenticolari,ecc.ecc.
In questa forma di lavoro non si ha asporto di truciolo,ma si plasma il metallo.
Come promesso la finisco.
Un salutone
Pierino la peste

Ps aggiungo solo una postilla
Bene hai fatto a rifinire il tagliente in lucidatura,con arcknsans e allumina
Una affilatura fatta bene,non è seghettata,come quando viene fuori di molatura,anche se stupidamente può sembrare che tagli di più,proprio causa la bavatura,che è comunque un rasoio.Ma dura un niente ed il risultato di taglio una schifezza,mezzo rigato,mezzo lucido,ovvero tagliato e strappato in continuazione.
Ma deve avere il filo tagliente,quanto di più affine ad una lametta da barba.
Io salvo lavorazioni con metalli duri,continuo ad insistere,preferisco l’acciaio legato,proprio perché morbido e di più facile affilatura.
Per questo uso moltissimo la carta seppia su vetro.
Non scalda,non stempera l’utensile e cambio la grana in funzione dei passaggi.
Un buon micro tornitore ha i calli sulla punta di due dita,a forza di affilatura. Non può esimersi da tale scocciatura.

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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 19:30 
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c3n ha scritto:
Ciao Davide,

dapprima grazie per l'incoraggiamento.
Mi domando perché astenerti? più voci ci sono e più diventerà interessante e animata la discussione.
...

Per quel che concerne i bulini, il più piccolo che ho trovato sul catalogo bergeon é da 1.5 mm quadrato. Tu dove li prendi più piccoli?

Christian


...mi astengo solo perchè comunque c'è chi può darti consigli mirati meglio di me... (come hai già potuto leggere...sempre se sei riuscito ad arrivare in fondo!) :D

Il quadro da 1,5 mm mi sembra buono, anche se ancora grosso per certe cose...
Io i bulini me li ricavo dalle punte al carburo rotte...i manici sono in acciaio diametro 6 mm lunghi 150 mm, le punte hanno codolo da 3,2 mm, in proporzione ricavi le dimensioni dei bulini

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Ciao


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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 22:48 
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nematos ha scritto:

...mi astengo solo perchè comunque c'è chi può darti consigli mirati meglio di me... (come hai già potuto leggere...sempre se sei riuscito ad arrivare in fondo!) :D

Il quadro da 1,5 mm mi sembra buono, anche se ancora grosso per certe cose...
Io i bulini me li ricavo dalle punte al carburo rotte...i manici sono in acciaio diametro 6 mm lunghi 150 mm, le punte hanno codolo da 3,2 mm, in proporzione ricavi le dimensioni dei bulini

Ciao


Ciao Davide,
intanto grazie per le foto dei tuoi bulini, anche se mi pare di capire che non siano proprio quelli canonici mi fa sempre piacere vedere le strade percorse da altre persone.
Quindi spero di vedere ancora qualche tuo intervento.

Saluti
Christian

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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 23:03 
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pierino-la-peste ha scritto:
Carissimo Cristian.....
Tienili sufficientemente lunghi per il lavoro,circa tra i 20 - 30 mm
....
.


Ciao Piero,
mi piace davvero leggere questi tuoi lenzuli, perché in cosi poche righe contengono un enormità di informazioni.

Per ritornare ai bulini, ormai ho quei 2 in HSS e lavorerò con quelli anche se mi costerà piu fatica affilarli. Oggi ho comprato il legno per realizzare i manici.

Grazie

Christian

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MessaggioInviato: sabato 22 settembre 2012, 23:05 
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Bellissimo post :o

Complimenti a tutti :eek:

Attilio

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c3n ha scritto:
Ciao Davide,
intanto grazie per le foto dei tuoi bulini, anche se mi pare di capire che non siano proprio quelli canonici mi fa sempre piacere vedere le strade percorse da altre persone.
Quindi spero di vedere ancora qualche tuo intervento.

Saluti
Christian


...Le foto ingannano perchè sono presi di profilo, ma la forma è a losanga come la tua, dal tondo ho realizzato un quadro e poi l'ho formato a losanga...variano per inclinazione e alcuni per forma in quanto hanno la punta raggiata, ma a quello ci arriverai più avanti...

Adesso a mio modesto parere serve solo la pratica, le finezze potrai farle in seguito...anche se è sempre bene conoscerle!

Ciao e continua cosi! :o


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MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 1:51 
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nematos ha scritto:
c3n ha scritto:
Ciao Davide,
intanto grazie per le foto dei tuoi bulini, anche se mi pare di capire che non siano proprio quelli canonici mi fa sempre piacere vedere le strade percorse da altre persone.
Quindi spero di vedere ancora qualche tuo intervento.

Saluti
Christian


...Le foto ingannano perchè sono presi di profilo, ma la forma è a losanga come la tua, dal tondo ho realizzato un quadro e poi l'ho formato a losanga...variano per inclinazione e alcuni per forma in quanto hanno la punta raggiata, ma a quello ci arriverai più avanti...

Adesso a mio modesto parere serve solo la pratica, le finezze potrai farle in seguito...anche se è sempre bene conoscerle!

Ciao e continua cosi! :o


Carissimo Davide
Solo per informarti.
Mi sembra te lo aveva detto anche Giacomo.
Per forma convenzionale,probabilmente anche Cristian si riferiva alla sezione di partenza.
Il problema a lavorare con un bulino tondo,come il codolo delle punte è che ti manca un riferimento stabile.
Mi spiego meglio
la tornitura a mano,ha comunque un appoggio,che è il supporto guida bulino.
Il quale è intuitivo,deve essere in piano e lucido,da permettere uno scivolamento sopra,con la minore asperità possibile,o quest'ultima si ripercuote immancabilmente sulla lavorazione,non permettendoti una finitura regolare.
A maggiore ragione,se tu usi sopra questo piano,un pezzo tondo,scivolerai meglio,sicuramente ma sei quasi impossibilitato a mantenere una misura cilindrica,per il semplice motivo che seppure gli spostamenti assiali sono piccoli (ma non sempre),il tuo bulino avrà una difficoltà tremenda a mantenere il filo tagliente sul pezzo.Sempre alla medesima altezza.
nel senso che essendo tondo,ruota su sè stesso,quindi il tagliente si alzerà e abbasserà in funzione dei tuoi spostamenti.
Se vuoi prova di ciò,osserva i tuoi lavori.
fai delle fotografie,talmente belle che si vedono splendidamente anche le magagne.
Non puoi evitare di notare,che hai tratti lisci ed altri aspri.(rugosi)in susseguirsi sul medesimo tratto di lavorazione.
Questo dipende dalla enorme difficoltà che hai di controllare un avanzamento lineare.
Imprimendo pressione variabile di incisione.
Un esempio banale.
Proviamo a pelare una mela.se noi variamo l'angolo di incidenza del coltello,otteniamo,la buccia di spelatura con spessori diversi.
Nella tornitura,noi sbucciamo il pezzo in lavorazione,come per la mela,cambia la sostanza ma molto meno il concetto.
Un taglio altalenante ti fà fare un pezzo non cilindrico,ma con asperità di lavorazione variabile.Perchè il tuo punto di lavoro,non è costante.
Lo rilevi anche se hai truciolo dalla forma di quest'ultimo che non è regolare.
Questo comporterà sicuro una tremenda lavorazione di finitura.
In quanto devi spianare le superfici che sono un altalenare di dossi e cunette.
Con il pericolo che la misura di controllo sia ingannata,perchè dipenderà molto dalla posizione in cui la prendi e dalla grossezza dei becchi di misura.
In oltre se per la finitura,non ricorri ad una buona pivottatura,ma usi lucidanti,come carta diamantata o spuntigli (abrasivi in polvere) otterrai un pezzo,si lucido,ma tutto fuorchè un preciso cilindro.
Invece un bulino piano, (sezione quadra o romboidale,tiene appunto il piano,scorrendo ad altezza lineare sul poggiabulini.
Questo con l'affilatura non c'entra.Ed è altra cosa.
La cosa ti aiuta in modo incredibile ad avere un manufatto tornito uniforme non solo come lavorazione,ma tangibile anche in immagine.
Non mi stancherò mai penso di dirlo.
le lavorazioni di tornitura e di controllo ad occhio,puntano molto sui riflessi di luce.
Sono piccoli,maledettamente piccoli,i nostri pezzi.
Se impariamo a giocare con la luce abbiamo uno strumento di controllo eccezzionale.
Che non è altro poi che il metodo che ci permette la vista.
Il riflesso,nel nostro caso la lucentezza.
La sgorssatura di tornitura,potrà anche essere con forti asperità,e quindi opaca,ma le ultime passate che portano il pezzo a misura,saranno di portata ridotta,ed il pezzo deve essere quanto di più uniforme e lucido,possiamo ottenere.
Per questo sono fondamentali diverse cose.tra cui
Per prima una corretta affilatura,la quale prevede anche l'eliminazione della bavatura sul pezzo affilato,

chiaramente la sua forma di tagliente.

Poi la velocità di rotazione della macchina,più ruotiamo veloce,più è difficile
ottenere un pezzo preciso e tondo,non facciamo lavorazione di serie,dove si spera tutto è programmato e collaudato dalla moltitudine,ma quasi sempre un pezzo unico o pochi particolari.
In più una forte rotazione vi obbliga ad un utensile molto duro o viene mangiato dalla velocità della lavorazione,la quale mola il tagliente.

La posizione del bulino sul poggiabulini,il tagliente deve restare a centro del diametro,immaginate di tirare una retta,sul cilindro in lavorazione.
Questa retta è a metà del pezzo che vedete di lato.
Su questa retta ne sotto ne meno che mai sopra deve stare il filo di taglio utensile.

la pressione che esercitate di taglio.
Come per sbucciare la mela,serve spingere il coltello dentro il frutto.
Idem spingerete il tagliente sul pezzo.
Questa pressione deve essere costante,la imparate a dosare solo provando
cambierà continuamente in funzione del diametro del pezzo,del tipo di materiale,della velocità della macchina e se l'utensile non taglia,o taglia male,la pressione che dovete esercitare sarà sproporzionata,rovinandovi la lavorazione.
più riuscite a tornire accarezzando il pezzo,più siete stati bravi ad affinare tutto quello che vi ho detto sopra.
Un esempio di cosa intendo lo potete provare con il trapano.
Se fate una serie di buchi su un pezzo di ferro con una punta da 2 mm darete una certa pressione.
Se subito dopo passate a forare con una punta da 6 mm vi accorgerete di come la vostra mano sia diventata più sensibile alla lavorazione.
In quanto per forare,dovrete aumentare questa pressione,il tagliente è decisamente maggiore.
Questa sensibilità la dovrete accentuare,per lavorare a mano sul tornio.

La smetto o faccio mattina e rompo oltre misura

Un salutone
Pierino la peste

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L'esperienza è il tipo di insegnante più severo,Prima ti fà l'esame,poi ti spiega la lezione
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